35 anni

In attesa del prossimo quarto di finale di C.L. proprio in questi giorni ricorrono i 35 anni dalla prima "visita" dei red devils al Camp Nou. In quell'occasione il Barça si impose per 2 a 0. All'epoca il fenomeno degli hooligans era all'apice e anche a Barcellona e Girona i teppisti inglesi si misero in luce con vari atti di violenza e devastazione.

Italia più blaugrana con Radio Barça

Da ormai molti mesi esiste un programma radiofonico che sta colorando di blaugrana tutta la penisola italiana: è Radio Barça Italia di Radio Roma Futura. Meravigliosamente condotto da Maxi Morgante il programma si può ascoltare via telefono, pc o tablet basta avere un collegamento a internet. Per info: https://www.spreaker.com/show/radio-barca-italia

Samarreta "home"2019/20

Si sapeva già da un po' e in questi giorni c'è stata la conferma ufficiale. Nella prossima stagione la Nike colorerà di quadri blu e granata la prima maglia del FC Barcelona scostandosi ancora una volta dalla tradizionale maglia a strisce blu/granata. In tal senso c'era già stato un precedente nella stagione 2015/16 quando lo sponsor tecnico americano aveva trasformato le strisce verticali in strisce orizzontali facendo arrabbiare una larga parte della tifoseria.

Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

Finale di Copa 2019: la sciarpa

Tradizione rispettata. Anche in questo finale di stagione 2019 il Barça è arrivato alla finale di Copa del Rey e così i Boixos, come ogni volta in simili occasioni, tirano fuori una nuova sciarpa per l'occasione. Nella parte frontale spicca la sagoma dello stemma del Barça con le trenta coppe nazionali già conquistate: bello anche la lettera iniziale del gruppo ("B") che richiama a livello grafico lo storico marchio catalano "Meyba". Il retro è costituito da uno sfondo fatto di fumogeni spenti, ma pronti ad essere accesi, l'anno di fondazione del gruppo e le bandiere di San Jordi e della Catalogna.

Liverpool FC e la "Kop", mito d'Europa

Stemma originario Liverpool FC

Il Liverpool FC fu fondato nel 1892 e ad un solo anno dalla sua nascita aderì alla Football League giocando le sue gare interne allo stadio di Anfield fin dalla primissima gara dopo la sua fondazione. Per questa ragione è corretto dire che la storia del Liverpool è intrinsecamente legata ad Anfield, originariamente campo dell'Everton che era la prima grande squadra nata in città (1878).

Dopo alcuni anni giocati su questo terreno l'Everton giudicò troppo alto il canone d'affitto dell'impianto decidendo di trasferirsi a Goodison Park; l'usufruttuario del terreno, John Houlding, decise allora di fondare un nuovo club calcistico registrato alla Camera di Commercio di Londra come Everton Athletic (questo perchè l'Everton originale non aveva ancora registrato il suo nome). La Lega calcio inglese si rifiutò però di convalidare la nuova società senza che prima essa cambiasse il suo nome così che il 15 marzo 1892 il neonato club fu ribattezzato Liverpool Association Football Club.

Nel 1906, e qui entriamo in un vero e proprio mito del mondo del tifo, una sezione della curva venne ribattezzata Spion Kop, nome derivante dal luogo di una battaglia persa dai britannici nel corso della seconda guerra Anglo-Boera: nel corso di questa battaglia, combattuta nel 1900, in Sudafrica presso la cima Spion Kop, morirono molti soldati provenienti da Liverpool e inquadrati come fanti nel reggimento del Lancashire. A partire dalla fine degli anni '60 la gradinata Spion Kop di Anfield Road si guadagnò la fama di 12° uomo in campo trascinando la squadra verso innumerevoli successi grazie ad una capienza di ben 28.000 posti in piedi: in seguito alle stringenti norme di sicurezza introdotte dopo i fatti di Hillsborough la capienza del settore venne ridotta fino a 12.390 spettatori.

Stemma del Liverpool anni '50

Negli anni '70 e '80 del secolo scorso si è affermata come formazione egemone del calcio europeo, grazie alla guida di Bill Shankly e Bob Paisley. Gioca in tenuta rossa dal 1964, anno in cui ha eliminato i calzoncini bianchi e ogni altro elemento bianco dalla propria divisa.

In virtù dei 59 trofei vinti nella sua storia più che centenaria, risulta la seconda squadra più titolata d'Inghilterra dietro al Manchester United che peraltro supera per vittorie in Champions League ( 5 contro 3 dei red devils).

Suo malgrado, il Liverpool è stato coinvolto nelle due pagine più nere della storia del calcio europeo: il 29 maggio 1985 a Bruxelles, quando 39 tifosi italiani rimasero uccise per via degli incidenti allo stadio Heysel causati dagli hooligans inglesi prima della finale di Coppa Campioni contro la Juventus, ed il 15 aprile 1989 a Sheffield, quando 96 persone morirono nella calca per entrare allo stadio Hillsborough di Sheffield prima della semifinale di F.A. cup contro il Nottingham Forest.

Al di là dei mitici successi ottenuti soprattutto in Europa e prevalentemente a cavallo degli anni '70 e '80, il Liverpool è entrato da tempo nella cultura di messa e non solo in virtù di questi successi ottenuti dalla squadra di calcio: già negli anni '60 infatti, uno dei marchi di fabbrica dell' "ambiente Liverpool" erano i suoi tifosi, forse i più caldi di Inghilterra almeno per quanto riguarda il tifo e i cori per la loro squadra dentro gli stadi di tutto il continente. I fan del Liverpool vengono citati nella canzone dei Pink Floyd "Fearless", in cui vengono riprese alcune parti dell'inno dei reds "You'll Never Walk Alone" e sono stati fonti di ispirazione per molti libri, film e documentari a volte anche in chiave negativa a seguito delle stragi dell'Heysel e di Hillsborough.

1976: Esordio ad Anfield

La storia del Liverpool FC, ovvero la storia di un club vincente che tra gli anni '60 e '80 ha fatto il bello e cattivo tempo in Gran Bretagna ed in Europa inizia, come già detto, dalla metà degli anni '60. Così quando Barça e Liverpool si incontrano per la prima volta nella loro storia europea il Liverpool ha già vinto una Coppa delle Coppe ed è alla vigilia di una vera e propria scorpacciata di titoli continentali.

Il 14 aprile del 1976 il Barça scende in campo ad Anfield Road dopo aver perso malamente la semifinale di andata (edizione 1975/76 della Coppa U.E.F.A.) e dopo aver perso la Liga sul campo dell'Espanyol appena tre giorni prima: sul campo dei reds allenati dal mitico Bob Paisley serve più di un'impresa per arrivare in finale e i blaugrana sembrano partire col piede giusto. Per questa gara i ragazzi allenati da Laureano Ruiz giocano in maglia gialla con frangia blaugrana (mitica maglietta che l'anno prossimo verrà riproposta dalla Nike) e nel primo tempo riescono ad imporre una partita a basso ritmo evitando di farsi schiacciare dal Liverpool. I reds mettono insieme qualche occasione ma Mora è in forma e neutralizza tutti i tentativi dei padroni di casa.

La ripresa purtroppo inizia con una doccia gelata: al 5' Thompson riesce a cavare l'acuto giusto e porta in vantaggio il Liverpool sfruttando una dormita della nostra retroguardia; passa un solo minuto e Rexach pareggia: azione sulla sinistra di Cruyff, passaggio per Neeskens che appena dentro l'area serve Charly abile a superare con una cannonata l'estremo inglese Ray Clemence. Con ancora 40' da giocare il Barça pigia a fondo sull'acceleratore in cerca del gol della vittoria ma alla fine a spuntarla è il Liverpool  e i blaugrana perdono di lì a poco anche l'ultimo obiettivo stagionale, la Copa del Re, uscendo ai quarti contro l'Atletico di Madrid.

 

Liverpool 14/04/1976

Stadio Anfield

LIVERPOOL F.C. - F.C. BARCELONA=1-1

Liverpool FC: Clemence, Smith, Neal, Thompson, Kennedy, Hughes, Keegan, Case (78' Hall), Heighway, Toshack, Callaghan. All. Bob Paisley.

F.C. Barcelona: Mora, Rifé, Migueli, Costas, Albaladejo (73' Tomé), Corominas (78' De la Cruz), Rexach, Marcial, Cruyff, Neeskens, Heredia. All. Laureano Ruiz.

Spettatori: 55.104

Arbitro: Riccardo Lattanzi (ITA)

RETI: 50' Thompson (L), 51' Rexach (B).

Una sconfitta dolorosa

Il Barça chiude la stagione 1999/2000 senza nessun titolo ma grazie al secondo posto ottiene un pass per la Champions della stagione seguente dalla quale, sciaguratamente, esce in un girone non proibitivo contro Leeds United F.C., Milan e Besiktas.

Come anche al giorno d'oggi non siamo però del tutto esclusi dall'Europa perchè il Barça viene ripescato ai sedicesimi di finale contro il Club Brugge: da lì in poi si giocano altri due turni di Coppa U.E.F.A. contro l'Aek Atene agli ottavi e contro il Celta ai quarti.

In semifinale però ci attende il sempre temibile Liverpool: dopo un sonnacchioso pareggio per 0 a 0 al Camp Nou i ragazzi allenati Lorenzo Serra Ferrer sbarcano ad Anfield Road alla ricerca di un pass per la finalissima di Dortmund.

Sul verde prato di Anfield i blaugrana, con 1.000 tifosi al seguito, affrontano la gara in maglia grigia e pantaloni blu e solo in due occasioni rischiano di impensierire il portiere di casa: all'8' con Rivaldo e al 32' con Luis Enrique ma in entrambe le occasioni Westerweld fa buona guardia. Anche il Liverpool non è in una grandissima giornata ma con una giocata fortuita (e grazie ad un errore demenziale di Kluivert) trova il gol del vantaggio che alla fine gli permette di raggiungere il Deportivo Alaves in finale.

 Agli sgoccioli del primo tempo l'attaccante olandese blocca con la mano un cross di Gerrard e l'arbitro Urs Meier non può far altro che assegnare un penalty poi puntualmente realizzato da McAllister (44').

Nella ripresa il Liverpool chiude ogni spazio ed il risultato non cambia più.

 

Liverpool 21/04/2001

Stadio Anfield

LIVERPOOL F.C. - F.C. BARCELONA=1-0

Liverpool F.C.: Westerweld, Babbel, Henchoz, Hyypia, Carragher, Smicer (80' Fowler), Gerrard (78' Murphy)

Hamann, McAllister, Owen (63' Berger). All. Gerard Oullier.

F.C. Barcelona: Reina, Puyol, Reiziger (59' Simao), F. De Boer, Cocu, Guardiola, Petit, Luis Enrique, Rivaldo, Overmars (74' Dani), Kluivert. All. Lorenzo Serra Ferrer.

Spettatori: 44.203

Arbitro: Urs Meier (SUI)

RETE: 44' McAllister rig. (L).

Libro della settimana: Neymar, Ronaldo, Messi

Lingua: spagnolo.

 

Libro decisamente "moderno" che purtroppo si allinea al pensiero imperante degli ultimi tempi per cui il calcio ha ormai smesso di essere uno sport popolare per diventare una macchina da soldi in perfetto stile U.S.A.

Il libro di Luca Caioli ripercorre, dagli inizi, l'arrivo al top di tre giocatori differenti per carattere e per strategia di gioco, accomunati solo dal fatto che sono loro a ricevere il pallone dagli altri compagni quando le cose si mettono male. Spesso quando ci soffermiamo su giocatori come Messi, Neymar e Ronaldo tendiamo a pensare che le loro siano qualità innate, che sono nati con abilità speciali che li rendono straordinari: in questo modo però dimentichiamo il ruolo avuto in tutto questo dal contesto che li ha circondati rendendoli quelli che sono. Per questo il libro di Luca Caioli si sofferma sul "contesto famigliare" e sulle amicizie di Messi, Ronaldo e Neymar, cercando di capire come la loro formazione di uomini e calciatori ha prodotto tre diversi modi di giocare, tre carriere di successo ma differentissime per il modo di relazionarsi che le tre stelle del calcio mondiale hanno con compagni, allenatori e media con inevitabili risvolti in ambito economico.

 

Luca Caioli, Neymar Ronaldo Messi,ed. Conecta, 176 pag., 2014.

Carrer Industria, il primo stadio

Targa dedicata al "camp" del carrer Industria, attuale carrer Comte d'Urgell numero 252

Il campo del "carrer Industria", detto anche "La Escopidora", è stato il primo stadio di proprietà del FC Barcelona ed è stato usato dal 1909 al 1922. La Escopidora era situata tra le vie Industria (attuale carrer Paris), Urgell, Villaroel e Londra. L'ingresso principale si trovava nel carrer Industria mentre una entrata secondaria riservata ai soci era sita in carrer Urgell.

Dopo la fondazione avvenuta nel novembre del 1899, il Barça, privo di un terreno di proprietà, aveva dovuto vagare di campo in campo per giocare le proprie partite casalinghe e principalmente aveva giocato sui campi del Velodromo della Bonanova, Casanovas, carretera de Horta, carrer Muntaner e Plaza de Armas. Per superare questa disagevole situazione il presidente Joan Gamper nel 1909 decise di comprare un terreno che divenne primo terreno/stadio di proprietà del FC Barcelona. Il 14 marzo del 1909 venne inaugurato senza nessun atto particolare  il campo del carrer Industria (oggi carrer Paris), che venne ribattezzato dai tifosi col nome di Escopidora per le sue ridotte dimensioni. La prima partita fu giocata contro il Català Futbol Club per una gara del Campionato di Catalogna e il risultato finale fu di 2 a 2 con reti di Romà Forns e Carlos Wallace; nella seconda gara disputata nel nuovo stadio il Barça si impose diventando campione di Catalogna.

Su questo terreno di gioco il Club visse i suoi primi anni d'oro grazie all'acquisto di vari giocatori di fama come Samitier, Alcàntara, Emili Sagi e Ricardo Zamora. Grazie all'abilità dei giocatori e alle vittorie conseguite i tifosi blaugrana riempivano le gradinate ogni domenica per assistere tanto alle gare della coppa di Spagna come quelle della coppa catalana: lo stadio risultava pieno a tal punto che molti sostenitori eran costretti a sedersi nella parte più alta della tribuna cosìcchè il loro fondoschiena risultava visibile da chi si trovava fuori dallo stadio e per questo iniziarono ad essere chiamati "culés".

Il campo di carrer Industria fu un qualchecosa di rivoluzionario per la città di Barcellona grazie alla modernità dell'impianto: fu infatti il primo impianto di calcio di tutta la Spagna dotato di illuminazione artificiale mentre la sua tribuna in legno a due piani aveva una capienza di 1.500 spettatori che unita ai posti impiedi portava l'impianto ad un totale di 6.000 posti. All'inizio il campo era privo di doccia e di spogliatoi che vennero costruiti in un secondo momento; il terreno di gioco era lungo 91 metri e largo 52 e qui il Barça vinse tredici trofei in tredici anni (8 titoli catalani  nelle stagioni 1909-10, 1910-11, 1912-13, 1915-16, 1918-19 1919-20, 1920-21, 1921-22 e 5 coppe di Spagna negli anni 1910, 1912, 1913, 1920 e 1922. Tra le coppe di Spagna vinte dal Barça spiccano quelle del 1912 e del 1913 giocate e vinte in questo stadio mentre si giocò qui anche la finale del 1916 che venne vinta dall Athletic Bilbao.

A causa dei crescenti successi conseguiti dal Barça e del sempre maggiore numero dei soci (nel 1922 c'erano già più di 6.000 soci!) venne presa la decisione di abbandonare questo campo per costruirne uno più grande, il Les Corts, inaugurato il 20 maggio del 1922.

Uno dei marchi di fabbrica di Zamora era senz'altro la sua maglia da portiere, anzi, il suo maglione a collo alto con tanto di "stemmone" del Barça. Ora grazie ad una nuova magistrale reinterpretazione di questa maglia, l'impresa Roger's Collection la offre ai collezionisti come ultimo arrivo in attesa di ulteriori e stupefacenti creazioni.

Una visita sorprendente

La chiesa della Sagrada Familia di Barcellona è uno dei luoghi simbolo della capitale catalana, tappa fissa per milioni di turisti ogni anno. Non è certo un caso dunque se proprio davanti ad una delle torri di questo meraviglioso monumento, sorge una botiga del Barça (carrer de Mallorca 406).

Quello che sul nostro sito vogliamo pubblicizzare non è uno dei tanti negozi del Barça presenti a Barcellona (e non solo), quanto il fatto che all'ingresso del negozio c'è una mostra temporanea che cambia periodicamente e che, malgrado le sue dimensioni limitate, non ha nulla da invidiare al museo ospitato nella pancia del Camp Nou.

La visita comincia nel piccolo patio esterno con l'esibizione di tre maglia storiche del Barça: prima in assoluto è la replica arancione della maglia indossata dai giocatori a Wembley il 20 maggio del 1992; la seconda è quella indossata da Kubala tra il 1950 ed il 1962 mentre la terza è quella usata da Johan Cruyff nel 1974, anno passato alla storia blaugrana per un successo in campionato che mancava da troppi anni.

 

Varcata la soglia e salite le scale si accede alla sezione museale vera e propria, sezione che in questo periodo è costituita da tutti i manifesti (originali) che nel corso della storia pià che centenaria del Club, hanno accompagnato tutti gli eventi più significativi del F.C. Barcelona.

Non possono mancare, ovviamente, i manifesti più famosi, quelli che sono stati riprodotti in migliaia di copie per essere venduti in tutto il mondo: ecco dunque i manifesti originali dei "compleanni" del Barça realizzati da grandi artisti in occasione del 25°, 50°, 75° e 100° anniversario.

A ben vedere però sono altri i manifesti che attirano l'attenzione. Alcuni rappresentano una "prima visione" assoluta. E' questo il caso di molti manifesti sponsorizzati dalla azienda (all'epoca ancora torinese) Martini & Rossi che negli anni '20 aveva un suo cartellone pubblicitario dentro lo stadio Les Corts, ma è anche il caso dei manifesti dedicati alle partite d'addio di astri blaugrana come Migueli, Rexach, Fusté, nonchè a gare leggendarie come Barça-Tottenham (Coppa delle Coppe 1982), Barça-Benfica (aprile 1992, gara che ci diede il pass per la finalissima di Wembley) e, dulcis in fundo, la partita forse più bella e felice della nostra storia europea, la madre di tutte le rimonte di cui è fatta la nostra storia: Barça-Goteborg del 16 aprile 1986.

Inter-Barça 2018

Due giorni belli e pieni di emozioni. Questi sono stati gli scorsi 5 e 6 novembre grazie all'organizzazione ed agli sforzi della Penya Lombarda del FC Barcelona cui ci siamo affiancati insieme a tutte le altre penyes italiane del Barça. Memorabile la cena ufficiale la sera prima della partita, quando ai club ed ai dirigenti si sono aggiunti gli ex giocatori del Barça, i mitici "Barça legends", a Milano per giocare una amichevole contro le bandiere nerazzure.

La due giorni di Milano

Il 5 ed il 6 novembre del 2018 sono stati una nuova tappa del percorso di crescita del movimento blaugrana in Italia.

Football programmes: un oggetto di culto

Prigramma del Villa del 1912. www.google.com

Da sempre i programmi dei match di calcio sono considerati, a ragione, una prerogativa del football britannico: fu infatti il 1888, l'anno in cui, per la prima volta, i "football programmes" delle partite iniziarono a vedere la luce con una certa continuità e, da oggetti inizialmente di scarsa importanza, si convertirono presto in un must per tutti i collezionisti del mondo.

 

In Inghilterra in breve tempo i programmi divennero parte della "previa" (quindi, in un certo senso, del gioco) insieme alla torta e alla birra, tre momenti clou tipici di ogni pre-gara. In terra d'Albione l'Aston Villa, non a caso una delle squadre fondatrici del calcio d'oltre manica, fu uno dei primi club a far stampare un programma per i propri tifosi, usanza che  a partire dal 1888, divenne parte integrante di ogni club di calcio inglese anche se la finale di F.A. Cup (per alcuni la competizione più importante del mondo) ebbe un suo programma nel 1882.

Ben lontani dall'essere le "bibbie" di informazioni e notizie che sarebbero diventati in seguito, i programmi in origine erano costituiti da un singolo foglio riportante la data della partita, i nomi e le posizioni dei giocatori.

 

Dunque fu il Villa ad avere per primo l'idea dei programmi (va anche detto che fu l'Everton ad iniziare a pubblicare  con regolarità una scorecard per i suoi fans)  così come fu la prima società a trasformare il singolo foglio delle origini in un giornale contrassegnando ogni singola uscita con un numero e con un raccoglitore per ogni stagione: questo fu una sorta di invito ai tifosi affinchè iniziassero a collezionare i programmi.

 

Col passare degli anni i programmi arrivarono ad essere formati da 8 pagine in concomitanza con la prima guerra mondiale mentre con secondo conflitto continentale la produzione di programmi fu interrotta dalla quasi totalità dei club britannici in nome della austerità richiesta dalle drammatiche circostanze dell'epoca.

E il Barça?

Detto che nel calcio spagnolo i programmi non hanno mai preso piede come in Inghilterra, anche in Catalogna non mancano esemplari di football programmes a partire dal 1922 e, in forma più continuativa, dal 1948 in poi.

Nelle loro pagine c'erano le ultime notizie sulla attualità blaugrana dell'epoca e molti di questi sono consultabili presso il Centro di Documentazione del Footbol Club Barcelona:

 

Al seguente link

https://www.fcbarcelona.es/club/servicios/ficha/programas-de-partido

sono visibili le copertine di alcuni dei più rari ed importanti programmi del Barça e tra questi:

 

 

Finale Coppa del Rey 2018

Le penyes italiane protagoniste

... non solo al Wanda Metropolitano ma anche a Roma così come in molte altre occasioni il movimento blaugrana italiano è in crescita

Sulla giornata trascorsa a Madrid va detto che almeno in centro città non c'è stato alcun problema con i Sevillastas al punto che le due tifoserie hanno passato la giornata mescolate fino al momento di recarsi alle due rispettive "fan-zone". Notevole lo sforzo organizzativo del Barça per realizzare la nostra "fan-zone" così come per il ritiro dei biglietti accuratamente preparato alla fiera madrilena "Ifema" (ritiro che, va detto, ha suscitato numerose polemiche).

Riguardo al tifo va detto che è stata una delle note positive della giornata principalmente grazie all'impegno della "grada d'animaciò" ma anche per l'apporto di ciascuno dei 23.000 culé presenti sulle gradinate del nuovo stadio dell'Atletico di Madrid. In campo il Barça ha giocato bene oltre ogni più rosea aspettativa annichilendo il Siviglia e  mettendo le mani sulla coppa già alla fine del primo tempo; da ultimo impossibile non parlare di Andrés Iniesta sia perchè questa è stata la sua ultima finale con la nostra samarreta, sia perchè quando è stato sostituito a fine gara tutto lo stadio gli ha attribuito una ovazione impressionante.

Museo del Grande Torino

Dopo aver visitato la Basilica di Superga lo scorso aprile, come club abbiamo voluto recarci al museo del Grande Torino, non solo per rendere omaggio ai giocatori scomparsi a Superga, ma soprattutto per dar merito al lavoro dei volontari che da anni permettono alla Associazione Memoria Storica Granata (e quindi al museo) di sopravvivere.

Questa visita era stata pianificata da tempo insieme agli amici delle penyes di Roma e Genova, ma a poche ore si è rivelata ancora più bella e gratificante per i volontari granata vista la presenza di Antoni Guil, presidente della confederazione mondiale delle penyes blaugrana, e di Jordi Penas, presidente del museo del Barça al Camp Nou, che non ha mancato di osservare con occhio tecnico e interessato i cimeli esposti a Grugliasco.

21 e 22 novembre 2017

A pochi mesi dall'ultima volta, il Barça è tornato nella nostra  città e  abbiamo cercato di sfruttare nel migliore dei modi questa occasione con una serie di eventi ed incontri.

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
Congratulazioni e Força Barça!!"
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

 

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Iscrizione ordinaria:

Familiari di soci (fino al secondo grado di parentela)

Le relazioni di parentela ammesse sono:

  • Tra padri e figli
  • Tra nonni e nipoti
  • Tra genitori di fatto e figli
  • Tra fratelli e cognati
  • Tra zii e nipoti
  • Tra cugini

 

Per accertare la parentela verrà richiesta la seguente documentazione:

  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del socio
  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del richiedente
  • Fotocopia che dimostri la parentela

 

Persone che sono già state socie del Club in precedenza, per un minimo di 2 anni consecutivi

La unico modo per diventare soci del Club è presentarsi di persona alla OAB (Oficina de Atenciò al Barcelonista).

 

Tre anni di iscrizione a una penya attestati dal carnet del penysta

I membri di una penya che abbiano superato i tre anni di anzianità possono diventare soci del FC Barcelona.

 

 

Il processo di iscrizione a socio del FC Barcelona è concluso solamente quando il Club abbia verificato che tutta la documentazione richiesta risponda ai requisiti richiesti.

Il pagamento della quota è effettuabile in contanti o con carta di credito ed è valida fino al 31 dicembre 2017.

 

Ogni nuovo socio del FC Barcelona riceverà:

  • Carnet socio con foto
  • Statuto del FC Barcelona
  • Lettera di benvenuto
  • Diploma personalizzato

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: https://www.fcbarcelona.es/socios/hacerse-socio/socio-adulto

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

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