T-shirt: Sang Culé Cor català

Gruppo storico che segue il Barça (soprattutto la sezione di basket al Palau Blaugrana) da più di 25 anni, Sang Culé Cor Català è a tutt'oggi uno delle realtà più attive e impegnate sugli spalti e non solo. A livello di materiale producono sempre oggetti di ottima fattura come la maglietta nella foto sopra. Per info: www.sangcule.cat

Italia più blaugrana con Radio Barça

Da ormai molti mesi esiste un programma radiofonico che sta colorando di blaugrana tutta la penisola italiana: è Radio Barça Italia di Radio Roma Futura. Meravigliosamente condotto da Maxi Morgante il programma si può ascoltare via telefono, pc o tablet basta avere un collegamento a internet. Per info: https://www.spreaker.com/show/radio-barca-italia

Spoiler 2020/21

Iniziano a circolare le prime foto della maglia blaugrana per la stagione 2020/21. Dopo la deludente maglia a quadri il Barça ritorna almeno in parte sui suoi passi optando nuovamente per le strisce verticali e accompagnandole con degli inserti gialli che sembrano già riscuotere i primi consensi tra i tifosi.

                                               Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

                                      Libro della settimana: la Masia

Lingua: spagnolo.

Messi, Xavi, Iniesta, Sergi Roberto e Busquets sono solo gli ultimi esempi di molti giocatori che, prima di indossare la maglia della prima squadra del F.C. Barcelona, sono passati per la masia blaugrana formandosi come uomini, ancor prima che come giocatori. Nata come una residenza per i giocatori delle giovanili che venivano a Barcellona per allenarsi nelle categorie inferiori e che, abitando troppo lontano non potevano rientrare a casa, la Masia è diventata a partire dagli anni '90 un concetto capace di inglobare valori umani e sportivi, fino al punto di diventare uno dei centri formativi più importanti in campo sportivo, ove i ragazzi imparano a giocare a calcio senza sacrificare i propri studi e mantenendo sempre un occhio di riguardo su valori chiave che dovrebbero sempre essere presenti nella vita di ogni sportivo e di ogni uomo.

 

Martin Vidal Cristian, La Masia. Formando personas más allá del deporte, editorial Base, 240 pag., 2019.

Lo stupefacente racconto di come la Masia è diventata una autentica fucina di campioni

                     Penya Blaugrana Napoli, un esordio trionfale

Gli scorsi 24 e 25 febbraio 2020 resteranno scritti a lettere d'oro nel firmamento del barcelonismo italiano. In queste due giornate ha infatti visto la luce la locale penya blaugrana e questo deve essere un motivo di orgoglio e vanto per tutti i tifosi blaugrana d'Italia. Il massimo merito di questa nascita è dei penysti napoletani e del sud Italia (con una menzione per la neo presidentessa Giusy Zaffiro e del suo segretario Filippo Prota) senza dimenticare il prezioso aiuto logistico del presidentissimo della Penya Blaugrana Roma Maxi Morgante.

Questi alcuni commenti della presidentessa Giusy Zaffiro a seguito della due giorni partenopea: "Penso di aver vissuto due giorni veramente meravigliosi, forse più belli della mia vita...Lunedì 24 febbraio si è realizzato un sogno, il mio e di tanti altri, l'inaugurazione della Penya Blaugrana di Napoli vissuta in contemporanea alla cena ufficiale della Champions insieme ad altri soci, penysti e dirigenti del FC Barcelona che ringrazierò all'infinito per aver resto quella serata, una serata magica. Stupendo anche il pre partita di martedi 25: vedere tutti i tifosi del Barça al pub, a divertirsi, a ridere, scherzare, chiacchierare, bere e urlare a squarciagola i cori insieme, a Napoli, è stato emozionante.

Ringrazio calorosamente (e lo farò all'infinito) Massimiliano Morgante, presidente della Penya Blaugrana di Roma) per averci aiutato e per aiutarci sempre; grazie a tutti i presidenti delle Penyes italofone, Vittorio Pegone ( Penya di Torino), Pietro Pietro Pere Locatelli ( Penya Lombarda ), Massimo Lippi (Penya di Genova) e Sergio Strokkur Leonetti  per averci sostenuto, supportato, aiutato e per aver fatto parte di questo sogno.
Sono onorata di poter 'lavorare' al vostro fianco per continuare a far crescere questo movimento in Italia e nel Mondo.
Così come ringrazierò all'infinito una persona splendida come Alessandro Esposito, mio primo presidente di una Penya (quella di Bergamo) che mi ha dato l'opportunità di conoscere questo mondo meraviglioso e di entrarne a far parte.
Grazie veramente di cuore a tutte le persone presenti in questi due giorni a Napoli, grazie per aver preso parte al nostro sogno".

                        120 anni del F.C. Barcelona

Versioni in lingua: inglese, spagnola, catalana (altre seguiranno).

 

Lo diciamo sempre. Siamo più di una squadra di calcio, siamo più dei gol che abbiamo segnato e più dei trofei che abbiamo conquistato lungo i 120 anni della nostra storia. Il Barça è "più di un club di calcio grazie ai suoi 144.000 soci che prendono decisioni cruciali in modo democratico; perchè quando giochiamo lo faciamo per vincere ma senza mancare di rispetto al nostro unico stile di gioco; perchè siamo presenti (e con ottimi risultati) in 5 sport a livello professionistico ma soprattutto perchè promuoviamo  valori come l'umiltà, sforzo, lavoro di squadra, ambizione e rispetto. Il Barça è anche fortemente impegnato a livello sociale e grazie alla sua fondazione si batte per migliorare la vita dei bambini più sfortunati, attraverso i valori dello sport e dell'educazione, il tutto senza mai dimenticare le proprie radici catalane. Per questo e per molto altro il Barça è "més que un club" e questo libro ripercorre l'intera storia del nostro Club attraverso pagine e immagini che acalano il lettore nelle vittorie, nei giocatori e negli allenatori che han fatto prima la differenza, e poi la nostra storia. Non manca un'analisi dell'evoluzione e dell'impatto sociale avuto dal Barça prima sulla società catalana e poi sul mondo.

Ricco di foto rare belle ed emozionanti, il volume ripercorre la storia del F.C. Barcelona dalle origini ai giorni nostri, senza dimenticare di rimarcare le pietre miliari del Club.

 

Ketty Calatayud, Carles Santacana, Manel Tomàs , Barça mès que un Club - 120 anys,ed. Skyra, 493 pag., 2019.

                                       I 700 giorni di Diego

immagine da www.todocoleccion.net

700 giorni, nemmeno due anni interi per Diego Armando Maradona in blaugrana. Per certi versi la sua traiettoria al Barça è un po il riassunto di una intera decade vissuta dal Barcellona sull'otto volante, in una continua ricerca di grandezza attraverso l'acquisto di grandi calciatori (su tutti Maradona, Quini e Schuster) poi frustrata dalla sfortuna, dalla malattia e dai cattivi risultati. Un ruolo non marginale nella parentesi catalana di Diego lo ebbe l'agente Josep Maria Minguella; nel 1977 Minguella vide per la prima volta il calciatore (all'epoca 17enne) quando era andato a vedere una partita degli Argentinos Juniors perchè doveva acquistare un giocatore per conto del Burgos. Ci sarebbero voluti ben cinque anni, un continuo otto volante di contrattazioni, divieti (da parte del regime militare argentino che si oppose all'operazione varie volte) ma alla fine el "10" prese la via dell'Europa e di Barcellona per illuminare il vecchio continente con la sua classe. Secondo la storia "ufficiale" della cessione al Barça di Maradona si dice che nel 1978 gli Argentinos Juniors chiesero per cederlo 100.000 dollari diventati poi il corrispettivo di sei milioni di euro nel 1982: l'operazione venne chiusa già nel 1981, però la dittatura argentina, concretamente nella persona dell'ammiraglio Carlos Alberto Lacoste,  impedì all'ultimo momento la partenza del giocatore.

Alla fine la cessione avvenne per una cifra, sei milioni di euro, che oggi farebbe ridere, ma che all'epoca rappresentava una autentica follia.

Immagine da Barcablog

A livello economico il Barça recuperò l'investimento per il "pelusa" ancora prima che indossasse gli scarpini per giocare una partita senza contare di quello che fu il suo impatto sullo spogliatoio blaugrana: leggendari i suoi 200 e più palleggi con calze arrotolate, con le palline da tennis o con un limone. Purtroppo però la sua classe in campo non fu mai pareggiata da una vita disciplinata fuori dal campo: la sua casa nel carrer san Francesc era un costante via vai di parenti, amici, suoceri e affini impegnati, a seconda dell'ora di visita, in partite di tennis o in feste che terminavano a mattina inoltrata.

Una epatite contratta al primo anno, e un grave infortunio alla seconda stagione pregiudicarono il rendimento di Maradona al Barça anche se l'asso argentino riuscì a collezionare la bellezza di 58 partite segnando 38 reti e vincendo una Coppa del Re, una Coppa della Liga e una Supercoppa di Spagna.

La sconfitta nella finale di Coppa del Re condita da una spaventosa rissa a fine gara (1984) fu l'ultima partita di Dieguito con la maglia del F.C. Barcelona: si dice che non volesse lasciare nè il club, nè la città ma visti quanto accaduto negli ultimi mesi (in campo e fuori), il presidente Núñez aveva ormai deciso di venderlo e alla fine il pelusa volò in Italia a fare la fortuna del Napoli che in sette stagioni vinse due scudetti, una Supercoppa italiana, una Coppa Italia e una Coppa U.E.F.A.

                                 Weekend offender, il "nuovo" che avanza

Il brand Weekend Offender è nato in Galles nel 2004, più precisamente nella periferia di Cardiff, da una idea degli imprenditori Rhydian Powell e Sam Jones. La loro idea di fondo era quella di creare un vestiario che davvero rappresentasse le generazioni più giovani smarcandole, almeno in parte, dai grandi classici come Fred Perry, La Coste, Stone Island, ecc. Weekend offender inizia la sua avventura nella prima parte del nuovo millennio puntando a offrire un prodotto il più possibile vicino alle esigenze del suo giovanissimo target. E qual'é questo target? Essendo in Gran Bretagna la marca punta a fare breccia anzitutto e soprattutto nei pub, nei club e, ça va sans dire, alle partite di calcio.

Per questo i primi prodotti Weekend Offender sono giacche e k-way e, in seconda battuta, polo in perfetto stile british: Weekend Offender diventa presto sinonimo di cultura calcistica, 'labbigliamento ideale da indossare nei fine settimana dedicati al football, in gradinata e al pub.

Weekend Offender ad oggi produce costantemente anche magliette e accessori oltre alle giacche e alle polo prodotte fin dagli inizi; all'interno del brand principale vi sono due sottomarche: la prima si chiama Mainline ed è legata a prodotti unici per taglio e colore. La seconda sotto marca si chiama Category A e si concentra sui prodotti "Premium", capi d'abbigliamento più rifiniti frutto di una maggiore ricerca da parte della marca scozzese.

Polo Weekend Offender

                               Maradona a Barcellona, il libro

Lingua: inglese.

Due sole stagioni ma due stagioni sufficienti a provare una volta e per sempre le capacità, nel bene e nel male, di Diego Armando Maradona, sufficienti a cementare il suo nome nella storia del F.C. Barcelona e in quella del calcio del vecchio continente.

 

Genio e sregolatezza, impareggiabile in campo ma fuori controllo nella vita quotidiana: il libro di John Ludden ripercorre i ventiquattro mesi passati da Diego nella capitale catalana per una esperienza caratterizzata da qualche luce, pochi successi, qualche delusione e molte ombre che andarono a sommarsi a un brutto infortunio e alla malattia (epatite) contratta proprio mentre vestiva di blaugrana.

 

John Ludden, Maradona in Barcelona,ed. kindle, 102 pag., 2013.

 

 

 

 

                Ottobre 2019: 1° raduno dei club italiani

Un momento storico

Tutti i club di lingua italiana al gran completo in occasione del primo, storico raduno blaugrana di Milano.

                     Football programmes: un oggetto di culto

Prigramma del Villa del 1912. www.google.com

Da sempre i programmi dei match di calcio sono considerati, a ragione, una prerogativa del football britannico: fu infatti il 1888, l'anno in cui, per la prima volta, i "football programmes" delle partite iniziarono a vedere la luce con una certa continuità e, da oggetti inizialmente di scarsa importanza, si convertirono presto in un must per tutti i collezionisti del mondo.

 

In Inghilterra in breve tempo i programmi divennero parte della "previa" (quindi, in un certo senso, del gioco) insieme alla torta e alla birra, tre momenti clou tipici di ogni pre-gara. In terra d'Albione l'Aston Villa, non a caso una delle squadre fondatrici del calcio d'oltre manica, fu uno dei primi club a far stampare un programma per i propri tifosi, usanza che  a partire dal 1888, divenne parte integrante di ogni club di calcio inglese anche se la finale di F.A. Cup (per alcuni la competizione più importante del mondo) ebbe un suo programma nel 1882.

Ben lontani dall'essere le "bibbie" di informazioni e notizie che sarebbero diventati in seguito, i programmi in origine erano costituiti da un singolo foglio riportante la data della partita, i nomi e le posizioni dei giocatori.

 

Dunque fu il Villa ad avere per primo l'idea dei programmi (va anche detto che fu l'Everton ad iniziare a pubblicare  con regolarità una scorecard per i suoi fans)  così come fu la prima società a trasformare il singolo foglio delle origini in un giornale contrassegnando ogni singola uscita con un numero e con un raccoglitore per ogni stagione: questo fu una sorta di invito ai tifosi affinchè iniziassero a collezionare i programmi.

 

Col passare degli anni i programmi arrivarono ad essere formati da 8 pagine in concomitanza con la prima guerra mondiale mentre con secondo conflitto continentale la produzione di programmi fu interrotta dalla quasi totalità dei club britannici in nome della austerità richiesta dalle drammatiche circostanze dell'epoca.

E il Barça?

Detto che nel calcio spagnolo i programmi non hanno mai preso piede come in Inghilterra, anche in Catalogna non mancano esemplari di football programmes a partire dal 1922 e, in forma più continuativa, dal 1948 in poi.

Nelle loro pagine c'erano le ultime notizie sulla attualità blaugrana dell'epoca e molti di questi sono consultabili presso il Centro di Documentazione del Footbol Club Barcelona:

 

Al seguente link

https://www.fcbarcelona.es/club/servicios/ficha/programas-de-partido

sono visibili le copertine di alcuni dei più rari ed importanti programmi del Barça e tra questi:

 

 

                                 Finale Coppa del Rey 2018

Le penyes italiane protagoniste

... non solo al Wanda Metropolitano ma anche a Roma così come in molte altre occasioni il movimento blaugrana italiano è in crescita

Sulla giornata trascorsa a Madrid va detto che almeno in centro città non c'è stato alcun problema con i Sevillastas al punto che le due tifoserie hanno passato la giornata mescolate fino al momento di recarsi alle due rispettive "fan-zone". Notevole lo sforzo organizzativo del Barça per realizzare la nostra "fan-zone" così come per il ritiro dei biglietti accuratamente preparato alla fiera madrilena "Ifema" (ritiro che, va detto, ha suscitato numerose polemiche).

Riguardo al tifo va detto che è stata una delle note positive della giornata principalmente grazie all'impegno della "grada d'animaciò" ma anche per l'apporto di ciascuno dei 23.000 culé presenti sulle gradinate del nuovo stadio dell'Atletico di Madrid. In campo il Barça ha giocato bene oltre ogni più rosea aspettativa annichilendo il Siviglia e  mettendo le mani sulla coppa già alla fine del primo tempo; da ultimo impossibile non parlare di Andrés Iniesta sia perchè questa è stata la sua ultima finale con la nostra samarreta, sia perchè quando è stato sostituito a fine gara tutto lo stadio gli ha attribuito una ovazione impressionante.

                                  Museo del Grande Torino

Dopo aver visitato la Basilica di Superga lo scorso aprile, come club abbiamo voluto recarci al museo del Grande Torino, non solo per rendere omaggio ai giocatori scomparsi a Superga, ma soprattutto per dar merito al lavoro dei volontari che da anni permettono alla Associazione Memoria Storica Granata (e quindi al museo) di sopravvivere.

Questa visita era stata pianificata da tempo insieme agli amici delle penyes di Roma e Genova, ma a poche ore si è rivelata ancora più bella e gratificante per i volontari granata vista la presenza di Antoni Guil, presidente della confederazione mondiale delle penyes blaugrana, e di Jordi Penas, presidente del museo del Barça al Camp Nou, che non ha mancato di osservare con occhio tecnico e interessato i cimeli esposti a Grugliasco.

21 e 22 novembre 2017

A pochi mesi dall'ultima volta, il Barça è tornato nella nostra  città e  abbiamo cercato di sfruttare nel migliore dei modi questa occasione con una serie di eventi ed incontri.

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
Congratulazioni e Força Barça!!"
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

 

                       Come diventare soci del F.C. Barcelona

Iscrizione ordinaria:

Familiari di soci (fino al secondo grado di parentela)

Le relazioni di parentela ammesse sono:

  • Tra padri e figli
  • Tra nonni e nipoti
  • Tra genitori di fatto e figli
  • Tra fratelli e cognati
  • Tra zii e nipoti
  • Tra cugini

 

Per accertare la parentela verrà richiesta la seguente documentazione:

  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del socio
  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del richiedente
  • Fotocopia che dimostri la parentela

 

Persone che sono già state socie del Club in precedenza, per un minimo di 2 anni consecutivi

La unico modo per diventare soci del Club è presentarsi di persona alla OAB (Oficina de Atenciò al Barcelonista).

 

Tre anni di iscrizione a una penya attestati dal carnet del penysta

I membri di una penya che abbiano superato i tre anni di anzianità possono diventare soci del FC Barcelona.

 

 

Il processo di iscrizione a socio del FC Barcelona è concluso solamente quando il Club abbia verificato che tutta la documentazione richiesta risponda ai requisiti richiesti.

Il pagamento della quota è effettuabile in contanti o con carta di credito ed è valida fino al 31 dicembre 2017.

 

Ogni nuovo socio del FC Barcelona riceverà:

  • Carnet socio con foto
  • Statuto del FC Barcelona
  • Lettera di benvenuto
  • Diploma personalizzato

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: https://www.fcbarcelona.es/socios/hacerse-socio/socio-adulto

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

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