Terza maglia in vendita

Finalmente in vendita la terza maglia del FC Barcelona per la stagione 2017/18. Disponibile solamente nella versione più cara, dunque quella "player", la maglia è una rivisitazione della terza maglia di fine anni '80. All'epoca la marca sportiva Meyba aveva deciso di puntare su un rosso acceso mentre la Nike ha optato per un colore che non è molto lontano da quello usato dalla AS Roma e dal Torino FC.

 22 novembre: il Barça torna a Torino

Stavolta non abbiamo dovuto aspettare anni per riavere il FC Barcelona nella nostra città. Dopo lo scorso aprile l'urna europea ha di nuovo messo la Juventus sul cammino dei blaugrana e così la nostra penya si sta preparando a ricevere la spedizione blaugrana...

Italia più blaugrana con Radio Barça

Da ormai molti mesi esiste un programma radiofonico che sta colorando di blaugrana tutta la penisola italiana: è Radio Barça Italia di Radio Roma Futura. Meravigliosamente condotto da Maxi Morgante il programma si può ascoltare via telefono, pc o tablet basta avere un collegamento a internet. Per info: https://www.spreaker.com/show/radio-barca-italia

Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

Barça: i"luoghi torinesi"

La Robe di Kappa

Ingresso agli uffici della Kappa in Largo Maurizio Vitale.

Anche la nostra Torino ha avuto ed ha dei luoghi legati al FC Barcelona. Nell'iniziare a farne una piccola carrellata non possiamo non partire da un indirizzo che, per chi porta il Barça nel cuore, ad inizio anni '90 costituiva una tappa fissa: ci troviamo all'angolo tra largo Maurizio Vitale e via Foggia dove, da vari decenni, ha sede il fiore all'occhiello delle marche sportive torinesi: la Robe di Kappa.

Il marchio nacque nel 1968 grazie all'intuizione di Maurizio Vitale, giovane amministratore delegato dell'allora Maglificio Calzificio Torinese (a sua volta fondato nel 1916): Vitale decise di riutilizzare le magliette Kappa (usate all'epoca esclusivamente come intimo) rimaste invendute ripensandole con loghi, stemmi e simboli militari. Le magliette ottennero da subito un grande successo visto che si era nel pieno della contestazione giovanile di fine anni '60 e di lì a poco nacquero sia il nome del nuovo marchio, sia il mitico logo ritraente due giovani seduti con le gambe raccolte, schiena contro schiena.

Le strade della Kappa e del Barça si incrociarono per la prima volta nell'estate del 1992; il Club era fresco campione d'Europa e nel tentativo di vendere le sue magliette su scala internazionale decise di rivolgersi all'azienda torinese lasciando la mitica Meyba dopo quasi 10 anni di collaborazione. Così, per sei stagioni, i tifosi torinesi del Barça ebbero la possibilità di comprare il materiale del Barcellona senza andare in Catalogna; all'epoca infatti internet era di là da venire e per acquistare qualche maglietta blaugrana o si andava nella botiga a Barcellona, o si tentava via posta.

Ad ottobre di ogni anno allo spaccio kappa con ingresso in via Foggia arrivava tutto il materiale della prima squadra: magliette, pantaloncini, calzettoni, borsoni, pettorine, ecc e come se non bastasse in una parte dell'area vendita venivano ammassati in grandi cestoni le cosiddette "primette" cioè capi che presentando qualche difetto (spesso quasi invisibile) venivano venduti ad un terzo del loro valore...

Così, nei parchi cittadini e nei primi campi da calcetto, le maglie blaugrana si diffusero sempre di più vuoi per fede, vuoi per i prezzi bassi, ma anche perchè quelli erano gli anni del mitico "dream team" e gli occhi dell'Europa del calcio erano puntati su di noi.

Stadio Comunale

Immagine anni '60 del Comunale di Torino da mondotoro.it

Nato nel 1932 per volere del duce del fascismo Benito Mussolini, lo storico stadio "Comunale" di Torino viene costruito in località Tetti Varrò per ospitare i Giochi Littoriali dell'anno successivo e, soprattutto, i mondiali italiani del 1934. Progettato con una capienza di 60.000 spettatori e intitolato a Mussolini fino al 1945, proprio in quell'anno l'impianto assume il nome di "Comunale" e ospita le gare casalinghe di Juventus e Torino dal 1963 al 1990 mentre dal 1986 alla denominazione "Comunale" vine aggiunta la dedica all'allenatore della prima nazionale italiana campione del mondo, Vittorio Pozzo.

Questo impianto ci interesse perchè qui il Barça è sceso in campo in due occasioni sempre contro la Juventus. La prima volta il 4 novembre del 1970 per la gara di ritorno di Coppa delle Fiere: persa la gara di andata contro i bianconeri per 2 a 1 (gol di Marcial), a Torino i blaugrana ripetono lo stesso punteggio subendo 2 reti e andando a segno con Pujol.

Passano 16 anni e Barça e Juve tornano ad affrontarsi in Europa. Stavolta la competizione è la più importante di tutte infatti si scende in campo per i quarti di Coppa dei Campioni: all'andata è bastato un bolide di Julio Alberto per piegare la resistenza bianconera mentre al ritorno la gara è subito dominata dalle folate offensive della Juve che, soprattutto con Pacione, spreca ripetutamente il gol del vantaggio. Poi all'improvviso una sortita in apparenza senza costrutto, viene trasfromata da Archibald nel vantaggio culé grazie alla autorete del numero 1 juventino, Tacconi. In seguito i padroni di casa pareggiano ma il risultato non cambia più e il Barça accede alle semifinali.

Stadio Delle Alpi

Stadio delle Alpi. Immagine da gauarena.com

Continuando il nostro viaggio nei luoghi torinese in qualche modo legati al FC Barcelona non possiamo, ovviamente, non soffermarci sullo Stadio Delle Alpi, impianto in cui il FC Barcelona ha giocato nel 1991 e nel 2003.

 

La  costruzione di questo stadio è cominciata nel 1988 in vista dei mondiali italiani che si sarebbero svolti nel nostro paese due anni dopo e l'impianto è rimasto attivo fino al 2006, per poi essere abbattuto nel 2009 per fare posto al nuovissimo Juventus Stadium. Situato nella zona Continassa a nord-ovest della città, tra il quartiere Le Vallette e Venaria Reale. Progettato al fine di ospitare alcune gare dei mondiali di "Italia 90", lo stadio aveva una capacità di 69.041 posti a sedere (che arrivavano a 69.295 posti totali prendendo in considerazione i 254 posti della tribuna stampa) disposti su 3 anelli sovrapposti, con una altezza massima sopra il terreno di gioco pare a 33 metri di altezza. I lavori di costruzione partirono nel giugno del 1988 e terminarono in meno di 2 anni grazie al massiccio uso di elementi strutturali prefabbricati in cemento. Dopo i mondiali per 16 anni il "Delle Alpi" ospitò le gare casalinghe di Juventus e Torino, poi nel 2006, in seguitò alla cessione (2002) dei diritti di superficie del Comune di Torino alla Juve, l'impianto venne chiuso alle attività sportive per poi essere abbattuto a partire dal 2009 per lasciare spazio ad un nuovo impianto di proprietà della società bianconera.

Lasciando da parte questo excursus storico e tornando alla storia blaugrana, il Barça scende in campo al Delle Alpi per la prima volta il 24 aprile del 1991: l'occasione è di quelle importanti visto che in ballo c'è l'accesso alla finalissima di Coppa delle Coppe da giocarsi qualche settimana dopo a Rotterdam. Impostisi nella gara di andata con un buon 3 a 1, i culers quella sera patiscono molto le scorribande bianconere ma tengono botta per gran parte della partita, capitolando solamente davanti ad una magia di Roberto Baggio al 61' su punizione. Passano 12 anni. Stavolta il Barça torna a Torino per giocare l'andata dei quarti di finale della massima competizione continentale: la stagione non è niente affatto esaltante come risulterà dal finale d'annata, ma quella sera le cose riescono tutto sommato bene: al gol di Montero al 16' risponde "el conejo" Saviola a 12 minuti dal triplice fischio e nel finale Kluivert manca addirittura il gol di un incredibile  vantaggio.

9 aprile 2003: all'ingresso in campo delle squadre le torce dei blaugrana giunti a Torino, accendono il settore ospiti del "Delle Alpi".

Juventus/Allianz Stadium

Il settore ospiti a Juve-Barça dello scorso 11 aprile 2017

Ultimo stadio torinese che ci ha visti scendere in campo in ordine di tempo è stato lo Juventus Stadium dove il Barça ha giocato lo scorso aprile.

Sorto sulle ceneri del "vecchio" Delle Alpi e dunque in prossimità dell'area Continassa, è un campo di proprietà della Juventus FC e sede degli incontri casalinghi della squadra bianconera dal 2011/12. E' il sesto stadio italiano per capienza con 41.507

spettatori ed è il primo stadio italiano completamente privo di barriere architettoniche; insieme all' Olimpico di Roma, al Meazza di Milano e all'Olimpico Grande Torino di Torino è uno dei 4 stadi italiani a rientrare nella categoria 4 della UEFA. Dallo scorso 1° luglio lo stadio ha assunto la denominazione commerciale di Allianz Stadium a seguito della cessione dei diritti di namimg alla Allianz.

 

A 14 anni di distanza dalla sua ultima apparizione torinese il Barça torna a Torino ed in questo stadio per giocarsi l'accesso alla semifinale di Champions League. La Juve è però un avversario molto ostico anche perchè la mancanza di forma unita all'assenza di qualche titolare ci rende meno solidi e motivati del dovuto: effettivamente in campo le cose vanno molto male e Dybala ci segna due volte nel primo tempo mentre Chiellini chiude il conto, salatissimo, con un colpo di testa nell ripresa.

26/02/1977: Barça-Atleti

Con la fine degli anni '70 del XX secolo i programmi casalinghi del FC Barcelona diventano sempre più una miniera di informazioni non solo sulla attualità blaugrana, ma anche a livello di curiosità, di fotografie e di informazioni storiche sul passato del Club; non manca la sezione con risultati e cronache delle ultime 5 visite dei colchoneros al Camp Nou (2 pareggi per 0 a 0 e tre vittorie di misure) che fanno capire come all'epoca i biancorossi fossero un osso molto duro.

A fondo programma c'è sempre un poster a due facce: una dedicata alla formazione ospite; l'altra ad un giocatore di casa. Particolarmente importante a livello storico è la copertina che riporta una immagine del  monastero di Santa Maria de Montserrat (monestir de Montserrat in catalano), monastero benedettino situato ad un'altitudine di 720 m s.l.m. sulla montagna di Montserrat, da sempre luogo di incontro prediletto per i tifosi blaugrana ma anche luogo nel cuore di tutti i catalani.

 

Contestualizzando invece la partita di questo programma va detto che nel 1976/77 ci giochiamo la Liga punto a punto proprio con l'Atleti e il pareggio (1-1) di questo incontro ci costerà i punti decisivi per la vittoria del titolo.

26/02/1977 Camp Nou - Barcelona

FC BARCELONA-ATLETICO MADRID=1-1

FC Barcelona: Mora, Ramos, Costas, Macizo, Olmo, Neeskens, Marcial, Sanchez, Heredia,

Asensi, Clares. 

Atletico Madrid: Pacheco, Marcelino, Capon, Robi (31' Salcedo), Pereira, Eusebio (24' Benegas), Leal, Bermejo, Rubén Cano, Alberto, Ayala.

Arbitro: Saiz Elizondo.

RETI:  76' Clares(B), aut 84' Neeskens (A)

Porte chiuse

Per motivi su cui è meglio sorvolare in questa sede, lo scorso primo ottobre il FC Barcelona ha scelto di giocare la gara interna contro la Unión Deportiva Las Palmas a porte chiuse ed era dal 1925 che non si verificava un fatto simile.  Il 23 novembre 1924 al "Les Corts" era prevista la sesta giornata del Campionato catalano con in cartellone il big-match Barça - Espanyol. Durante l'incontro gli animi si surriscaldarono più del dovuto sia in campo che sugli spalti, al punto che l'arbitro Pelayo Serrano decise di sospendere la partita all'intervallo. Blaugrana e blanq i blau tornarono sul terreno di gioco solamente il 15 gennaio del nuovo anno e la gara si chiuse col successo degli ospiti per 1 a 0.

 

Antefatto di questo epilogo era stata una gara che aveva visto scendere in campo per il Barça Platko, Walter, Planas, Bosch, Sancho, Carulla, Piera, Martí, Samitier, Alcantara y Sagi-Barba e per l'Espanyol, Zamora, Saprissa, Canals, Trabal, Pelaò, Caicedo, Olariaga, Sanahúja, Zabala, Mauri y Coll. Alcantara dovette abbandonare il campo perchè infortunatosi a causa di uno spintone di Saprissa... da lì in poi il pubblico culè iniziò a "manifestare il suo dissenso" contro l'arbitro mentre la partita si trasformò in una battaglia campale con tanto di scontri in campo e sugli spalti. A fine primo tempo Samitier venne ingiustamente espulso e da quel momento il pubblico del "Les Corts" concentrò tutta la sua attenzione a tirare monete all'arbitro Pelayo. Risultato: partita sospesa dopo il duplice fischio e, dopo un lungo tira e molla, rinviata a gennaio.

 

Articolo di Andrea Fabiani

Clares, "manita de santo"

"Manolo" Clares. Immagine da www.wikicule.com

Manuel Clares Garcìa, più noto come Manolo Clares o, semplicemente, Clares (Madrid 23 febbraio 1948) è stato un attaccante degli anni '70, in blaugrana tra il 1974 ed il 1978.

Figlio del custode del campo dell'Atletico Madrid, Manolo tirò i primi calci proprio nelle giovanili dei colchoneros, squadra che poi abbandonò per trasferirsi prima al Getafe e poi al Gandia in Tercera Division. Approdò nel 1971 al Castellòn e in 2 anni con le sue reti lo trascinò nella massima serie spagnola.

Nel 1972/73 il Castellòn ebbe la sua miglior stagione di sempre piazzandosi quinto in campionato mentre Clares realizzò 11 reti entrando nella roja nazionale e svegliando l'interesse di Barça e Madrid. Nell'estate del 1973 i catalani riuscirono a superare la concorrenza delle merengues ma quando si trattò di mettere nero su bianco il tecnico del Castellòn Lucien Muller si oppose al trasferimento che ebbe comunque luogo nel maggio del 1974.

 

Il madrileno arrivò per sostituire la stella olandese Johan Cruyff nella coppa nazionale dal momento che i giocatori stranieri non potevano disputare la Coppa del Generalissimo. Scese in campo vestito di blaugrana per la prima volta il 26 maggio 1974, nella vittoria del Barça ad Oviedo e realizzò una delle tre reti barceloniste. Con cinque gol in sei partite, Clares trascinò il FC Barcelona alla finale di quell'anno, ma la squadra venne sconfitta dal Real Madrid con un pesante 4 a 0.

 

In generale Manolo Clares fu molto criticato dai tifosi del Camp Nou durante le sue 4 stagioni al Club, perchè veniva considerato poco risolutivo. Di fatto fu capocannoniere della squadra nella stagione 1976/77 con ben 22 reti in 32 partite, 5 delle quali segnate in una sola, magica notte: il 28 novembre 1976 Manolo segnò ben 5 volte al Valencia nel 6 a 1 inflitto dai blaugrana alla squadra bianca giunta a Barcellona come leader della classifica. Le molte reti realizzate da Clares non valsero al Barça la conquista del campionato, pur essendo stato in testa per gran parte della stagione: il 6 febbraio 1977 arrivò al Camp Nou il Malaga, beneficiato nel corso della gara da vari "errori" commessi dall'arbitro Ricardo Melero Guaza. Johan Cruyff venne espulso per insulti all'arbitro (che poi gli costarono 3 giornate di squalifica) e la gara terminò con molti incidenti e vari feriti. A fine stagione l'Atleti superò il Barça in vetta anticipandolo di un punto.

Dopo una finalissima di Coppa persa e tre secondi posti in campionato, nel 1978 Clares riuscì a conquistare il suo primo titolo da blaugrana con la vittoria in Coppa del Re contro il Las Palmas pur giocando solo 18 gare di campionato e rimanendo escluso dai titolari della finale di coppa. Nell'estate '78, con l'arrivo di Josep Lluis Nuñez alla presidenza e di Lucien Muller in panchina, Manolo venne dichiarato cedibile e finì col trasferirsi al Rayo squadra in cui prese la decisione di lasciare il calcio dopo due anni ulteriori.

 

Nel 1992 venne creato a Barcellona il Fòrum Manolo Clares, una penya che rende scherzosamente omaggio all'ex calciatore blaugrana: questo club organizza ogni anno l'assegnazione di un premio al personaggio del barcelonismo meno apprezzato dai soci.

 

                                              Palmarès    

                                                 Coppa del Re 1978

Il luminoso omaggio a Manuel

Manuel Tomas, il "conserge". Immagine da elpuntavui.com

La notte del 2 settembre 1954, passò alla storia del Barça come la notte della prima partita in notturna del Club, giocata al campo "Les Corts" contro lo Stoccarda e vinta con un bel 3 a 1. La gara inaugurava la stagione 54/55 e fu anche il momento scelto per rendere omaggio ad un impiegato di provata fede barcelonista, capace di dedicare la sua intera vita ai nostri colori dal momento che per 50 anni fu il custode del terreno di gioco barcelonista, prima al campo del carrer Industria e poi, dal 1922, al "Les  Corts". Cosi quello che per tutti era ormai diventato l'"avi Torres" (nonno Torres), grande lavoratore, persona integra e amico del fondatore Joan Gamper, vide riconosciuti nei 90 minuti di quella serata una vita di lavoro e sacrifici, degnamente celebrati ad 81 anni di età.

 

Nato a Tronchòn nel 1874, emigrò con la famiglia prima a Valencia e poi a Barcellona in cerca di vita e fortuna. Nel 1895 venne precettato e inviato a Cuba per combattere insieme all'esercito spagnolo contro i cubani in lotta per la loro indipendenza: rientrato a Barcellona 3 anni e mezzo dopo la sua partenza iniziò a lavorare come fornaio in carrer Vallespir e, come riportato nelle sue memorie nel settimanale "Club" nel luglio del 1953, li divenne amico di Juan Espallarguès, all'epoca custode del campo che il Barça aveva in carretera d'Horta. Così Manuel entrò per la prima volta in contatto con il Club; quando poi la squadra si spostò in carrer Industria l'amicizia con Espallarguès gli permise di iniziare a svolgere qualche mansione per conto del Club. Quando nel 1911 Espallarguès lasciò il suo incarico di "conserge" la dirigenza decise di puntare su Manuel Torres per sostituirlo, e così da quel momento Manuel lasciò il suo lavoro di fornaio per dedicare la sua vita al Barça.  Così Torres iniziò a prendersi cura del terreno di gioco, dell'equipaggiamento dei giocatori, e a fungere da custode nelle ore notturne, col preciso compito di evitare che qualcuno si intrufolasse nello stadio col favore del buio per portare via qualcosa.

1 Kappa per l'Europa

Dalla collezione privata di Andrea Fabiani un altro mirabile esempio di maglia "match worn". La stagione è la 1995/96 e la maglia è quella indossata nei quarti di finale di Coppa UEFA da Guillermo Amor, per la precisione nella partita esterna giocata ad Eindhoven contro il PSV e vinta 3 a 2 grazie alle reti di Bakero, Figo e Sergi. Da notare che questa versione "europea" è priva del classico stemma kappa solitamente ripetuto su tutto il bordo delle maniche.

Libro della settimana: "Confesiones de un culé defectuoso"

Immagine di copertina da www.casadellibro.com

Da tempo uno dei migliori scrittori legati al mondo dello sport, Sergi Pàmies esegue nel suo "Confesiones de un culè defectuoso" una bella radiografia delle nostre passioni e dei nostri comportamenti collettivi sfruttando a dovere la sua vena umoristica, quella che lo ha trasformato in un punto di riferimento per molti lettori del genere.

 

"Convertitosi" alla fede blaugrana da adolescente, Pàmies è poi diventato un acceso cruyffista ma non per questo tralascia di descrivere a tinte vivaci i presidenti del Club e di ricordare giocatori ingiustamente dimenticati come Sotil.

 

Infine nella sua confessione, Sergi Pàmies riserva per il finale una sopresa su ciò che è l'essenza di ogni passione sportivo/collettiva.

 

 

Sergi Pàmies, Confesiones de un culé defectuoso, Editorial Destino,176 pag., 2016.

1899, la replica

La maglia nelle fotografie sottostanti è, ad oggi, la riproduzione maggiormente curata per colori e tessuto utilizzato della prima, storica maglia del FC Barcelona, scelta dai fondatori e in uso dal 1899 al 1909. Gli undici fondatori furono

 Hans Gamper (capitano della squadra),l'inglese Walter Wild che fu il primo presidente, Lluís d'Ossó segretario e Bartomeu Terrades tesoriere. Insieme a loro altri otto fondatori che indossarono questa maglia: Josep Llobet, Otto Maier, Pere Cabot, John e William Parsons, Carles Pujol, Otto Kunzle e Enric Ducal. In tutto 6 catalani, 2 svizzeri, 3 inglesi e un tedesco. Fu con questo modello di "samarreta" che vennero conquistati i primi titoli e si vinse il primo Barça-madrid della storia nel 1902. La maglia era costituita da quarti blu e granata (con le maniche di colore opposto) e aveva sul cuore lo stemma della città di Barcellona: a tutt'oggi è il modello più elegante della storia del Club anche grazie ai bottoni presenti al centro che la rendono più camicia che maglia ma che erano un classico nel calcio degli albori.

Per maggiori informazioni inviare email all'indirizzo Logan-adamantium@hotmail.es.

 

Joan Mirò in mostra a Torino

Poster di Joan Mirò dedicato al 75° anniversario del Barça

 

Come ormai noto, il prossimo 22 novembre il Barça tornerà a Torino per affrontare la Juventus in una gara di Champions League. Impossibile dunque non approfittare di questa 2 giorni blaugrana a Torino per visitare la mostra dedicata all'artista catalano Joan Mirò che inizierà il prossimo 4 di ottobre al Palazzo Chiablese della nostra città. La mostra intitolata "Mirò, sogno e colore", mostrerà 130 opere risalenti al periodo tardo dell'artista quando, una volta affermatosi in patria, e creata la sua fondazione a Barcellona, iniziò a dedicarsi alla pittura quadridimensionale, alla scenografia,  alle grandi sculture e alla mail art.

 

Le opere, principalmente olii di grande formato, saranno a Torino grazie al decisivo contributo della Fundaciò Pilar i Joan Mirò di Maiorca che custodisce la maggior parte delle opere dell'artista catalano, create nei 30 anni di vita isolana di Mirò.

 

 

Su tutti spiccano capolavori come Femme au clair de lune (1966), Oiseaux (1973) e Femme dans la rue (1973), tutti esposti a Torino per raccontare la sperimentazione ricercata da Miró all’interno delle principali correnti artistiche del XX secolo come il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo.

 

 

 

Mostra Mirò a Torino: orari, prezzi, biglietti e aperture straordinarie

 

Orari:
Lunedì: dalle 14.30 alle 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle: 9.30 alle 19.30
Giovedì: dalle 9.30 alle 22.30
La cassa chiude un’ora prima della mostra

 

Aperture straordinarie:
Mercoledì 1 novembre 9.30 – 19.30
Venerdì 8 dicembre 9.30 – 19.30
Domenica 24 dicembre 9.30 – 17.30
Lunedì 25 dicembre 14.30 – 19.30
Martedì 26 dicembre 9.30 – 19.30
Domenica 31 dicembre 9.30 – 17.30
Lunedì 1 gennaio 12.30 – 19.30
Sabato 6 gennaio 9.30 – 19.30

 
Biglietti:
Il prezzo per il biglietto intero è di 15,50 €

Biglietti on line su www.ticketone.it

 

Quando
Data/e: 4 ottobre 2017 - 14 gennaio 2018
Orario: 10:00 - 19:00


Dove
Palazzo Chiablese
Piazza San Giovanni, 2 - Torino

 

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
Congratulazioni e Força Barça!!"
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

 

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Iscrizione ordinaria:

Familiari di soci (fino al secondo grado di parentela)

Le relazioni di parentela ammesse sono:

  • Tra padri e figli
  • Tra nonni e nipoti
  • Tra genitori di fatto e figli
  • Tra fratelli e cognati
  • Tra zii e nipoti
  • Tra cugini

 

Per accertare la parentela verrà richiesta la seguente documentazione:

  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del socio
  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del richiedente
  • Fotocopia che dimostri la parentela

 

Persone che sono già state socie del Club in precedenza, per un minimo di 2 anni consecutivi

La unico modo per diventare soci del Club è presentarsi di persona alla OAB (Oficina de Atenciò al Barcelonista).

 

Tre anni di iscrizione a una penya attestati dal carnet del penysta

I membri di una penya che abbiano superato i tre anni di anzianità possono diventare soci del FC Barcelona.

 

 

Il processo di iscrizione a socio del FC Barcelona è concluso solamente quando il Club abbia verificato che tutta la documentazione richiesta risponda ai requisiti richiesti.

Il pagamento della quota è effettuabile in contanti o con carta di credito ed è valida fino al 31 dicembre 2017.

 

Ogni nuovo socio del FC Barcelona riceverà:

  • Carnet socio con foto
  • Statuto del FC Barcelona
  • Lettera di benvenuto
  • Diploma personalizzato

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: https://www.fcbarcelona.es/socios/hacerse-socio/socio-adulto

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

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