Maggio: la nuova samarreta

L'ultima gara della liga 2017/18 è stata la partita d'esordio della nuova "shirt" nike per la stagione 2018/19. La maglia presenta strisce più sottili del normale e questo perchè la marca americana ha voluto omaggiare la capitale catalana con 10 strisce rosse, una per ogni quartiere di Barcellona.

A.M.R.

Già da qualche il gruppo degli "Anti madridistas returns" ha realizzato questa bella t-shirt con nella parte frontale il nome del gruppo e l'immagine di Leo Messi baciando la Coppa dei Campioni. La shirt è personalizzabile con nome e numero sul retro.

Italia più blaugrana con Radio Barça

Da ormai molti mesi esiste un programma radiofonico che sta colorando di blaugrana tutta la penisola italiana: è Radio Barça Italia di Radio Roma Futura. Meravigliosamente condotto da Maxi Morgante il programma si può ascoltare via telefono, pc o tablet basta avere un collegamento a internet. Per info: https://www.spreaker.com/show/radio-barca-italia

Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

La strada per Atene

Malgrado un finale amaro la Champions del 1993/94 è una di quelle da ricordare nella storia del FC Barcelona. Superati di slancio Dinamo Kiev e Austria Vienna rispettivamente nei sedicesimi e negli ottavi, il Barça finisce nel girone A insieme a Galatasaray, Monaco e Spartak Mosca. Dopo un pareggio a Istanbul e una vittoria casalinga contro i monegaschi, i blaugrana vanno al "Luzhniki" per strappare un risultato utile e continuare il cammino verso la finalissima di Atene.

 

Alla fine è 2 a 2 grazie ai gol di Stoichkov e Romario poi pareggiati dalle reti russe di Rodionov e Karpin. Parlando del programma della gara è uno dei programmi non editi dalla squadra di casa bensì dalla U.E.F.A. che ad inizio anni '90 li realizzava per tutte le gare e tutte le squadre utilizzando sempre lo stesso format. Ad oggi, soprattutto quelli delle gare casalinghe europee del Barça, hanno un valore di mercato che si aggira intorno ai 90 euro.

Mosca 02/03/1994

Stadio Luzhniki

SPARTAK MOSCA - FC BARCELONA=2-2

Spartak Mosca: Stauce, Klestov, Ivanov, Tzimbalar, Pisarev (45' Rodionov), Nikiforov, Ternavski , Karpin, Piatnitsky, Lediakov , Bestchastnykh. All. Romantsev.

FC Barcelona: Zubizarreta, Ferrer, Nadal, Koeman, Sergi, Bakero (72' Goikoechea), Ivàn,  Stoichkov, Amor, Romario, Beguiristain (81' Eusebio). All. Cruyff.

Arbitro: Sandor Puhl (Ungheria).

Spettatori: 60.000

RETI: 10' Stoichkov (B), 66' Romario (B), 77' Rodionov (S), 87' Karpin (S).

 

Wild, il fondatore-giocatore

Il 29 novembre 1899 è storicamente e unanimemente indicata come la data di fondazione del FC Barcelona.

Quel giorno alcune persone decisero di riunirsi al Gimnàs Solé (zona Rambla) per rispondere all'annuncio di Joan Gamper pubblicato su "Los Deportes" in cui lo svizzero ricercava "adepti" per la fondazione di un nuovo club di football. In quella riunione di 12 membri si addivenì alla fondazione del FC Barcelona e primo presidente della nuova entità venne nominato Walter Wild poichè era la persona più anziana di quel consesso.

 

Wild mise a disposizione del club la sua casa in carrer Princesa per organizzare le successive riunioni, le giunte e ne fece quindi la prima sede sociale del Barça.

Oltre ad essere il primo presidente blaugrana Wild fu anche giocatore: fu infatti uno dei primissimi 10 giocatori ad indossare la nostra samarreta partecipando ad una decina di amichevoli. Il suo maggior merito storico fu quello di saper ben gestire il club, portandolo a dotarsi del suo primo terreno di gioco, quello presso l'Hotel Casanovas.

Successivamente fu rieletto presidente in altre tre occasioni tra fine 1899 e fine 1900 e si dimise a metà 1901, quando lasciò la capitale catalana dovendo rientrare nella natia Inghilterra per motivi di lavoro. In totale fu presidente per 513 giorni ed al momento delle sue dimissioni fu nominato socio d'onore in riconoscimento dei suoi meriti.

In occasione del 50° compleanno del FC Barcelona fu il principale invitato ai festeggiamenti organizzati dal Club e non potè non restare ammirato dalla grandezza raggiunta dalla "sua" creazione a 50 anni dalla fondazione.

 

Documentario: "Looking for Barcelona"

Ormai 6 anni fa l'emittente francese Canal + ha realizzato un bel documentario sul calcio a Barcellona ed in Catalogna focalizzando l'attenzione sulla rivalità Barça-Espanyol. Il documentario è ben condotto e presentato da una leggenda del calcio francese come Eric Cantona, ormai da anni ex calciatore che però ha saputo abilmente reiventarsi anche come conduttore di programmi.

Nella visione del documentario la rivalità tra culers e pericos viene vista come lo scontro tra 2 modi di intendere l'identità catalana: da una parte il Barça viene presentato come politicamente orientato verso l'indipendentismo mentre l'Espanyol viene visto come apolitico.

Anche a Barcellona così come a Monaco di Baviera o a Torino, chi nasce in una famiglia piuttosto che in un'altra, ha già la strada spianata davanti a sè diventando da subito blaugrana o "perico". Da più di 100 anni, questa rivalità sportiva  è stata capace di esperimere tutte le tensioni della storia catalana, la sua caduta durante la dittatura franchista, la sua capacità di sopravvivere negli anni della repressione così come la rinascita degli ultimi decenni.

In questo secolo e più di convivenza i due club ed i loro tifosi hanno sviluppato il loro retroterra culturale, le proprie leggende, i propri miti forgiati da periodi all'Olimpo del calcio per il FC Barcelona e da anni difficili per il RCD Espanyol. Ed è così che Eric Cantona guida lo spettatore nella storia di due identità rivali, ma anche attraverso uno sport, una città ed un paese.

 

La fuga a Nizza di "Sami"

Josep Samitier (immagine da pinterest.com)

Nizza è una città del sud della Francia che nella storia del FC Barcelona ha recitato una parte niente affatto trascurabile. Tanto per cominciare è un luogo che richiama alla memoria la nefasta semifinale di Champions del 2010 contro l'Inter: in quell'occasione la comitiva blaugrana, campione in carica dopo la finale di Roma 2009, fu costretta a mettersi in viaggio per la gara di andata a San Siro in autobus dato che gli aerei di tutta Europa erano costretti a terra dall'eruzione del vulcano islandese Eyjafjoll iniziata il 20 marzo e proseguita fino al 9 maggio. La tratta da Barcellona a Milano su ruota richiede almeno una decina di ore di viaggio e per questo a Nizza il Barça si fermò a pernottare la notte prima della gara contro i nerazzurri. Altro ricordo non buono legato a Nizza è quello della gara di Coppa U.E.F.A. giocata contro la squadra della città (l'Olympique Gymnaste Club) nel 1973/74, occasione in cui i nizzardi ci piegarono con un rotondo 3 a 0 sul loro campo, risultato che non fummo in grado di ribaltare al Camp Nou.

 

Nizza però è anche altro: la città della costa azzurra fu il luogo eletto dalla stella barcelonista Josep Samitier, con la nostra "samarreta" dal 1919 al 1933, per lasciare la Spagna nel 1936, allo scoppio della guerra civile spagnola. All'epoca "Sami" era allenatore dell'Atletico Madrid di cui non riuscì ad evitare la retrocessione al termine della stagione 1935/36 e quando nel luglio del 1936 la Spagna precipitò in una guerra civile che l'avrebbe squassata per 3 lunghi anni,Samitier decise di lasciare il suo paese e lo fece a bordo di una nave da guerra insieme a moltissimi comuni cittadini diretti in Francia. Giunto oltre confine decise di stabilirsi in Costa Azzurra e precisamente a Nizza dove l'Olympique Gymnaste Club gli aveva offerta un contratto da giocatore della prima squadra unitamente a quello di allenatore della categoria juniores.

Strada dedicata a Josep Samitier di fronte alla tribuna del Camp Nou

Così a 34 anni Samitier si ritrovò a giocare nella seconda serie del campionato francese insieme all'amico Ricardo Zamora, suo compagno di squadra nel Barça e contro Domènec Balmanya, anche lui ex compagno di squadra,  amico ed esiliato forzato. Disputò in tutto 3 stagioni al Nizza, 2 in serie B, anche se l'ultimo anno in rossonero fu solamente un campionato interregionale a causa degli eventi del secondo conflitto mondiale: con "Sami" e Zamora in campo il Nizza arrivò primo nella zona sud-est ma non potè giocare la vittoria finale a causa della occupazione nazista che impediva gli spostamenti sul territorio francese. Dopo aver fatto 40 gol in 80 partite, Samitier si ritirò definitivamente dal calcio giocato per lasciare il posto ad un altro "delantero" spagnolo, Joaquim Valle e per tornare in panchina proprio come mister dei nizzardi. All'inizio degli anni '40 lasciò la Francia per tentare fortuna in Svizzera come allenatore ma ben presto decise di ritornare a Barcellona per aiutare il Barça che, nel dopo guerra, stava vivendo la sua ora più buia. Per poter rientrare in Spagna dovette dichiararsi a favore del regime di Franco attraverso una lettera in cui si dichiarava falangista e ammiratore del caudillo: fatto ciò potè sedersi sulla panchina blaugrana e pur avendo giocato al Madrid tra il 1933 ed il 1935 non venne mai considerato un traditore perchè aveva un carisma che gli permetteva di uscire da ogni situazione.

Con lui in panca il Barça si laureò nuovamente campione delle Liga nel 1944/45.

 

Prima di canaletes, il chiosco dei tifosi

Font de Canaletes

Da molti decenni la fontana di Canaletes è riconosciuta da tutti i tifosi blaugrana del mondo come uno dei luoghi principali di Barcellona (qui trovate un itinerario completo) per celebrare i titoli della squadra della città o anche solo per parlare di Barça con altri tifosi. Certo negli anni '80 e '90 ebbero un ruolo significativo in tal senso la chiesa della Mercé o Plaça Sant Jaume eppure ancora al giorno d'oggi il luogo dei festeggiamenti è questo.

Ma come mai questa fontana all'inizio della Rambla ha assunto questa importanza?

E' risaputo che già a inizio anni '20 del secolo scorso questo punto della Rambla era luogo di "tertulia" (discussione) di faccende legate al FC Barcelona a cominciare dai risultati della squadra e questo grazie ai giornali Las Noticias (al civico n° 124) e dal 1930 La Rambla (al civico n° 133): le sedi di queste due pubblicazioni erano infatti solite appendere all'esterno delle lavagne coi risultati del Barça non appena ne arrivava notizia in redazione. Meno noti sono l'origine e la ragione di questa abitudine che poi prese sempre più piede dagli anni '30. Ruolo chiave nell'intreccio ebbe Esteve Sala i Soler, dirigente blaugrana durante la presidenza di Agustì Montal e già figlio di un presidente blaugrana ( Esteve Sala i Canadell nel 1934). Negli anni '30 la famiglia Sala possedeva a Barcellona vari caffè, bar e ristoranti e nel 1901 Sala padre affittò un piccolo chiosco di proprietà comunale che sorgeva al lato della famosa fontana di Canaletes incaricando il pittore Antoni Utrillo di riprogettare,  e abbellire il chiosco; sorse così un nuovo chiosco più grande e di un modernismo affascinante.

Piccola lapide sulla pavimentazione della Rambla a ricordo di Josep Sunyol

Siccome Sala padre era un appassionato tifoso culé, nel 1909 decise di aprire un bar all'interno del campo nel carrer Industria dove da poco il Barça aveva fissato la sede delle proprie partite casalinghe: il barista dello stadio aveva tra le sue mansioni anche quella di telefonare al chiosco di Canaletes all'intervallo per dare il risultato e, se si profilava una vittoria, permettere così al chiosco sulla Rambla di preparare bevande e cibarie per i tifosi presenti in loco in modo da celebrare la vittoria. Così dunque nacque uno "spazio di discussione culé", non per caso, ma per una sorta di strategia commerciale favorita dalla centralità e dalla grandezza della Rambla, a pochi passi da Plaça de Catalunya. Solo dopo quelle prime, storiche telefonate con cui i risultati arrivavano ai tifosi in attesa, le redazioni di Las Noticias e di La Rambla decisero di esporre le famose lavagne coi punteggi del Barça dalle finestre delle loro redazioni. Proprio di fronte a questo chiosco sorgeva all'epoca il ristorante Continental dove si riunivano i dirigenti blaugrana che venivano abbordati dai tifosi della Rambla desiderosi di informarsi su novità e nuovi acquisti.

Finale Coppa del Rey 2018

Le penyes italiane protagoniste

... non solo al Wanda Metropolitano ma anche a Roma così come in molte altre occasioni il movimento blaugrana italiano è in crescita

Sulla giornata trascorsa a Madrid va detto che almeno in centro città non c'è stato alcun problema con i Sevillastas al punto che le due tifoserie hanno passato la giornata mescolate fino al momento di recarsi alle due rispettive "fan-zone". Notevole lo sforzo organizzativo del Barça per realizzare la nostra "fan-zone" così come per il ritiro dei biglietti accuratamente preparato alla fiera madrilena "Ifema" (ritiro che, va detto, ha suscitato numerose polemiche).

Riguardo al tifo va detto che è stata una delle note positive della giornata principalmente grazie all'impegno della "grada d'animaciò" ma anche per l'apporto di ciascuno dei 23.000 culé presenti sulle gradinate del nuovo stadio dell'Atletico di Madrid. In campo il Barça ha giocato bene oltre ogni più rosea aspettativa annichilendo il Siviglia e  mettendo le mani sulla coppa già alla fine del primo tempo; da ultimo impossibile non parlare di Andrés Iniesta sia perchè questa è stata la sua ultima finale con la nostra samarreta, sia perchè quando è stato sostituito a fine gara tutto lo stadio gli ha attribuito una ovazione impressionante.

Museo del Grande Torino

Dopo aver visitato la Basilica di Superga lo scorso aprile, come club abbiamo voluto recarci al museo del Grande Torino, non solo per rendere omaggio ai giocatori scomparsi a Superga, ma soprattutto per dar merito al lavoro dei volontari che da anni permettono alla Associazione Memoria Storica Granata (e quindi al museo) di sopravvivere.

Questa visita era stata pianificata da tempo insieme agli amici delle penyes di Roma e Genova, ma a poche ore si è rivelata ancora più bella e gratificante per i volontari granata vista la presenza di Antoni Guil, presidente della confederazione mondiale delle penyes blaugrana, e di Jordi Penas, presidente del museo del Barça al Camp Nou, che non ha mancato di osservare con occhio tecnico e interessato i cimeli esposti a Grugliasco.

21 e 22 novembre 2017

A pochi mesi dall'ultima volta, il Barça è tornato nella nostra  città e  abbiamo cercato di sfruttare nel migliore dei modi questa occasione con una serie di eventi ed incontri.

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
Congratulazioni e Força Barça!!"
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

 

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Iscrizione ordinaria:

Familiari di soci (fino al secondo grado di parentela)

Le relazioni di parentela ammesse sono:

  • Tra padri e figli
  • Tra nonni e nipoti
  • Tra genitori di fatto e figli
  • Tra fratelli e cognati
  • Tra zii e nipoti
  • Tra cugini

 

Per accertare la parentela verrà richiesta la seguente documentazione:

  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del socio
  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del richiedente
  • Fotocopia che dimostri la parentela

 

Persone che sono già state socie del Club in precedenza, per un minimo di 2 anni consecutivi

La unico modo per diventare soci del Club è presentarsi di persona alla OAB (Oficina de Atenciò al Barcelonista).

 

Tre anni di iscrizione a una penya attestati dal carnet del penysta

I membri di una penya che abbiano superato i tre anni di anzianità possono diventare soci del FC Barcelona.

 

 

Il processo di iscrizione a socio del FC Barcelona è concluso solamente quando il Club abbia verificato che tutta la documentazione richiesta risponda ai requisiti richiesti.

Il pagamento della quota è effettuabile in contanti o con carta di credito ed è valida fino al 31 dicembre 2017.

 

Ogni nuovo socio del FC Barcelona riceverà:

  • Carnet socio con foto
  • Statuto del FC Barcelona
  • Lettera di benvenuto
  • Diploma personalizzato

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: https://www.fcbarcelona.es/socios/hacerse-socio/socio-adulto

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

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