luglio: away shirt

Estate tempo di nuove "shirt". Da inizio luglio è in vendita su molti siti e in alcuni negozi la nuova maglia "away" del FC Barcelona. Quest'anno la Nike ha messo da parte la Senyera, indiscussa protagonista delle maglie da trasferta degli ultimi anni, ed è tornata al giallo, colore classico delle maglie da trasferta del Barça a partire dagli anni '80.

Tesseramento 2018/19

Dal 1° agosto 2018 parte la campagna tesseramenti della Penya Barcelonista de Turin. La quota di iscrizione non ha subito alcuna maggiorazione ed il gadget di quest'anno è la toppa con il logo della penya.

Italia più blaugrana con Radio Barça

Da ormai molti mesi esiste un programma radiofonico che sta colorando di blaugrana tutta la penisola italiana: è Radio Barça Italia di Radio Roma Futura. Meravigliosamente condotto da Maxi Morgante il programma si può ascoltare via telefono, pc o tablet basta avere un collegamento a internet. Per info: https://www.spreaker.com/show/radio-barca-italia

Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

PSV-Barça, una storia europea

Primo, storico stemma del PSV (www.pinterest.com)

Fondato il 31 agosto 1913, in occasione del centenario dell'indipendenza dei Paesi Bassi dalla Francia, il PSV ( acronimo di Philips Sport Vereniging) nasce come squadra "aziendale" dei lavoratori impiegati presso l'industria di apparecchiature tecnologiche Philips. Questa storica società è una delle tre grandi d'Olanda insieme all'Ajax e al Feyenoord  e ha vissuto il suo momento di massimo fulgore nel 1988 (anno del treble cioè del trionfo in Eredivisie, coppa d'Olanda e in Coppa dei Campioni) ottenendo però un importante alloro europeo nel 1978, anno di conquista della Coppa U.E.F.A.

 

Proprio la stagione 1977/78, quella del trionfo dei "boeren" (i contadini così come quelli del PSV vengono soprannominati) in Coppa U.E.F.A, gli olandesi giocano per la prima volta contro il Barça in una competizione europea. Lo scenario è quello della semifinale: l'andata si gioca ad Eindhoven ed i padroni di casa dimostrano di saper sfruttare il fattore campo infliggendoci un pesante 3 a 0 in virtù dell'autogol di Olmo e per le reti di Lubse e Postuma.

Inutile nella gara di ritormo la vittoria per 3 a 1 (gol di Fortes e doppietta di Rexach) che non basta per arrivare alla finalissima contro la sorpresa Bastia.

Programma Barça-PSV 1978

Passano 18 anni. Il secondo incrocio Barça-PSV è sempre in Coppa U.E.F.A.

ma stavolta li incontriamo ai quarti di finale. All'andata il PSV del leggendario mister Dick Advocaat ci obbliga ad un pareggio per 2 a 2 che sembra essere un preambolo all'eliminazione da sancire nella gara di ritorno: 14 giorni dopo però il Barça di cruyff azzecca la gara dell'anno e va a vincere al Philips Stadion con un bel 3 a 2 davanti a 30.000 spettatori e con un Sergi in grande spolvero autore del gol decisivo a 10' dalla fine.

Terzo e ultimo incrocio si verifica nella stagione 1997/98 nel girone C della Champions di quell'anno: ci si gioca il superamento della fase a gironi e l'accesso agli ottavi di finale. I blaugrana arrivano al girone dopo aver eliminato lo Skonto Riga non senza qualche affanno e (persa la gara d'esordio a Newcastle) affrontano alla seconda giornata il PSV dell'immarcescibile Advocaat: anche stavolta le cose non vanno bene ed il Barça spreca il vantaggio ottenuto grazie alle reti di Luis Enrique.

Il ritorno ad Eindhoven si tiene alla sesta giornata del girone quando il Barça è ormai eliminato soprattutto per aver incassato 7 reti in due partite dagli ucraini della Dynamo di Kyev. Al Philips Stadion pareggiamo degnamente per 2 a 2 come all'andata grazie alle reti di Abelardo e Giovanni.

 

Riassumendo su sei incontri totali contro il PSV, abbiamo ottenuto 1 vittoria e 2 pareggi casalinghi mentre in trasferta abbiamo fatto un risultato per tipo con 1 pareggio, 1 vittoria ed 1sconfitta; negativo il computo dei passaggi di turno con due eliminazioni ( 1978 e 1998) e una qualificazione (1996).

 

            Coppa U.E.F.A.       29/03/1978 PSV - FC Barcelona=3-0

                                              12/04/1978 FC Barcelona - PSV=3-1

            Coppa U.E.F.A.      05/03/1996 FC Barcelona - PSV=2-2

                                              19/03/1996 PSV - FC Barcelona=2-3

            C.L. gironi               01/10/1997 FC Barcelona - PSV=2-2

                                              10/12/1997 PSV - FC Barcelona=2-2

Miracolo sfiorato nel 1978

12 aprile 1978. Dopo una batosta (3 a 0) subita 14 giorni prima sul campo del PSV, il Barça scende in campo al Camp Nou deciso a giocarsi fino in fondo le chances di accesso alla finale di Coppa U.E.F.A.

La squadra di Rinus Michels inizia bene: dopo 9' è già in vantaggio grazie al rigore realizzato da Charly Rexach per un fallo su Cruyff. Passano dieci minuti esatti e i blaugrana raddoppiano con Fortes che riesce a sorprendere la difesa biancorossa con una precisa stoccato dall'interno dell'area che sorprende il portiere Van Beveren superandolo alla sua sinistra.

Mancano 70' e tutto sembra possibile. La ripresa si riapre con un nuovo giocatore in campo per il Psv, l'irlandese Deacy; il nuovo entrato è abile a sfruttare una madornale dormita della difesa blaugrana su una banalissima rimessa laterale. A questo punto mancano ancora quaranta  minuti e malgrado tutti i blaugrana non si danno per vinti continuando a cercare la via del gol che puntuale arriva al 66': Rexach si ripresenta un'altra volta dal dischetto (nuovamente per un fallo su Cruyff) e segna il punto del 3 a 1. Sembra l'inizio di una delle grandi remontade europee del Barça ma di fatto, malgrado un paio di discrete occasioni capitate a Asensi e a Olmo, la gara non riserva più emozioni (ultima gara europea di Cruyff con il FC Barcelona) .

Arrivati ad aprile e con la Liga già persa a favore del Madrid, il Barça salverà la stagione vincendo la Coppa del Re contro il Las Palmas.

 

12/04/1978

Camp Nou - Barcelona

FC BARCELONA-PSV=3-1

FC Barcelona: Mora, De la Cruz, Migueli, Olmo, Amarillo (30' Juanjo), Zuviria, Fortes (61' Sanchez), Rexach, Cruyff, Asensi, Esteban. All. Michels.

PSV: Van Beveren, Krijgh, Stevens, Brandts, W. Van der Kerkhof, Van der Kuijlen, Deijkers, Poortvliet, R. Van der Kerkhof, Postuma (45' Deacy), Lubse.  All. Rijvers.

Spettatori; 70.000

Arbitro: Robert Wurtz (Francia)

RETI: 9' Rexach su rigore (B), 19' Fortes (B), 47' Deacy (P), 66' Rexach su rigore (B).

1996: un pareggio sofferto

Stemma moderno del PSV

5 marzo 1996: per la seconda volta nella sua storia il Psv di Eindhoven arriva al Camp Nou e per il Barça, che  all'epoca ha già un rapporto di lungo corso col calcio olandese,si profila una partita impegnativa contro una squadra di tutto rispetto.

Il contesto è di quelli che contano: siamo ai quarti di finale di Coppa U.E.F.A. e ci giochiamo in casa l'accesso alla semifinale.

La storia dirà poi che ci è andata di lusso dal momento che sotto nel punteggio per 2 volte riusciamo comunque a rimetterci in piedi avendo così qualche possibilità di qualificarci in Olanda nella gara di ritorno.

Al terzo minuto il PSV è gia avanti a seguito di un fallo di Abelardo su Eijkelkamp: la punizione la batte Nilis ed il belga segna grazie ad una deviazione di Bakero. 13' dopo Eijkelkamp sfiora il raddoppio mandando un tracciante sul palo della porta difesa da Busquets; a questo punto i duri iniziano a giocare e 7' minuti dopo Bakero trova la via del pari sfruttando una corta respinta di Waterreus su un suo precedente tiro. Purtroppo ad inizio ripresa la squadra della Philips si riporta in vantaggio: a seguito di un corner di Jonk Amor salva sulla linea un tiro di Eijkelkamp ma la difesa nulla può sulla ribattuta del solito Nilis.

Il Barça a questo punto si trova con l'acqua alla gola e iniziando a pressare gli avversari trova il pari al 70': in seguito ad un fallo su Figo, Guardiola calcia una punizione dentro l'area che Abelardo è lesto a insaccare alle spalle del portiere ospite. Malgrado il nostro arrembaggio finale il Barça non riesce a cambiare l'esito dell'incontro.

 

05/03/1996

Camp Nou - Barcelona

FC BARCELONA-PSV=2-2

FC Barcelona: Busquets, Sergi, Abelardo, Guardiola, Popescu, Bakero (78' De la Penya), Figo, Amor, Kodro, Cuellar (64' Oscar), Roger (84' Moreno). All. Cruyff.

PSV: Waterreus, Van der Weerden, Faber, Valckx, Numan, Wouters (68' Zenden), Vink, Jonk, Eijkelkamp, Nilis (89' Gudjohnsen), Cocu. All. Advocaat.

Spettatori; 75.000

Arbitro: Anders Frisk (Svezia)

RETI: 3' Nilis (P), 20' Bakero (B), 50' Nilis (P), 70' Abelardo (B).

FC Barcelona, el club de las maravillas

Nel corso del 2003 il Barça toccò il fondo sia dentro che fuori dal campo. La prima squadra era in serissime difficoltà in campionato (senza che questo distogliesse alcuni giocatori della rosa da distrazioni di ogni tipo) mentre nel Club era in corsa una vera e propria rivolta se non appoggiata quanto meno auspicata dalla maggioranza dei soci. Alla fine in seguito a molte pressioni Joan Gaspart, presidente dell'epoca, si dimise e al suo posto uscì dalle urne elettorali una nuova giunta guidata dal carismatico e controverso avvocato  Joan Gaspart, capace di vincere le elezioni con un trionfo incontestabile.

 

Inaspettatamente il Club, apparentemente sull'orlo del baratro, era invece in procinto di iniziare

l'epoca più gloriosa della sua storia: la squadra riuscì a riprendere le redini di quella stagione e nel giro due anni cambiò il trend della sua storia imponendosi a suon di vittorie in Spagna e in Europa.

 

Tim Hanlon, FC Barcelona, el club de las maravillas, ed. Global Rhythm, 320 pag. 2014.

Josep "Diesel" Seguer

Josep Seguer. www.blaugranas.com

Con 214 presenze e 38 reti tra il 1943 ed il 1957 Josep Seguer è senz'altro uno degli "storici" del FC Barcelona. Ad inizio carriera, quando il successo come calciatore era ancora di là da venire, unì la carriera di pedatore a quella di barbiere, mestiere che esercitava nel negozio di famiglia a Parets del Vallés (23 km a nord di Barcellona) e dove per 5 centesimi dell'epoca i contadini della zona potevano farsi fare la barba a buon mercato.

Dunque ogni giorno Seguer si svegliava alle 6 e 30 per poter arrivare puntuale all'allenamento a "Les Corts" entro le 9 e 30: dal suo paese prendeva il treno diretto a Plaça de Catalunya e da lì il tram numero 59 che lo lasciava vicino allo stadio, per l'esattezza al campo "Pirelli" dove oggi si trova l'"Illa Diagonal". Il viaggio quotidiano lo condivideva sempre con Marià Gonzalvo che viveva a Mollet.

Dopo aver esordito con il Barça "amateur" (il Barça B dell'epoca), Seguer approdò in prima squadra nel 1943 e qui si consacrò come giocatore polivalente, dotato di una grande resistenza fisica, grazie alla quale ottenne il soprannome di "diesel", e di una tecnica tale da diventare imprescindibile nel Barça per ben 14 anni; inizialmente cominciò a giocare come centrocampista davanti alla difesa ma in seguito, una volta giunto Daucik sulla panchina blaugrana, divenne un pilastro in qualità di esterno destro formando un ottimo duo di destra con Basora.

 

                                         Liga: 1945, 1948, 1949, 1952, 1953.

                                         Coppa di Spagna: 1951, 1952, 1953, 1957.

                                         Coppa Latina: 1949, 1952.

Football programmes: un oggetto di culto

Prigramma del Villa del 1912. www.google.com

Da sempre i programmi dei match di calcio sono considerati, a ragione, una prerogativa del football britannico: fu infatti il 1888, l'anno in cui, per la prima volta, i "football programmes" delle partite iniziarono a vedere la luce con una certa continuità e, da oggetti inizialmente di scarsa importanza, si convertirono presto in un must per tutti i collezionisti del mondo.

 

In Inghilterra in breve tempo i programmi divennero parte della "previa" (quindi, in un certo senso, del gioco) insieme alla torta e alla birra, tre momenti clou tipici di ogni pre-gara. In terra d'Albione l'Aston Villa, non a caso una delle squadre fondatrici del calcio d'oltre manica, fu uno dei primi club a far stampare un programma per i propri tifosi, usanza che  a partire dal 1888, divenne parte integrante di ogni club di calcio inglese anche se la finale di F.A. Cup (per alcuni la competizione più importante del mondo) ebbe un suo programma nel 1882.

Ben lontani dall'essere le "bibbie" di informazioni e notizie che sarebbero diventati in seguito, i programmi in origine erano costituiti da un singolo foglio riportante la data della partita, i nomi e le posizioni dei giocatori.

 

Dunque fu il Villa ad avere per primo l'idea dei programmi (va anche detto che fu l'Everton ad iniziare a pubblicare  con regolarità una scorecard per i suoi fans)  così come fu la prima società a trasformare il singolo foglio delle origini in un giornale contrassegnando ogni singola uscita con un numero e con un raccoglitore per ogni stagione: questo fu una sorta di invito ai tifosi affinchè iniziassero a collezionare i programmi.

 

Col passare degli anni i programmi arrivarono ad essere formati da 8 pagine in concomitanza con la prima guerra mondiale mentre con secondo conflitto continentale la produzione di programmi fu interrotta dalla quasi totalità dei club britannici in nome della austerità richiesta dalle drammatiche circostanze dell'epoca.

E il Barça?

Detto che nel calcio spagnolo i programmi non hanno mai preso piede come in Inghilterra, anche in Catalogna non mancano esemplari di football programmes a partire dal 1922 e, in forma più continuativa, dal 1948 in poi.

Nelle loro pagine c'erano le ultime notizie sulla attualità blaugrana dell'epoca e molti di questi sono consultabili presso il Centro di Documentazione del Footbol Club Barcelona:

 

Al seguente link

https://www.fcbarcelona.es/club/servicios/ficha/programas-de-partido

sono visibili le copertine di alcuni dei più rari ed importanti programmi del Barça e tra questi:

 

 

Nella tana dell'Aek "Atene"

La stagione 2000/01 non è certo passata alla storia come una di quelle trionfali nella lunga storia del FC Barcelona. Iniziamo la nostra stagione europea in Champions League, in un girone non proibitivo contro Milan, Leeds e Besiktas ma non riusciamo a qualificarci e veniamo "ripescati" in Coppa U.E.F.A.

 

Nella seconda competizione europea, anche grazie ad avversari più abbordabili, le cose vanno meglio e superati i belgi del Brugge al primo turno, agli ottavi ci toccano i greci dell'Aek (erroneamente detto Aek Atene, l'Aek venne fondato nel 1924 da rifugiati greci fuggiti da Costantinopoli durante la guerra greco-turca).

L'unico ostacolo in grado di impensierirci è la gara di andata al "Nikos Goumas" dove i giallo neri sono spinti dall'incessante tifo di 24.000 tifosi; in realtà le cose vanno bene grazie al gol di Luis Enrique che al 41' del primo tempo realizza un facile tap-in in seguito ad un tiro di Zenden. La vittoria blaugrana pone fine alla "maledizione" che vedeva le squadre della Liga spagnola sconfitte in terra greca da ben 37 anni dato che l'ultima vittoria era stata quella del Saragoza contro l'Iraklis (0 a 3) nella stagione 1963/64.

A fine gara l'allenatore blaugrana Serra Ferrer (!!) loda i suoi per aver controllato la gara senza spendere troppe energie dato che alle viste c'è la partita casalinga contro il Deportivo (poi persa 3 a 2) quattro giorni dopo.

 

Atene 15/02/2001

Stadio Nikos Goumas

AEK ATENE - FC BARCELONA=0-1

Aek Atene: Atmatsidis, Zikos, Dellas, Kostenoglu, Petrov, Zagorakis, Kasapis, Lakis, Maladenis, Tsartas (58' Diego Ruiz), Nikolaidis (77' Konstantinidis). All. Savevski.

FC Barcelona: Reina, Gabri, Abelardo, F. De Boer, Sergi, Guardiola, Cocu,  Luis Enrique (68' Petit), Rivaldo, Zenden, Kluivert (68' Alfonso). All. Serra Ferrer.

Arbitro: Graham Poll (Inghilterra).

Spettatori: 24.404

RETE: 41' Luis Enrique (B).

Finale Coppa del Rey 2018

Le penyes italiane protagoniste

... non solo al Wanda Metropolitano ma anche a Roma così come in molte altre occasioni il movimento blaugrana italiano è in crescita

Sulla giornata trascorsa a Madrid va detto che almeno in centro città non c'è stato alcun problema con i Sevillastas al punto che le due tifoserie hanno passato la giornata mescolate fino al momento di recarsi alle due rispettive "fan-zone". Notevole lo sforzo organizzativo del Barça per realizzare la nostra "fan-zone" così come per il ritiro dei biglietti accuratamente preparato alla fiera madrilena "Ifema" (ritiro che, va detto, ha suscitato numerose polemiche).

Riguardo al tifo va detto che è stata una delle note positive della giornata principalmente grazie all'impegno della "grada d'animaciò" ma anche per l'apporto di ciascuno dei 23.000 culé presenti sulle gradinate del nuovo stadio dell'Atletico di Madrid. In campo il Barça ha giocato bene oltre ogni più rosea aspettativa annichilendo il Siviglia e  mettendo le mani sulla coppa già alla fine del primo tempo; da ultimo impossibile non parlare di Andrés Iniesta sia perchè questa è stata la sua ultima finale con la nostra samarreta, sia perchè quando è stato sostituito a fine gara tutto lo stadio gli ha attribuito una ovazione impressionante.

Museo del Grande Torino

Dopo aver visitato la Basilica di Superga lo scorso aprile, come club abbiamo voluto recarci al museo del Grande Torino, non solo per rendere omaggio ai giocatori scomparsi a Superga, ma soprattutto per dar merito al lavoro dei volontari che da anni permettono alla Associazione Memoria Storica Granata (e quindi al museo) di sopravvivere.

Questa visita era stata pianificata da tempo insieme agli amici delle penyes di Roma e Genova, ma a poche ore si è rivelata ancora più bella e gratificante per i volontari granata vista la presenza di Antoni Guil, presidente della confederazione mondiale delle penyes blaugrana, e di Jordi Penas, presidente del museo del Barça al Camp Nou, che non ha mancato di osservare con occhio tecnico e interessato i cimeli esposti a Grugliasco.

21 e 22 novembre 2017

A pochi mesi dall'ultima volta, il Barça è tornato nella nostra  città e  abbiamo cercato di sfruttare nel migliore dei modi questa occasione con una serie di eventi ed incontri.

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
Congratulazioni e Força Barça!!"
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

 

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Iscrizione ordinaria:

Familiari di soci (fino al secondo grado di parentela)

Le relazioni di parentela ammesse sono:

  • Tra padri e figli
  • Tra nonni e nipoti
  • Tra genitori di fatto e figli
  • Tra fratelli e cognati
  • Tra zii e nipoti
  • Tra cugini

 

Per accertare la parentela verrà richiesta la seguente documentazione:

  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del socio
  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del richiedente
  • Fotocopia che dimostri la parentela

 

Persone che sono già state socie del Club in precedenza, per un minimo di 2 anni consecutivi

La unico modo per diventare soci del Club è presentarsi di persona alla OAB (Oficina de Atenciò al Barcelonista).

 

Tre anni di iscrizione a una penya attestati dal carnet del penysta

I membri di una penya che abbiano superato i tre anni di anzianità possono diventare soci del FC Barcelona.

 

 

Il processo di iscrizione a socio del FC Barcelona è concluso solamente quando il Club abbia verificato che tutta la documentazione richiesta risponda ai requisiti richiesti.

Il pagamento della quota è effettuabile in contanti o con carta di credito ed è valida fino al 31 dicembre 2017.

 

Ogni nuovo socio del FC Barcelona riceverà:

  • Carnet socio con foto
  • Statuto del FC Barcelona
  • Lettera di benvenuto
  • Diploma personalizzato

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: https://www.fcbarcelona.es/socios/hacerse-socio/socio-adulto

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

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