Buona la seconda

Se la prima "samarreta" della nuova stagione ha sdegnato una larga parte della tifoseria, la Nike ha senz'altro recuperato credito con la maglia "away" andando a riprendere un disegno di fne anni '70 e rispettando la tradizione del Club Disponibile da inizio luglio

Italia più blaugrana con Radio Barça

Da ormai molti mesi esiste un programma radiofonico che sta colorando di blaugrana tutta la penisola italiana: è Radio Barça Italia di Radio Roma Futura. Meravigliosamente condotto da Maxi Morgante il programma si può ascoltare via telefono, pc o tablet basta avere un collegamento a internet. Per info: https://www.spreaker.com/show/radio-barca-italia

Tercera 2019/20

Anche per la terza maglia di questa stagione la Nike ha optato per un ritorno al passato. Il colore prescelto è l'azzurro è le stagioni da cui è stato recuperato sono la 1992/93 e la 1996/97 (annata che vide i blaugrana trionfare in Coppa delle Coppe e dare spettacolo grazie al brasiliano Ronaldo). Da notare l'inclusione del classico stemma Nike, incluso dalla marca sportiva americana in tutte le terze divise delle squadre da lei sponsorizzate in questa stagione.

                                               Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

                                 Merc, una marca leggendaria

La nascita del tempo libero, i Beatles e i Rolling Stones, la grande Inghilterra allenata da Ramsey campione del mondo nel 1966. Queste due righe, piuttosto crude e riduttive in verità, tratteggiano in modo semplicistico quella che è stata una vera e propria rivoluzione culturale partita dall'Inghilterra dalla metà degli anni '60 e poi diffusasi in tutta Europa. Tutto si mise in moto grazie alla spinta del sistema economico anglo-americano che da metà dei "sixties" si mise a girare a ritmo piuttosto elevato, proprio quando i giovani inglesi (figli di genitori che avevan vissuto sulla loro pelle la seconda guerra mondiale) si misero a cercare anche nella musica quella ventata di modernità che ormai si faceva sentire in tutta la vita culturale del paese.

 

L'Inghilterra era destinata per sua naturale vocazione, anche grazie ad una serie di circostanze irripetibili, a implementare una vera rivoluzione culturale e dei costumi che avrebbe sconvolto la seconda metà del XX secolo.

 

All'interno di questo quadro generale, nel 1967, nacque Motorcycle English Retrò Clothing, nato da prima come un marchio tra tanti, ma presto impostosi come icona della swinging London degli anni '60, simbolo di un fenomeno socio-culturale esistente ancora oggi come il movimento MOD.

Polo Merc

Cercando di spiegare in poche parole quello che rappresenta Merc non è semplice, diciamo che in queste quattro lettere è racchiusa la generazione british di fine anni '60, la working class che si spostava a bordo di mezzi a due ruote come Vespa e Lambretta, la musica (come già anticipato) la moda, il modern jazz e Carnaby Street.

 

Tutto questa rappresenta il british style ben rappresentato da Paul Weller, voce e chitarra dei Jam, uno stile che la marca Merc rappresenta ancora oggi con capi di abbigliamento intramontabili, che non passano di moda perchè, ben lontani dall'essere solo vestiti, sanno unire stile classico, heritage, tendenza pur senza essere mai banali.

11 marzo 1998: nella tana del Dortmund

Stemma del Dortmund in uso dal 1964 al 1974

Dire Borussia Dortmund vuol dire parlare certamente di una delle squadre di vertice del calcio tedesco, un club capace di imporsi anche a livello europeo grazie alla conquista delle Coppa Coppe nel 1965/66 (prima squadra tedesca a sollevare un trofeo internazionale) e, soprattutto al trionfo in Champions League datato 28 maggio 1997: nella magica notte dell' Olympiastadion di Monaco di Baviera i giallo-neri piegarono la favoritissima Juventus con un sorprendente 3 a 1 recante la firma di due ex del campionato italiano: Paulo Sosa e "Kalle" Riedle. Bisogna però ammettere che il Borussia Dortmund è il classico esempio di una squadra nota, più che per le gesta dei propri calciatori, per i suoi tifosi, caldi, appassionati, ben sistemati (dal 1974) nel Westfalen stadio, impianto dedicato al calcio più grande di tutta la Germania e che ogni anno fa registrare l'affluenza di tifosi più alta. Il tempio dei tifosi del Borussia è la "Sudtribune" capace di ben 25.000 spettatori, cifra che la rende senza ombra di dubbio la curva più grande d'Europa e che viene denominata "il muro giallo".

 

Nel corso della sua lunga storia europea il Barça si è misurato una sola volta contro il Borussia Dortmund in una competizione ufficiale: l'occasione fu una finale di Supercoppa europea giocata nei primi mesi del 1998. Il Barça, fresco vincitore della Coppa delle Coppe del 1997, trovò come "super avversario" europeo proprio il Borussia campione d'Europa. Dopo essersi imposti nella gara di andata per 2 a 0 grazie alle reti di Luis Enrique e Rivaldo, i blaugrana alenati da Louis Van Gaal intrapresero il viaggio per Dortmund consapevoli del fatto di avere buone possibilità di sollevare al cielo la seconda Supercoppa europea della nostra storia.

La gara iniziò come meglio non avrebbe potuto: rotazione della sfera, occasioni e meritato vantaggio dopo solo sette minuti di gioco; non paghi del vantaggio i catalani continuano a cercare la porta di Klos ma senza sferrare il colpo del ko. Così nella ripresa il Borussia scese in campo titando fuori tutto il suo arsenale; al 46' Hesp venne chiamato ad un miracoloso intervento su Ricken, ma il portiere barcelonista dovette capitolare al 65' davanti ad un potente tiro di Heinrich, sapientemente imbeccato da Decheiver.

Programma ufficiale della partita

Malgrado il vantaggio i gialloneri non ebbero più occasioni per incrementare il vantaggio e fu invece Rivaldo che a due minuti dal triplice fischio sciupò un'ottima occasione a tu per tu con Klos.

Con questo 1 a 1 il Barça portava a casa la seconda Supercoppa europea della sua storia (all'epoca undicesimo alloro europeo), trofeo che era il primo conquistato da Van Gaal sulla panchina blaugrana.

 

Dortmund 11/3/1998

Westfalenstadion

BORUSSIA DORTMUND - F.C. BARCELONA=1-1

Borussia Dortmund: Klos, Kohler (73' Kirovski), Binz, Kree, Ricken, Schneider, Freund (19' Mehnert), Heindrich, Zorc, Decheiver.

All: Nevio Scala.

F.C. Barcelona: Hesp, Ferrer, Nadal, Bogarde, Luis Enrique (89' Ciric), Celades (61' Amor), Sergi, Figo, Giovanni, Rivaldo, Anderson.

All. Louis Van Gaal.

Arbitro: Piero Ceccarini (Italia).

RETI: 7' Giovanni (Ba), 65' Heinrich (Bo).

                                 Una sciarpa d'oltre oceano

Grazie all'intermediazione del nostro socio Dario, abbiamo ricevuto dagli States questa bella sciarpa in doppia lana direttamente dalla Penya Barcelonista di Washigton D.C.

L'esemplare in foto risale al 2017 e prima di questo anno il club ne aveva realizzata un'altra, contraddistinta da numerosi rombi blaugrana.

                                       1980/81: La Liga del sequestro

Quasi 40 anni fa in Spagna stava per iniziare la stagione calcistica 1980/81; si presentavano al nastro di partenza 18 squadre, ognuna con due stranieri a testa e ciascuna con molte giustificate speranze in vista della nuova "temporada".

Buyo approdava al Siviglia, al Valencia arrivava Morena mentre l'Espanyol affidava all'argentino Roberto Martinez le proprie speranze di riscatto. Allo Sporting Gijon arrivava il goleador portoghese Fernando Gomes, preso dagli asturiani per sostituire Enrique Castro "Quini", bomber della squadra biancorossa che si era appena accasato al Barça. Con Quini nelle sue fila, il Barça iniziò la Liga in modo a dir poco deludente conquistando la pochezza di sei punti nelle prime otto giornate, annaspando in quattordicesima posizione malgrado la presenza di giocatori come Krankl, Simonsen e Alexanko, anche perchè Quini non segnava.

Poi alla nona giornata Bernd Schuster sostituì Krankl come secondo straniero della squadra e di punto in bianco le cose iniziarono a girare per il verso giusto anche grazie alla prematura uscita dalla Coppa U.E.F.A. contro un modesto Colonia che portò, inevitabilmente, al licenziamento di Kubala (fino a quel momento allenatore della prima squadra) in favore del mago Helenio Herrera.

Perso un campionato già vinto nel giro di un mese

Con il mago in panchina la squadra iniziò a giocare meglio soprattutto per merito di Schuster, capace di far giocare bene tutti i suoi compagni, a cominciare dal neoacquisto Quini. Nel debutto in campionato di Herrera il Barça sconfisse l'Atletico per 4 a 2 con due reti di Quini, capace di marcare poi nelle sei giornate consecutive: nelle prime sei gare del nuovo corso di Herrera sulla banqueta blaugrana, il Barça collezionò cinque vittorie e un pareggio concludendo il girone di andata a -6 dall'Atletico Madrid capolista.

Le cose sembravano andare per il meglio fino al derby di Sarrià giocato l'11 gennaio 1981. I blaugrana erano in ritiro a Vallvidrera quando una improvvisa nevicata bloccò le strade costringendo la federazione spagnola a ritardare il calcio d'inizio di mezzora, e la comitiva blaugrana a muoversi verso lo stadio espanyolista in treno fino alla stazione della Bonanova e da li a piedi con le borse in mano fino al campo rivale. Come se non bastasse quel giorno Schuster era misteriosamente assente: aveva abbandonato il ritiro per raggiungere la Germania con una certa urgenza e sul prato di Sarrià il Barça di Herrera era caduto per un gol subito già all'8' minuto.

Replica maglia 1980/81 realizzata da Copa

Malgrado questa battuta d'arresto i blaugrana ripresero a macinare gioco e risultati mentre dal canto suo l'Atletico iniziava a mostrare la corda e a perdere qualche punto per strada, tanto che oramai i colchoneros avevan solo più due punti di vantaggio sulla seconda in classifica. Proprio in questo momento cruciale della stagione ci fu il rapimento di Quini il primo marzo del 1981, in seguito al quale la federazione spagnola e tutte le squadre della Primera Division pensarono a lungo se era più opportuno sospendere il campionato o giocare come se nulla fosse. Alla fine venne deciso di giocare anche se la prima partita del Barça senza Quini era proprio Atleti-Barça al Calderon: i giocatori del F.C. Barcelona accettarono di giocare malgrado la reticenza di molti (soprattutto di Simonsen e di Schuster che si rifiutò addirittura di giocare). Il Barcellona fu sconfitto per 1 a 0 in una gara giocata senza anima, dove il posto di Schuster fu Ramirez che decise però di rinunciare alla maglia numero 9, solitamente indossata da Quini, scegliendo di giocare con il numero 14.

 

A questo punto l'Atletico con quattro punti di vantaggio sugli uomini di Herrera a sette giornate dalla fine; alla fine il giocatore asturiano venne liberato il 25 aprile e ritornò in campo il 5 aprile (nelle quattro gare giocate senza di lui il Barça aveva conquistato solo un punto degli otto disponibili). Alla fine quella Liga, in un finale incredibile che neppure il più grande sceneggiatore avrebbe saputo ideare, non fu vinta nè dal Barça, nè dall'Atletico... ma dalla Real Sociedad che all'ultima giornata di campionato riuscì a mantenere la testa della classifica strappando un pareggio a Gijon.

            Libro della settimana: Dove vivono i sogni

Copertina del libro di Oriol Bernis

Lingua: catalano/spagnolo/inglese.

 

Jaume Sobrequés Callico e Julius Sefcik ripercorrono splendidamente quella che è stata la storia degli stadi del FC Barcelona dalla fondazione avvenuta nel 1899, fino ai giorni nostri. Tutto iniziò nell'anno della fondazione, quando un gruppo di giovani "sportsman" (prevalentemente centro europei) guidati dal volenteroso Hans Gamper,

fondarono il FC Barcelona con il fine di praticare il loro sport preferito: il football.

Nessuno poteva immaginare che quel piccolo club appena fondato, non senza sforzi, che giocava le sue partite al Velódromo della Bonanova si ritroverà, col passare degli anni e attraverso mille peripezie, a giocare le proprie partite casalinghe in altri sei stadi variamente collocati nella capitale catalana, arrivando a trasformarsi in uno dei club più importanti del pianeta anche grazie ad uno stadio-simbolo come il Camp Nou. Dalla fondazione fino ai giorni nostri il cammino è stato lungo, e quei campi e quegli stadi ove all'epoca i giocatori blaugrana vissero i loro giorni di gloria, oggi sono stati sostituiti da piazze, strade ed edifici. Questo libro raccoglie le immagini di tutti quegli stadi "home" in cui il Barça ha giocato e i protagonisti che in quei rettangoli verdi vissero i loro momenti d'oro.

 

Scrive l'ideatore dell'opera Julius Sefcik nelle prime pagine del volume: "Tutti noi abbiamo dei sogni. Fa parte della condizione umana e per tutta la vita ci afferriamo ad essi. ne abbiam bisogno per vivere e per sentirci vivi. Il nostro sogno particolare ed eterno si chiama F.C. Barcelona e questo sogno vive in tutti quelli che sono stati i suoi stadi casalinghi, campi dove ha giocato, gioca tuttora e giocherà in futuro il nostro amato Club dal 1899. Là dove tutti noi ci ritroviamo per lottare e vincere insieme ai nostri idoli, celebrare le loro vittorie e perdonare i loro errori. Mettetevi comodi, versatevi un bicchiere di vino rosso catalano e immergetevi nella storia di un Club unico al mondo. Dal punto di vista dei tifosi, dal punto di vista dei nostri sogni. Ricordiamo i luoghi dove sono stati i nostri nonni e noi con i nostri padri ma anche quelli dove andranno i nostri figli".

 

Julius Sefcik e Jaume Sobrequés i Callicò, 1899 - 2019: Where dreams live,Editorial Base, 156 pag., 2019.

                                 Una visita sorprendente

La chiesa della Sagrada Familia di Barcellona è uno dei luoghi simbolo della capitale catalana, tappa fissa per milioni di turisti ogni anno. Non è certo un caso dunque se proprio davanti ad una delle torri di questo meraviglioso monumento, sorge una botiga del Barça (carrer de Mallorca 406).

Quello che sul nostro sito vogliamo pubblicizzare non è uno dei tanti negozi del Barça presenti a Barcellona (e non solo), quanto il fatto che all'ingresso del negozio c'è una mostra temporanea che cambia periodicamente e che, malgrado le sue dimensioni limitate, non ha nulla da invidiare al museo ospitato nella pancia del Camp Nou.

La visita comincia nel piccolo patio esterno con l'esibizione di tre maglia storiche del Barça: prima in assoluto è la replica arancione della maglia indossata dai giocatori a Wembley il 20 maggio del 1992; la seconda è quella indossata da Kubala tra il 1950 ed il 1962 mentre la terza è quella usata da Johan Cruyff nel 1974, anno passato alla storia blaugrana per un successo in campionato che mancava da troppi anni.

 

Varcata la soglia e salite le scale si accede alla sezione museale vera e propria, sezione che in questo periodo è costituita da tutti i manifesti (originali) che nel corso della storia pià che centenaria del Club, hanno accompagnato tutti gli eventi più significativi del F.C. Barcelona.

Non possono mancare, ovviamente, i manifesti più famosi, quelli che sono stati riprodotti in migliaia di copie per essere venduti in tutto il mondo: ecco dunque i manifesti originali dei "compleanni" del Barça realizzati da grandi artisti in occasione del 25°, 50°, 75° e 100° anniversario.

A ben vedere però sono altri i manifesti che attirano l'attenzione. Alcuni rappresentano una "prima visione" assoluta. E' questo il caso di molti manifesti sponsorizzati dalla azienda (all'epoca ancora torinese) Martini & Rossi che negli anni '20 aveva un suo cartellone pubblicitario dentro lo stadio Les Corts, ma è anche il caso dei manifesti dedicati alle partite d'addio di astri blaugrana come Migueli, Rexach, Fusté, nonchè a gare leggendarie come Barça-Tottenham (Coppa delle Coppe 1982), Barça-Benfica (aprile 1992, gara che ci diede il pass per la finalissima di Wembley) e, dulcis in fundo, la partita forse più bella e felice della nostra storia europea, la madre di tutte le rimonte di cui è fatta la nostra storia: Barça-Goteborg del 16 aprile 1986.

                                        Inter-Barça 2018

Due giorni belli e pieni di emozioni. Questi sono stati gli scorsi 5 e 6 novembre grazie all'organizzazione ed agli sforzi della Penya Lombarda del FC Barcelona cui ci siamo affiancati insieme a tutte le altre penyes italiane del Barça. Memorabile la cena ufficiale la sera prima della partita, quando ai club ed ai dirigenti si sono aggiunti gli ex giocatori del Barça, i mitici "Barça legends", a Milano per giocare una amichevole contro le bandiere nerazzure.

La due giorni di Milano

Il 5 ed il 6 novembre del 2018 sono stati una nuova tappa del percorso di crescita del movimento blaugrana in Italia.

                     Football programmes: un oggetto di culto

Prigramma del Villa del 1912. www.google.com

Da sempre i programmi dei match di calcio sono considerati, a ragione, una prerogativa del football britannico: fu infatti il 1888, l'anno in cui, per la prima volta, i "football programmes" delle partite iniziarono a vedere la luce con una certa continuità e, da oggetti inizialmente di scarsa importanza, si convertirono presto in un must per tutti i collezionisti del mondo.

 

In Inghilterra in breve tempo i programmi divennero parte della "previa" (quindi, in un certo senso, del gioco) insieme alla torta e alla birra, tre momenti clou tipici di ogni pre-gara. In terra d'Albione l'Aston Villa, non a caso una delle squadre fondatrici del calcio d'oltre manica, fu uno dei primi club a far stampare un programma per i propri tifosi, usanza che  a partire dal 1888, divenne parte integrante di ogni club di calcio inglese anche se la finale di F.A. Cup (per alcuni la competizione più importante del mondo) ebbe un suo programma nel 1882.

Ben lontani dall'essere le "bibbie" di informazioni e notizie che sarebbero diventati in seguito, i programmi in origine erano costituiti da un singolo foglio riportante la data della partita, i nomi e le posizioni dei giocatori.

 

Dunque fu il Villa ad avere per primo l'idea dei programmi (va anche detto che fu l'Everton ad iniziare a pubblicare  con regolarità una scorecard per i suoi fans)  così come fu la prima società a trasformare il singolo foglio delle origini in un giornale contrassegnando ogni singola uscita con un numero e con un raccoglitore per ogni stagione: questo fu una sorta di invito ai tifosi affinchè iniziassero a collezionare i programmi.

 

Col passare degli anni i programmi arrivarono ad essere formati da 8 pagine in concomitanza con la prima guerra mondiale mentre con secondo conflitto continentale la produzione di programmi fu interrotta dalla quasi totalità dei club britannici in nome della austerità richiesta dalle drammatiche circostanze dell'epoca.

E il Barça?

Detto che nel calcio spagnolo i programmi non hanno mai preso piede come in Inghilterra, anche in Catalogna non mancano esemplari di football programmes a partire dal 1922 e, in forma più continuativa, dal 1948 in poi.

Nelle loro pagine c'erano le ultime notizie sulla attualità blaugrana dell'epoca e molti di questi sono consultabili presso il Centro di Documentazione del Footbol Club Barcelona:

 

Al seguente link

https://www.fcbarcelona.es/club/servicios/ficha/programas-de-partido

sono visibili le copertine di alcuni dei più rari ed importanti programmi del Barça e tra questi:

 

 

                                 Finale Coppa del Rey 2018

Le penyes italiane protagoniste

... non solo al Wanda Metropolitano ma anche a Roma così come in molte altre occasioni il movimento blaugrana italiano è in crescita

Sulla giornata trascorsa a Madrid va detto che almeno in centro città non c'è stato alcun problema con i Sevillastas al punto che le due tifoserie hanno passato la giornata mescolate fino al momento di recarsi alle due rispettive "fan-zone". Notevole lo sforzo organizzativo del Barça per realizzare la nostra "fan-zone" così come per il ritiro dei biglietti accuratamente preparato alla fiera madrilena "Ifema" (ritiro che, va detto, ha suscitato numerose polemiche).

Riguardo al tifo va detto che è stata una delle note positive della giornata principalmente grazie all'impegno della "grada d'animaciò" ma anche per l'apporto di ciascuno dei 23.000 culé presenti sulle gradinate del nuovo stadio dell'Atletico di Madrid. In campo il Barça ha giocato bene oltre ogni più rosea aspettativa annichilendo il Siviglia e  mettendo le mani sulla coppa già alla fine del primo tempo; da ultimo impossibile non parlare di Andrés Iniesta sia perchè questa è stata la sua ultima finale con la nostra samarreta, sia perchè quando è stato sostituito a fine gara tutto lo stadio gli ha attribuito una ovazione impressionante.

                                  Museo del Grande Torino

Dopo aver visitato la Basilica di Superga lo scorso aprile, come club abbiamo voluto recarci al museo del Grande Torino, non solo per rendere omaggio ai giocatori scomparsi a Superga, ma soprattutto per dar merito al lavoro dei volontari che da anni permettono alla Associazione Memoria Storica Granata (e quindi al museo) di sopravvivere.

Questa visita era stata pianificata da tempo insieme agli amici delle penyes di Roma e Genova, ma a poche ore si è rivelata ancora più bella e gratificante per i volontari granata vista la presenza di Antoni Guil, presidente della confederazione mondiale delle penyes blaugrana, e di Jordi Penas, presidente del museo del Barça al Camp Nou, che non ha mancato di osservare con occhio tecnico e interessato i cimeli esposti a Grugliasco.

21 e 22 novembre 2017

A pochi mesi dall'ultima volta, il Barça è tornato nella nostra  città e  abbiamo cercato di sfruttare nel migliore dei modi questa occasione con una serie di eventi ed incontri.

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
Congratulazioni e Força Barça!!"
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

 

                       Come diventare soci del F.C. Barcelona

Iscrizione ordinaria:

Familiari di soci (fino al secondo grado di parentela)

Le relazioni di parentela ammesse sono:

  • Tra padri e figli
  • Tra nonni e nipoti
  • Tra genitori di fatto e figli
  • Tra fratelli e cognati
  • Tra zii e nipoti
  • Tra cugini

 

Per accertare la parentela verrà richiesta la seguente documentazione:

  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del socio
  • Fotocopia carta identità o documento identificativo del richiedente
  • Fotocopia che dimostri la parentela

 

Persone che sono già state socie del Club in precedenza, per un minimo di 2 anni consecutivi

La unico modo per diventare soci del Club è presentarsi di persona alla OAB (Oficina de Atenciò al Barcelonista).

 

Tre anni di iscrizione a una penya attestati dal carnet del penysta

I membri di una penya che abbiano superato i tre anni di anzianità possono diventare soci del FC Barcelona.

 

 

Il processo di iscrizione a socio del FC Barcelona è concluso solamente quando il Club abbia verificato che tutta la documentazione richiesta risponda ai requisiti richiesti.

Il pagamento della quota è effettuabile in contanti o con carta di credito ed è valida fino al 31 dicembre 2017.

 

Ogni nuovo socio del FC Barcelona riceverà:

  • Carnet socio con foto
  • Statuto del FC Barcelona
  • Lettera di benvenuto
  • Diploma personalizzato

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: https://www.fcbarcelona.es/socios/hacerse-socio/socio-adulto

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

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