Barça, i "luoghi torinesi"

La Robe di Kappa

Anche la nostra Torino ha avuto ed ha dei luoghi legati al FC Barcelona. Nell'iniziare a farne una piccola carrellata non possiamo non partire da un indirizzo che, per chi porta il Barça nel cuore, ad inizio anni '90 costituiva una tappa fissa: ci troviamo all'angolo tra largo Maurizio Vitale e via Foggia dove, da vari decenni, ha sede il fiore all'occhiello delle marche sportive torinesi: la Robe di Kappa.

Il marchio nacque nel 1968 grazie all'intuizione di Maurizio Vitale, giovane amministratore delegato dell'allora Maglificio Calzificio Torinese (a sua volta fondato nel 1916): Vitale decise di riutilizzare le magliette Kappa (usate all'epoca esclusivamente come intimo) rimaste invendute ripensandole con loghi, stemmi e simboli militari. Le magliette ottennero da subito un grande successo visto che si era nel pieno della contestazione giovanile di fine anni '60 e di lì a poco nacquero sia il nome del nuovo marchio, sia il mitico logo ritraente due giovani seduti con le gambe raccolte, schiena contro schiena.

Le strade della Kappa e del Barça si incrociarono per la prima volta nell'estate del 1992; il Club era fresco campione d'Europa e nel tentativo di vendere le sue magliette su scala internazionale decise di rivolgersi all'azienda torinese lasciando la mitica Meyba dopo quasi 10 anni di collaborazione. Così, per sei stagioni, i tifosi torinesi del Barça ebbero la possibilità di comprare il materiale del Barcellona senza andare in Catalogna; all'epoca infatti internet era di là da venire e per acquistare qualche maglietta blaugrana o si andava nella botiga a Barcellona, o si tentava via posta.

Ad ottobre di ogni anno allo spaccio kappa con ingresso in via Foggia arrivava tutto il materiale della prima squadra: magliette, pantaloncini, calzettoni, borsoni, pettorine, ecc e come se non bastasse in una parte dell'area vendita venivano ammassati in grandi cestoni le cosiddette "primette" cioè capi che presentando qualche difetto (spesso quasi invisibile) venivano venduti ad un terzo del loro valore...

Così, nei parchi cittadini e nei primi campi da calcetto, le maglie blaugrana si diffusero sempre di più vuoi per fede, vuoi per i prezzi bassi, ma anche perchè quelli erano gli anni del mitico "dream team" e gli occhi dell'Europa del calcio erano puntati su di noi.

Stadio Comunale

Il Comunale negli anni '60. www.mondotoro.it

Nato nel 1932 per volere del duce del fascismo Benito Mussolini, lo storico stadio "Comunale" di Torino viene costruito in località Tetti Varrò per ospitare i Giochi Littoriali dell'anno successivo e, soprattutto, i mondiali italiani del 1934. Progettato con una capienza di 60.000 spettatori e intitolato a Mussolini fino al 1945, proprio in quell'anno l'impianto assume il nome di "Comunale" e ospita le gare casalinghe di Juventus e Torino dal 1963 al 1990 mentre dal 1986 alla denominazione "Comunale" vine aggiunta la dedica all'allenatore della prima nazionale italiana campione del mondo, Vittorio Pozzo.

Questo impianto ci interesse perchè qui il Barça è sceso in campo in due occasioni sempre contro la Juventus. La prima volta il 4 novembre del 1970 per la gara di ritorno di Coppa delle Fiere: persa la gara di andata contro i bianconeri per 2 a 1 (gol di Marcial), a Torino i blaugrana ripetono lo stesso punteggio subendo 2 reti e andando a segno con Pujol.

Passano 16 anni e Barça e Juve tornano ad affrontarsi in Europa. Stavolta la competizione è la più importante di tutte infatti si scende in campo per i quarti di Coppa dei Campioni: all'andata è bastato un bolide di Julio Alberto per piegare la resistenza bianconera mentre al ritorno la gara è subito dominata dalle folate offensive della Juve che, soprattutto con Pacione, spreca ripetutamente il gol del vantaggio. Poi all'improvviso una sortita in apparenza senza costrutto, viene trasfromata da Archibald nel vantaggio culé grazie alla autorete del numero 1 juventino, Tacconi. In seguito i padroni di casa pareggiano ma il risultato non cambia più e il Barça accede alle semifinali.

Stadio Delle Alpi

Continuando il nostro viaggio nei luoghi torinese in qualche modo legati al FC Barcelona non possiamo, ovviamente, non soffermarci sullo Stadio Delle Alpi, impianto in cui il FC Barcelona ha giocato nel 1991 e nel 2003.

 

La  costruzione di questo stadio è cominciata nel 1988 in vista dei mondiali italiani che si sarebbero svolti nel nostro paese due anni dopo e l'impianto è rimasto attivo fino al 2006, per poi essere abbattuto nel 2009 per fare posto al nuovissimo Juventus Stadium. Situato nella zona Continassa a nord-ovest della città, tra il quartiere Le Vallette e Venaria Reale. Progettato al fine di ospitare alcune gare dei mondiali di "Italia 90", lo stadio aveva una capacità di 69.041 posti a sedere (che arrivavano a 69.295 posti totali prendendo in considerazione i 254 posti della tribuna stampa) disposti su 3 anelli sovrapposti, con una altezza massima sopra il terreno di gioco pare a 33 metri di altezza. I lavori di costruzione partirono nel giugno del 1988 e terminarono in meno di 2 anni grazie al massiccio uso di elementi strutturali prefabbricati in cemento. Dopo i mondiali per 16 anni il "Delle Alpi" ospitò le gare casalinghe di Juventus e Torino, poi nel 2006, in seguitò alla cessione (2002) dei diritti di superficie del Comune di Torino alla Juve, l'impianto venne chiuso alle attività sportive per poi essere abbattuto a partire dal 2009 per lasciare spazio ad un nuovo impianto di proprietà della società bianconera.

Lasciando da parte questo excursus storico e tornando alla storia blaugrana, il Barça scende in campo al Delle Alpi per la prima volta il 24 aprile del 1991: l'occasione è di quelle importanti visto che in ballo c'è l'accesso alla finalissima di Coppa delle Coppe da giocarsi qualche settimana dopo a Rotterdam. Impostisi nella gara di andata con un buon 3 a 1, i culers quella sera patiscono molto le scorribande bianconere ma tengono botta per gran parte della partita, capitolando solamente davanti ad una magia di Roberto Baggio al 61' su punizione. Passano 12 anni. Stavolta il Barça torna a Torino per giocare l'andata dei quarti di finale della massima competizione continentale: la stagione non è niente affatto esaltante come risulterà dal finale d'annata, ma quella sera le cose riescono tutto sommato bene: al gol di Montero al 16' risponde "el conejo" Saviola a 12 minuti dal triplice fischio e nel finale Kluivert manca addirittura il gol di un incredibile  vantaggio.

9 aprile 2003: all'ingresso in campo delle squadre le torce dei blaugrana giunti a Torino, accendono il settore ospiti del "Delle Alpi".

Juventus/Allianz Stadium

Settore ospiti dello stadium lo scorso 11 aprile 2017

Ultimo stadio torinese che ci ha visti scendere in campo in ordine di tempo è stato lo Juventus Stadium dove il Barça ha giocato lo scorso aprile.

Sorto sulle ceneri del "vecchio" Delle Alpi e dunque in prossimità dell'area Continassa, è un campo di proprietà della Juventus FC e sede degli incontri casalinghi della squadra bianconera dal 2011/12. E' il sesto stadio italiano per capienza con 41.507

spettatori ed è il primo stadio italiano completamente privo di barriere architettoniche; insieme all' Olimpico di Roma, al Meazza di Milano e all'Olimpico Grande Torino di Torino è uno dei 4 stadi italiani a rientrare nella categoria 4 della UEFA. Dallo scorso 1° luglio lo stadio ha assunto la denominazione commerciale di Allianz Stadium a seguito della cessione dei diritti di namimg alla Allianz.

 

A 14 anni di distanza dalla sua ultima apparizione torinese il Barça torna a Torino ed in questo stadio per giocarsi l'accesso alla semifinale di Champions League. La Juve è però un avversario molto ostico anche perchè la mancanza di forma unita all'assenza di qualche titolare ci rende meno solidi e motivati del dovuto: effettivamente in campo le cose vanno molto male e Dybala ci segna due volte nel primo tempo mentre Chiellini chiude il conto, salatissimo, con un colpo di testa nell ripresa.

Dalla collezione privata di Andrea Fabiani un altro mirabile esempio di maglia "match worn". La stagione è la 1995/96 e la maglia è quella indossata nei quarti di finale di Coppa UEFA da Guillermo Amor, per la precisione nella partita esterna giocata ad Eindhoven contro il PSV e vinta 3 a 2 grazie alle reti di Bakero, Figo e Sergi. Da notare che questa versione "europea" è priva del classico stemma kappa solitamente ripetuto su tutto il bordo delle maniche.

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© Penya Barcelonista de Turin