18/11/1900

Esattamente 118 anni fa il FC Barcelona giocò la sua prima partita al campo dell'Hotel Casanovas. L'incontrò si giocò contro l'Hispania e terminò con un pareggio a reti inviolate davanti alla ragguardevole cifra di 4.000 spettatori. Il campo dell'Hotel Casanova si trovava nei pressi dell'ospedale Sant Pau fu usato solamente tra il 1900 ed il 1901.

Italia più blaugrana con Radio Barça

Da ormai molti mesi esiste un programma radiofonico che sta colorando di blaugrana tutta la penisola italiana: è Radio Barça Italia di Radio Roma Futura. Meravigliosamente condotto da Maxi Morgante il programma si può ascoltare via telefono, pc o tablet basta avere un collegamento a internet. Per info: https://www.spreaker.com/show/radio-barca-italia

SB: nuova shirt

Uno dei gruppi più attivi a livello di materiale è senza dubbio quello dei Supporters Barça che ad inizio novembre ha fatto uscire questa bella t-shirt, in linea col materiale uscito in precedenza.

Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

Un giorno speciale al "City of Manchester"

Nato nel 1894 dalle ceneri del Ardwick fc,  il Manchester City ha conosciuto nel corso della sua plurisecolare storia fasi molto alterne che lo hanno visto sprofondare addirittura fino alla terza divisione inglese (Second Division 1997/98) salvo poi rifiorire fino ai recenti successi degli ultimi anni.

Di certo uno dei momenti chiave di questa rinascita è stato il trasferimento del club mancuniano dal vecchio, storico stadio di Maine Road, al nuovo "City of Manchester" inaugurato il 10 gennaio 2003 con una amichevole di lusso tra i citizens ed il Barça del primo Ronaldinho, stella appena approdata in blaugrana proprio nell'estate 2003. A quell'epoca il Barça veniva da una lunga serie di stagioni negative e proprio a partire dal 2003/04 ricominciò a ricostruire un cammino positivo che, col tempo, portò ai successi iniziati nel 2005 e che continuano a tutt'oggi.

Quel 10 agosto 2003 però la festa fu tutta per gli "sky-blues" e per i loro 55.000 tifosi: in vantaggio con Nicolas Anelka al 38', gli nglesi vennero raggiunti dal blaugrana Saviola al '58 salvo riportarsi in vantaggio al 67' con Sinclair.

10/08/2003 Manchester

Stadio "City of Manchester"

 

MANCHESTER CITY FC - FC BARCELONA=2-1

Manchester City: Seaman, Sun, Jihai, Sommell, Distin, Tiatto, Whright-Phillips, Bosvelt, Sinclair, Ali Benarbia, Anelka, Fowler. All. Keegan.

FC Barcelona: Rustu, Puyol, Anderson, Reiziger, Oscar Lopez, Xavi, Cocu, Quaresma, Ronaldinho, Kluivert, Overmars. All. Rijkaard.

Arbitro: Mark Hasley (Inghilterra).

RETI: 38' Anelka (M), 58' Saviola (B), 67' Sinclair (M).

Inter-Barça 2018

Due giorni belli e pieni di emozioni. Questi sono stati gli scorsi 5 e 6 novembre grazie all'organizzazione ed agli sforzi della Penya Lombarda del FC Barcelona cui ci siamo affiancati insieme a tutte le altre penyes italiane del Barça. Memorabile la cena ufficiale la sera prima della partita, quando ai club ed ai dirigenti si sono aggiunti gli ex giocatori del Barça, i mitici "Barça legends", a Milano per giocare una amichevole contro le bandiere nerazzure.

La due giorni di Milano

Il 5 ed il 6 novembre del 2018 sono stati una nuova tappa del percorso di crescita del movimento blaugrana in Italia.

Una finale in casa

Stemma degli "spurs"

21 aprile 1982. Al Camp Nou il Barça gioca la sua 174 esima nelle coppe europee e la serata prevede un piatto forte: l'avversario è il Tottenham, la gara è la semifinale di ritorno dopo l' 1 a 1 di quattordici giorni prima a White Heart Lane ed in palio c'è un posto per la finalissima di Coppa delle Coppe che si giocherà il 12 maggio proprio al Camp Nou.

Con una Liga già "indirizzata" nei Paesi Baschi, il Barça sa che la semifinale contro gli Spurs è la partita della stagione e come tale la affronta. I bianchi inglesi allenati dal mister Keith Burkinshaw danno filo da torcere ai blaugrana per tutta la partita e solo una rete i Alan Simonsen al 46' ci permette di mettere il naso avanti e di raggiungere l'agognata finalissima: la rete nasce sugli sviluppi di una punizione che Quini è abile a girare all'interno dell'area dove Simonsen è abile a anticipare Roberts anticipando anche Clemence. Con il vantaggio di una rete, e dopo lo sforzo di entrambe le squadre nella prima frazione, il Barça inizia a vedere la finale anche se il Tottenham non si da per vinto e lotta fino al triplice fischio per segnare il gol che porterebbe le squadre ai supplementari.

Copertina di "Dicen" il giorno dopo la semifinale. www.elentorno.com

Di fatto gli inglesi riescono a creare una unica occasione quando Price si trova solo davanti ad Urruti ma non riesce a inquadrare la porta e spedisce la sfera a lato. La curiosità della serata sta nel fatto che al 32' l'illuminazione dello stadio si spegne parzialmente: il problema viene risolto in sette minuti quando ormai l'arbitro insieme ai capitani aveva deciso di proseguire con l'illuminazione rimanente.

 

21/04/1982

Barcelona - Camp Nou

FC BARCELONA - TOTTENHAM=1-0

FC Barcelona: Urruti, Ramos, Olmo, Manolo, Sanchez, Alexanco, Simonsen (83' Zuviria), Gerardo, Quini (75' Esteban), Moratalla, Carrasco. All. Udo Lattek.

Tottenham: Clemence, Hughton, Price (82' Falco), Roberts, Hazard, Perryman, Julio Villa, Archibald, Galvin, Hoddle, Crooks. All. Keith Burkinshaw.

Spettatori: 75.000

Arbitro: Siegfried Kirschen (Germania Ovest)

Rete: 46' Simonsen (B).

Olmo, l'eroe di White Hart Lane

Nato nel 1954 a Sabadell, Antonio Olmo Ramirez crebbe nelle giovanili del Sabadell per poi passare a quelle del FC Barcelona. Dopo una stagione in prestito al Calella (1972/73), giocò al Barça Athletic (equivalente al Barça B dei giorni nostri) per tre anni e approdò alla prima squadra nel 1976 imponendosi presto come un pilastro dell'undici titolare: esordì ufficialmente il 5 settembre del 1976 in un Barça - Las Palmas=4-0 e terminò la sua traiettoria blaugrana il 16 giugno 1984 in una sconfitta casalinga per 2 a 1 contro l'Atletico Madrid in Coppa della Liga. In totale mise insieme 200 presenze in gare ufficiali in 8 stagioni segnando solamente quattro reti, ma mettendone a segno una nella eroica notte di White Hart Lane (semifinale di andata della Coppa delle Coppe 1981/82).

 

 

Palmarés

Coppa del Re: 1978, 1981, 1983

Supercoppa di Spagna: 1983

Coppa della Liga: 1983

Coppa delle Coppe: 1979, 1982.

"L'uomo che salvò il FC Barcelona"

Lingua: inglese.

"The man who saved fc Barcelona" è un libro che racconta la bella storia di Patrick O'Connell, un dublinese del 1887, calciatore del Belfast Celtic nonchè di Sheffield Wednesday e Hull City. Grazie alle gare disputate con la maglia dell'Irlanda O'Connell nel 1914 venne notato e acquistato dal Manchester United anche se a causa del primo conflitto mondiale non ebbe mote chances di mettersi in luce. Appese le scarpe al chiodo divenne (per dirla all'inglese, manager dapprima in Gran Bretagna, poi in Spagna e più precisamente del Racing Santander. Dopo un rapido passaggio al Real Oviedo, O'Connell sedette sulla panchina del Betis di Siviglia portandolo all'unico successo in campionato della sua storia: questo successo straordinario con il Betis attirò l'attenzione del Barça che decise di ingaggiarlo giusto alla vigilia dello scoppio della guerra givile spagnola (1936/39). Con lo scoppio del conflitto il Barça si trovò di fronte a due necessità: da una parte doveva infatti cercare di far uscire i suoi giocatori dal paese per salvar loro la vita; dall'altra il Club aveva disperato bisogno di giocare partite e incassare denaro dato che a causa della guerra le casse della società si erano svuotate e la sopravvivenza del Barça era a forte rischio. Fu così che Patrick O'Connell prese la decisione di accettare l'invito di un businessman catalano trasferitosi in Messico, e organizzare una spettacolare tournée in Messico e negli Stati Uniti. Il denaro raccolto in quel tour salvò il Barça da una scomparsa sicura legando il nome di O'Connell alla leggenda.

 

Sue O'Connell e Martin Buchan, The man who saved FC Barcelona, ed. Amberley Publishing, 232 pag. 2016.

Football programmes: un oggetto di culto

Prigramma del Villa del 1912. www.google.com

Da sempre i programmi dei match di calcio sono considerati, a ragione, una prerogativa del football britannico: fu infatti il 1888, l'anno in cui, per la prima volta, i "football programmes" delle partite iniziarono a vedere la luce con una certa continuità e, da oggetti inizialmente di scarsa importanza, si convertirono presto in un must per tutti i collezionisti del mondo.

 

In Inghilterra in breve tempo i programmi divennero parte della "previa" (quindi, in un certo senso, del gioco) insieme alla torta e alla birra, tre momenti clou tipici di ogni pre-gara. In terra d'Albione l'Aston Villa, non a caso una delle squadre fondatrici del calcio d'oltre manica, fu uno dei primi club a far stampare un programma per i propri tifosi, usanza che  a partire dal 1888, divenne parte integrante di ogni club di calcio inglese anche se la finale di F.A. Cup (per alcuni la competizione più importante del mondo) ebbe un suo programma nel 1882.

Ben lontani dall'essere le "bibbie" di informazioni e notizie che sarebbero diventati in seguito, i programmi in origine erano costituiti da un singolo foglio riportante la data della partita, i nomi e le posizioni dei giocatori.

 

Dunque fu il Villa ad avere per primo l'idea dei programmi (va anche detto che fu l'Everton ad iniziare a pubblicare  con regolarità una scorecard per i suoi fans)  così come fu la prima società a trasformare il singolo foglio delle origini in un giornale contrassegnando ogni singola uscita con un numero e con un raccoglitore per ogni stagione: questo fu una sorta di invito ai tifosi affinchè iniziassero a collezionare i programmi.

 

Col passare degli anni i programmi arrivarono ad essere formati da 8 pagine in concomitanza con la prima guerra mondiale mentre con secondo conflitto continentale la produzione di programmi fu interrotta dalla quasi totalità dei club britannici in nome della austerità richiesta dalle drammatiche circostanze dell'epoca.

E il Barça?

Detto che nel calcio spagnolo i programmi non hanno mai preso piede come in Inghilterra, anche in Catalogna non mancano esemplari di football programmes a partire dal 1922 e, in forma più continuativa, dal 1948 in poi.

Nelle loro pagine c'erano le ultime notizie sulla attualità blaugrana dell'epoca e molti di questi sono consultabili presso il Centro di Documentazione del Footbol Club Barcelona:

 

Al seguente link

https://www.fcbarcelona.es/club/servicios/ficha/programas-de-partido

sono visibili le copertine di alcuni dei più rari ed importanti programmi del Barça e tra questi:

 

 

Finale Coppa del Rey 2018

Le penyes italiane protagoniste

... non solo al Wanda Metropolitano ma anche a Roma così come in molte altre occasioni il movimento blaugrana italiano è in crescita

Sulla giornata trascorsa a Madrid va detto che almeno in centro città non c'è stato alcun problema con i Sevillastas al punto che le due tifoserie hanno passato la giornata mescolate fino al momento di recarsi alle due rispettive "fan-zone". Notevole lo sforzo organizzativo del Barça per realizzare la nostra "fan-zone" così come per il ritiro dei biglietti accuratamente preparato alla fiera madrilena "Ifema" (ritiro che, va detto, ha suscitato numerose polemiche).

Riguardo al tifo va detto che è stata una delle note positive della giornata principalmente grazie all'impegno della "grada d'animaciò" ma anche per l'apporto di ciascuno dei 23.000 culé presenti sulle gradinate del nuovo stadio dell'Atletico di Madrid. In campo il Barça ha giocato bene oltre ogni più rosea aspettativa annichilendo il Siviglia e  mettendo le mani sulla coppa già alla fine del primo tempo; da ultimo impossibile non parlare di Andrés Iniesta sia perchè questa è stata la sua ultima finale con la nostra samarreta, sia perchè quando è stato sostituito a fine gara tutto lo stadio gli ha attribuito una ovazione impressionante.

Museo del Grande Torino

Dopo aver visitato la Basilica di Superga lo scorso aprile, come club abbiamo voluto recarci al museo del Grande Torino, non solo per rendere omaggio ai giocatori scomparsi a Superga, ma soprattutto per dar merito al lavoro dei volontari che da anni permettono alla Associazione Memoria Storica Granata (e quindi al museo) di sopravvivere.

Questa visita era stata pianificata da tempo insieme agli amici delle penyes di Roma e Genova, ma a poche ore si è rivelata ancora più bella e gratificante per i volontari granata vista la presenza di Antoni Guil, presidente della confederazione mondiale delle penyes blaugrana, e di Jordi Penas, presidente del museo del Barça al Camp Nou, che non ha mancato di osservare con occhio tecnico e interessato i cimeli esposti a Grugliasco.

21 e 22 novembre 2017

A pochi mesi dall'ultima volta, il Barça è tornato nella nostra  città e  abbiamo cercato di sfruttare nel migliore dei modi questa occasione con una serie di eventi ed incontri.

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
Congratulazioni e Força Barça!!"
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

 

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Iscrizione ordinaria:

Familiari di soci (fino al secondo grado di parentela)

Le relazioni di parentela ammesse sono:

  • Tra padri e figli
  • Tra nonni e nipoti
  • Tra genitori di fatto e figli
  • Tra fratelli e cognati
  • Tra zii e nipoti
  • Tra cugini

 

Per accertare la parentela verrà richiesta la seguente documentazione:

  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del socio
  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del richiedente
  • Fotocopia che dimostri la parentela

 

Persone che sono già state socie del Club in precedenza, per un minimo di 2 anni consecutivi

La unico modo per diventare soci del Club è presentarsi di persona alla OAB (Oficina de Atenciò al Barcelonista).

 

Tre anni di iscrizione a una penya attestati dal carnet del penysta

I membri di una penya che abbiano superato i tre anni di anzianità possono diventare soci del FC Barcelona.

 

 

Il processo di iscrizione a socio del FC Barcelona è concluso solamente quando il Club abbia verificato che tutta la documentazione richiesta risponda ai requisiti richiesti.

Il pagamento della quota è effettuabile in contanti o con carta di credito ed è valida fino al 31 dicembre 2017.

 

Ogni nuovo socio del FC Barcelona riceverà:

  • Carnet socio con foto
  • Statuto del FC Barcelona
  • Lettera di benvenuto
  • Diploma personalizzato

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: https://www.fcbarcelona.es/socios/hacerse-socio/socio-adulto

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

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