Polo grande slam

Se molti dei kit gara prodotti da Nike nelle ultime stagioni hanno suscitato molte perplessità, non così si può dire per la serie di polo "grande slam" con colletto alla coreana che dopo una versione in grigio e una a righe sorprende ancora con una polo tutta granata ed uno stemma davvero notevole.

Italia più blaugrana con Radio Barça

Da ormai molti mesi esiste un programma radiofonico che sta colorando di blaugrana tutta la penisola italiana: è Radio Barça Italia di Radio Roma Futura. Meravigliosamente condotto da Maxi Morgante il programma si può ascoltare via telefono, pc o tablet basta avere un collegamento a internet. Per info: https://www.spreaker.com/show/radio-barca-italia

Third shirt

Già da un paio di settimane è uscita, non senza polemiche la terza maglia del FC Barcelona. Il colore della maglia si commenta da solo e lasciamo al gusto di ognuno ogni possibile commento. E' però giusto spendere qualche parola sull'originale immagine di sfondo della maglia: infatti, oltre al rosa, c'è una banda diagonale di colore più scuro con, sullo sfondo, l'immagine del quartiere barcellonese dell'Eixample.

Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

In origine fu l'Inter

Stemma della "Ambrosiana Inter" a partire dal 1931

E' dagli anni '20 del secolo scorso che il Barça gioca contro le squadre italiane. La primissima gara fu a Les Corts contro la Pro Vercelli e da allora ne seguirono molte altre ma fu necessario aspettare la nascita delle coppe europee per affrontare in competizione ufficiale le squadre del campionato italiano. Esordio assoluto in tal senso fu il 7 maggio del 1959 contro l'Inter a San Siro nella gara di ritorno dei quarti di finale di Coppa delle Fiere: dopo aver vinto la gara di andata per 4 a 0 al Camp Nou i catalani scesero in campo per pura formalità e vinsero nuovamente, stavolta per 4 a 2, grazie alle doppiette di Martinez e Kubala.

Nei due lustri successivi questo primo incontro i rapporti di forza si invertirono completamente e l'Inter da cenerentola del calcio italiano ed europeo si trasformò grazie all'arrivo di Helenio Herrera in panchina e di campioni come Luisito Suarez e Jair sul rettangolo di gioco. I nerazzurri vinsero due Coppe dei Campioni a metà degli anni '60 e quando li ritrovammo sulla nostra strada negli ottavi di finale della Coppa delle Fiere 1969/70 erano ancora più forti di noi. Persa l'andata giocata al Camp Nou per 2 a 1 (rete blaugrana di Fusté) cercammo di ribaltare il risultato a San Siro: grazie al gol di Rexach riuscimmo a strappare un pareggio che però non fu sufficiente per andare avanti in Europa.

 

Trentatre anni dopo il Barça tornò a San Siro, stavolta nel girone di qualificazione di Champions League; malgrado una "plantilla" piuttosto debole il Barça aveva fatto piuttosto bene in coppa fino a quel momento e anche con gli interisti le cose andarono bene in virtù di una vittoria casalinga (3 a 0 con reti di Saviola, Cocu e Kluivert) e di un pareggio a reti bianche a San Siro.

Arriviamo così alla stagione 2009/10, quella in cui giocammo per ben due volte a San Siro, in contesti e con risultati molto diversi. Il 16 settembre 2009 scendemmo in campo nella tana dei nerazzurri da campioni d'Europa in carica, con nella mente il fresco ricordo del trionfo nella finale di Roma di quattro mesi prima... era la partita d'esordio del girone e portammo via un punto facile facile. Quell'anno la Champions fu in discesa per entrambe le squadre che andarono avanti senza difficoltà fino alla semifinale: il 12 aprile del 2010 San Siro ospitava infatti la gara di andata della semifinale di Champions League con in ballo un posto per la finalissima di Madrid. Il Barça si portò in vantaggio quasi subito grazie alla marcatura del solito Pedro, abile a sfruttare un passaggio illuminante di Maxwell al '19; da quel momento però l'Inter giocò la partita della vita pareggiando nel primo tempo con Sneijder e prendendo il largo nella ripresa con reti di Maicon e Milito (la prima viziata da un fallo a centrocampo, la seconda da annullare per fuorigioco di Milito). Una serata meno brillante del solito, la verve interista, le parate di Julio Cesar e un rigore non concesso nel finale ci fecero tornare a casa con 2 reti di svantaggio che nella gara di ritorno non fummo in grado di rimontare. Da quest'ultimo incrocio la tifoseria blaugrana attende una nuova sfida contro la Milano nerazzurra...

 

Da una "occhiata" statistica delle gare del FC Barcelona giocate a San Siro contro l'Inter vediamo come su cinque gare i blaugrana hanno riportato una sola vittoria (1959) poi tre pareggi nel 1970, nel 2003 e nel 2009 e, infine, una sanguinosa sconfitta nella semifinale di Champions del 2010.

 

Competizione                            Data            Partite                              Marcatori

Coppa delle Fiere               30/09/1959     Inter-Barça=2-4          Martinez (2), Kubala (2)

Coppa delle Fiere                04/02/1970    Inter-Barça=1-1         Rexach

Champions League              26/02/2003   Inter-Barça=0-0

Champions League              16/09/2009   Inter-Barça=0-0

Champions League             20/04/2010    Inter-Barça=3-1        Pedro

Le due vite di Luisito

Nato in Galizia nel 1935, Luisito Suarez Miramontes è diventato una stella del calcio mondiale con addosso la "samarreta blaugrana" ma, se possibile, ha raggiunto un livello ulteriore andando a giocare nell'Inter dove nel giro di nove stagioni ha vinto tutto diventando un mostro sacro della storia nerazzurra. Resta comunque il fatto che nelle sue sette stagioni da blaugrana Luisito ha collezionato 122 presenze segnando la bellezza di 61 reti.

I suoi inizi da professionista sono al  Deportivo de La Coruña col quale esordisce in prima divisione nel 1953. Passa un solo anno e Suarez arriva al Barça dove in sette stagioni vince due campionati, due Coppe di Spagna, due Coppe delle Fiere e il pallone d'oro del 1960. La sua ultima, dolorosissima gara con il Barça è la finale di Coppa dei Campioni del 1961 disputata a Berna e passata alla storia per gli errori del numero uno catalano Ramallets e per i tre legni colpiti dai nostri giocatori. Nel 1961 Luis si trasferisce all'Inter (primo pedatore spagnolo della storia a giocare nel calcio italiano) e il suo trasferimento è , per quei tempi, il più caro della storia dato che l'Inter per averlo sborsa l'equivalente di 204.000 euro. Dopo dieci anni di trionfi sui navigli Luisito chiude la carriera con tre stagioni alla Sampdoria.

  • 2 Ligas: 1959, 1960
  • 2 Coppe di Spagna: 1957, 1959
  • 2 Coppe delle Fiere: 1955/58, 1958/60

White Hart Line, l'inferno bianco

"Audere est facere" oppure "to dare is to do". Che lo si dica in latino o in inglese è questo il motto dei bianchi di Londra: il Tottenham Hotspur. Lo storico club inglese fondato nel 1882 nel quartiere

di Haringey è, a tutt'oggi, una delle squadre più prestigiose del football d'oltre manica, prima squadra fondatrice della F.A. (federcalcio inglese) a vincere la coppa nazionale nel 1901. All'inizio degli anni '60 gli "spurs", storico soprannome, vivono il loro momento di massimo fulgore facendo il primo double della storia in Division One nel 1961, vincendo la FA Cup nel '62 e vincendo un anno dopo la Coppa delle Coppe. Nuovi allori europei sarebbero arrivati molto tempo dopo e precisamente nel 1972 e nel 1984, anni in cui il Tottenham vince per due volte la Coppa U.E.F.A.

Non si può non spendere qualche parola anche sul calcio inglese in generale dato che in quegli anni gli inglesi sono i padroni d'Europa e spesso incontrare una loro squadra in coppa equivale ad una sentenza di eliminazione. Pur senza sacrificare la Liga sull'altare del cammino in coppa il FC Barcelona affronta la seconda competizione continentale col massimo impegno eliminando nell'ordine Trakia Plovdiv, Dukla Praga e Lokomotiv Lipsia... superata questa autentica "cortina di ferro" i catalani trovano sul loro cammino il Tottenham allenato da Burkinsaw, deciso a conquistare la finalissima che il 12 maggio di quell'anno si terrà proprio al Camp Nou di Barcellona. Così il 21 aprile del 1982 scendono in campo al White Hart Lane le due compagini pronte a darsi battaglia.

Londra 21/04/1982

Stadio White Hart Lane

TOTTENHAM HOTSPUR - FC BARCELONA=1-1

Tottenham Hotspur:  Clemence, Hughton, Miller (75' Jones), Price, Perryman, Hazard, Roberts, Villa, Galvin, Hoddle, Crooks. All. Burkinshaw.

FC Barcelona: Urruti, Ramos, Olmo, Manolo, Gerardo, Alexanco, Simonsen, Sanchez, Carrasco, Estella, Moràn (60' Moratalla). All. Udo Lattek.

Spettatori: 52.000.

Arbitro: Egbert Mulder.

RETI: 59' Olmo (B), 85' Roberts (T).

 

I blaugrana sanno che per sperare di arrivare alla finalissima devono fare una prova straordinaria ed inoltre loro obiettivo primario deve essere quello di "spegnere" Glenn Hoddle, stella degli Spurs, compito affidato a Manolo che con una marcatura molto "ai limiti" raggiunge lo scopo. Pur in 10 uomini dal 58' i blaugrana non soffrono mai e anzi si portano in vantaggio grazie ad un tiraccio di Olmo inspiegabilmente "trasformato" in rete dal discutibile portiere di casa Ray Clamance; da quel momento, anche grazie alla superiorità numerica, i padroni di casa assediano il Barça che sembra reggere fino a 5' dalla fine, quando Roberts è abile a sfruttare un prezioso assist di Hoddle.

FC Barcelona, el club de las maravillas

Nel corso del 2003 il Barça toccò il fondo sia dentro che fuori dal campo. La prima squadra era in serissime difficoltà in campionato (senza che questo distogliesse alcuni giocatori della rosa da distrazioni di ogni tipo) mentre nel Club era in corsa una vera e propria rivolta se non appoggiata quanto meno auspicata dalla maggioranza dei soci. Alla fine in seguito a molte pressioni Joan Gaspart, presidente dell'epoca, si dimise e al suo posto uscì dalle urne elettorali una nuova giunta guidata dal carismatico e controverso avvocato  Joan Gaspart, capace di vincere le elezioni con un trionfo incontestabile.

 

Inaspettatamente il Club, apparentemente sull'orlo del baratro, era invece in procinto di iniziare

l'epoca più gloriosa della sua storia: la squadra riuscì a riprendere le redini di quella stagione e nel giro due anni cambiò il trend della sua storia imponendosi a suon di vittorie in Spagna e in Europa.

 

Tim Hanlon, FC Barcelona, el club de las maravillas, ed. Global Rhythm, 320 pag. 2014.

Football programmes: un oggetto di culto

Prigramma del Villa del 1912. www.google.com

Da sempre i programmi dei match di calcio sono considerati, a ragione, una prerogativa del football britannico: fu infatti il 1888, l'anno in cui, per la prima volta, i "football programmes" delle partite iniziarono a vedere la luce con una certa continuità e, da oggetti inizialmente di scarsa importanza, si convertirono presto in un must per tutti i collezionisti del mondo.

 

In Inghilterra in breve tempo i programmi divennero parte della "previa" (quindi, in un certo senso, del gioco) insieme alla torta e alla birra, tre momenti clou tipici di ogni pre-gara. In terra d'Albione l'Aston Villa, non a caso una delle squadre fondatrici del calcio d'oltre manica, fu uno dei primi club a far stampare un programma per i propri tifosi, usanza che  a partire dal 1888, divenne parte integrante di ogni club di calcio inglese anche se la finale di F.A. Cup (per alcuni la competizione più importante del mondo) ebbe un suo programma nel 1882.

Ben lontani dall'essere le "bibbie" di informazioni e notizie che sarebbero diventati in seguito, i programmi in origine erano costituiti da un singolo foglio riportante la data della partita, i nomi e le posizioni dei giocatori.

 

Dunque fu il Villa ad avere per primo l'idea dei programmi (va anche detto che fu l'Everton ad iniziare a pubblicare  con regolarità una scorecard per i suoi fans)  così come fu la prima società a trasformare il singolo foglio delle origini in un giornale contrassegnando ogni singola uscita con un numero e con un raccoglitore per ogni stagione: questo fu una sorta di invito ai tifosi affinchè iniziassero a collezionare i programmi.

 

Col passare degli anni i programmi arrivarono ad essere formati da 8 pagine in concomitanza con la prima guerra mondiale mentre con secondo conflitto continentale la produzione di programmi fu interrotta dalla quasi totalità dei club britannici in nome della austerità richiesta dalle drammatiche circostanze dell'epoca.

E il Barça?

Detto che nel calcio spagnolo i programmi non hanno mai preso piede come in Inghilterra, anche in Catalogna non mancano esemplari di football programmes a partire dal 1922 e, in forma più continuativa, dal 1948 in poi.

Nelle loro pagine c'erano le ultime notizie sulla attualità blaugrana dell'epoca e molti di questi sono consultabili presso il Centro di Documentazione del Footbol Club Barcelona:

 

Al seguente link

https://www.fcbarcelona.es/club/servicios/ficha/programas-de-partido

sono visibili le copertine di alcuni dei più rari ed importanti programmi del Barça e tra questi:

 

 

Finale Coppa del Rey 2018

Le penyes italiane protagoniste

... non solo al Wanda Metropolitano ma anche a Roma così come in molte altre occasioni il movimento blaugrana italiano è in crescita

Sulla giornata trascorsa a Madrid va detto che almeno in centro città non c'è stato alcun problema con i Sevillastas al punto che le due tifoserie hanno passato la giornata mescolate fino al momento di recarsi alle due rispettive "fan-zone". Notevole lo sforzo organizzativo del Barça per realizzare la nostra "fan-zone" così come per il ritiro dei biglietti accuratamente preparato alla fiera madrilena "Ifema" (ritiro che, va detto, ha suscitato numerose polemiche).

Riguardo al tifo va detto che è stata una delle note positive della giornata principalmente grazie all'impegno della "grada d'animaciò" ma anche per l'apporto di ciascuno dei 23.000 culé presenti sulle gradinate del nuovo stadio dell'Atletico di Madrid. In campo il Barça ha giocato bene oltre ogni più rosea aspettativa annichilendo il Siviglia e  mettendo le mani sulla coppa già alla fine del primo tempo; da ultimo impossibile non parlare di Andrés Iniesta sia perchè questa è stata la sua ultima finale con la nostra samarreta, sia perchè quando è stato sostituito a fine gara tutto lo stadio gli ha attribuito una ovazione impressionante.

Museo del Grande Torino

Dopo aver visitato la Basilica di Superga lo scorso aprile, come club abbiamo voluto recarci al museo del Grande Torino, non solo per rendere omaggio ai giocatori scomparsi a Superga, ma soprattutto per dar merito al lavoro dei volontari che da anni permettono alla Associazione Memoria Storica Granata (e quindi al museo) di sopravvivere.

Questa visita era stata pianificata da tempo insieme agli amici delle penyes di Roma e Genova, ma a poche ore si è rivelata ancora più bella e gratificante per i volontari granata vista la presenza di Antoni Guil, presidente della confederazione mondiale delle penyes blaugrana, e di Jordi Penas, presidente del museo del Barça al Camp Nou, che non ha mancato di osservare con occhio tecnico e interessato i cimeli esposti a Grugliasco.

21 e 22 novembre 2017

A pochi mesi dall'ultima volta, il Barça è tornato nella nostra  città e  abbiamo cercato di sfruttare nel migliore dei modi questa occasione con una serie di eventi ed incontri.

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
Congratulazioni e Força Barça!!"
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

 

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Iscrizione ordinaria:

Familiari di soci (fino al secondo grado di parentela)

Le relazioni di parentela ammesse sono:

  • Tra padri e figli
  • Tra nonni e nipoti
  • Tra genitori di fatto e figli
  • Tra fratelli e cognati
  • Tra zii e nipoti
  • Tra cugini

 

Per accertare la parentela verrà richiesta la seguente documentazione:

  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del socio
  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del richiedente
  • Fotocopia che dimostri la parentela

 

Persone che sono già state socie del Club in precedenza, per un minimo di 2 anni consecutivi

La unico modo per diventare soci del Club è presentarsi di persona alla OAB (Oficina de Atenciò al Barcelonista).

 

Tre anni di iscrizione a una penya attestati dal carnet del penysta

I membri di una penya che abbiano superato i tre anni di anzianità possono diventare soci del FC Barcelona.

 

 

Il processo di iscrizione a socio del FC Barcelona è concluso solamente quando il Club abbia verificato che tutta la documentazione richiesta risponda ai requisiti richiesti.

Il pagamento della quota è effettuabile in contanti o con carta di credito ed è valida fino al 31 dicembre 2017.

 

Ogni nuovo socio del FC Barcelona riceverà:

  • Carnet socio con foto
  • Statuto del FC Barcelona
  • Lettera di benvenuto
  • Diploma personalizzato

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: https://www.fcbarcelona.es/socios/hacerse-socio/socio-adulto

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

StampaStampa | Mappa del sito
© Penya Barcelonista de Turin