14/2/2017 PSG-Barça

Il sorteggio di Champions ci ha nuovamente riservato uno scontro contro il Paris SG. Vivi con noi l'inizio delle partite che contano!

     23/4/2017:       madrid-Barça

Per ogni tifoso blaugrana non esiste una data migliore del 23 aprile per affrontare il real madrid. In questo giorno infatti si celebra San Giorgio, santo storicamente legato alla Catalogna e al Barça. Speriamo di rifarci dopo il pareggio dell'andata.

1°raduno penyes FC Barcelona

Alcune penyes italofone del FC Barcelona si sono messe al lavoro per far si che il 2017 sia l'anno della prima, attesissima, "trobada" dei club italiani e della Svizzera italiana del FC Barcelona. Dalle pagine del nostro sito vi terremo aggiornati sull'evolversi dell'organizzazione.

Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

 

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

 

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

Copa: buona la prima

E alla fine anche il "tabù" della prima maglia blaugrana è caduto. Malgrado la concorrenza di mostri sacri come Toffs e Scoredraw è la piccola azienda Copa,  presente da pochi anni sul mercato, a misurarsi, e con un certo successo, con la maglia che nessuno finora aveva mai voluto fare.

Stiamo parlando della primissima maglia blaugrana della storia, quella del 1899 con ancora come stemma lo scudo della città di Barcellona sormontato da una corona e da un pipistrello.

 

Il grado di somiglianza è notevole soprattutto se paragonato alle altre repliche della Copa: tutte belle, di qualità e accurate ma danneggiate da uno stemma del Barça decisamente poco vintage perchè troppo accurato e moderno.

Anni 60: le proposte "indecenti" dell'Espanyol

Aneddoto senz'altro sconosciuto alle nuove generazioni di tifosi blaugrana, è quello che ci mostra come erano diversi negli anni '60 del secolo scorso, i rapporti di forza tra le due squadre della capitale catalana. Nel settembre 1963 la dirigenza dell'Espanyol offrì al Barça 100 milioni di pesetas per il suo vecchio stadio "Les Corts" (l'ultimo prima dell'attuale Camp Nou) dove, a 6 anni dalla inaugurazione del nuovo stadio blaugrana, si tenevano ormai solamente amichevoli,  allenamenti nonchè le partite di quella che all'epoca era la seconda squadra del FC Barcelona: il Condal. Il Club stava cercando da 6 anni di vendere il vecchio impianto così come il relativo terreno ma al momento la cosa non andava a buon fine; per contro l'Espanyol tentava con questa mossa finanziaria, di trasferirsi da Sarrià a Travessera proprio mentre nelle sue fila giocava un certo Ladislao Kubala. Il presidente blaugrana dell'epoca, Enric Llaudet, graffiante come al solito, arrivò a dire che per avere il vecchio stadio del Barça l'Espanyol avrebbe dovuto sborsare 50 milioni in più del miglior offerente...

L'aneddoto è indicativo del fatto che in quei giorni il Barça non navigava certo nell'oro, così come in tutta la decade seguente alla costruzione del Camp Nou: il nuovo impianto aveva messo in cattive acque la società a livello finanziario e sempre di questo periodo fu la proposta dell'Espanyol di dividere il Camp Nou per gestirlo in comproprietà "all'italiana". Questa seconda proposta, come del resto la prima, fu rispedita al mittente.

Les Corts, stadio del Barça fino al 1927. Immagine da www.barcelonas.com

Blaugrana anche in trincea!

Stemma del Barça all'epoca dei fatti.

Il giocatore blaugrana Francesc Coma Vives (al Barça dal 1918 al 1927) partecipò, suo malgrado, alla guerra tra Spagna e Marocco nel 1921 vivendo sulla propria pelle le settimane successive alla disastrosa battaglia di Annual (Marocco) persa dalle truppe spagnole in modo rovinoso e con la morte di ben 8.000 soldati.

Questo episodio ebbe ovviamente parte nell'aumentare la crisi della monarchia liberale di Alfonso XIII, di li a poco deposto da un colpo di stato guidato dal generale Miguel Primo de Rivera.

Al termine di quel nefasto 1921, il FC Barcelona (in quel periodo nuovamente presieduto da Joan Gamper) decise di non scordarsi dei propri soci impegnati al fronte e decise di mostrar loro la propria vicinanza con un regalo di Natale "blaugrana". Il pacco inviato ad ognuno dei 23 consisteva in una bottiglia di anice, una di Jerez, una di Cognac, due pezzi di torrone, una scatoletta di carne, un pacchetto di gallette, un pacchetto di cioccolato al latte e cinque sigari.

Football: uno "stile" di vita

Marchio Lacoste

A partire dall'Ingilterra degli anni '80, calcio e moda sono diventati un binomio praticamente indissolubile prima in terra d'Albione e poi in tutta Europa; certo ci sono paesi come Spagna, Italia o Portogallo dove, in generale, la passione per certi marchi di moda non ha prettamente sfondato nelle curve del calcio ma rimane il fatto che in alcuni gruppi certi marchi hanno fatto breccia, eccome.

Tutto parte nelle periferie inglesi degli anni'80, all'epoca passerelle per uomini violenti (ma non solo) e comunque ossessionati dalla moda, una moda che combinava marche "stilose" italiane e francesi sposandole con alcune marche simbolo britanniche. A livello di calzature poi, il top era costituito dalle scarpe da tennis bianche, vero e proprio punto di partenza nella costruzione dello stile "casual", uno stile nato dall'esigenza delle "firm" inglesi di poter circolare liberamente in tutta l'Inghilterra a seguito della propria squadra senza farsi identificare facilmente dalla polizia.

Col tempo lo stile casual è cambiato mescolandosi con altre tendenze, alcune marche hanno rimpiazzato i primissimi brand ma ancora oggi è possibile stabilire quelle che sono le colonne dello stile Casual che, anche nei gruppi organizzati di Barcellona, antichi e attuali, ha fatto molti proseliti.

l'iconica immagine della Fred Perry

Pringle

Marchio scozzese di maglieria nato nel 1815. Il golfino con l’iconico pattern a rombi è stato un indumento chiave del primo periodo casual.

Burberry

E' il tipico marchio british, caratterizzato dal tessuto "tartan". Marchio storico  inglese, esempio perfetto della reinterpretazione dell’heritage che mettevano in atto gli hooligan (senza distinzione di classe).

Aquascutum

Marchio nato a fine '800 e poi passato da personaggi culto come Cary Grant ma rimanendo apprezzatissimo nelle gradinate inglesi a cominciare dalla celeberrima Kop di Anfield Road.
 

Stone Island

Ed eccoci alla prima marca extra british. Marca relativamente recente sta oggi avendo un grande successo tra tutti i tifosi, al punto da essersi trasformata in una sorta di status symbol ricercata e comprata anche al di fuori degli ambienti strettamente curvaioli. Estetica quasi militare ma materiali di alta qualità, il brand ha avuto uno dei suoi primi ammiratori nel leggendario calciatore Eric cantona. Alcuni tifosi (soprattutto oltre manica) sono arrivati al punto di staccare il tipico badge della manica perchè è ormai diventato un simbolo troppo riconoscibile.

 

Lacoste

Marca francese che non ha bisogno di presentazioni. Fondato dal tennista René Lacoste nel 1933, è il simbolo dello sportswear di lusso al punto da causare vere e proprie trasferte in terra francese da parte degli inglesi: il tutto sarebbe iniziato dopo una trasferta dei tifosi del Liverpool a Sain Etienne nel 1977. Da li l'inizio di un amore che perdura a tutt'oggi.

 

Fred Perry

Come Lacoste anche Fred Perry è un brand legato al mondo del tennis perchè fondato nel 1952 dal tre volte campione di Wimbledon Fred Perry.

Lanciato dai giovani "mod" negli anni '60, il marchio "della corona" diventa popolarissimo tra fine anni '70 ed inizio anni '80 diventando protagonista di un vero e proprio testa a testa con Lacoste anche nelle grandi città italiane. Un classico.

 

Ben Sherman

Ben Sherman era soprannominato il re di Carnaby Street. Le sue camicie con il colletto button down erano una divisa per i mod, e il marchio arrivò ai casual per osmosi. Poi il parka d’inverno allo stadio era comodissimo.

 

C.P. Company

L’iconica accoppiata giacca Mille Miglia e sciarpa Aquascutum sulla copertina di Casuals di Phil Thornton.

Il brand di Massimo Osti fa parte di quei marchi a cui i casual si appassionarono tra gli anni ’80 e i ’90. Indumenti tecnici di matrice militare e workwear, fatti bene, resistenti e fatti in Italia; non serve aggiungere altro.

 

Sergio Tacchini

Marchio italiano che per primo ha introdotto i colori nell’oceano bianco dell’abbigliamento da tennis. John McEnroe ha dato un bel contributo alla diffusione del brand in Inghilterra a partire dal morbido prato di Wimbledon.

 

Fila

Marca nata in Piemonte. Amatissima soprattutto in Inghilterra.

Emil, il sergente col Barça nel cuore

Emil Walter, www.blaugranas.com

Emil Walter è stato un roccioso difensore blaugrana passato alla storia non solo per le sue giocate sul rettangolo verde, ma anche perchè durante la seconda guerra mondiale abbandonò l'unità della Wehrmacht di cui faceva parte col grado di sergente per fare ritorno nella sua Barcellona.

 

Nato a Brötzingen in Germania a inizio '900 morì il primo marzo del 1952 dopo una vita avventurosa. Negli anni '20 si trasferì in Catalogna dove aveva trovato lavoro. A Figueres iniziò ad allenarsi con la locale UE Figueres ove si mise in luce per la sua capacità difensiva e per il suo tiro potentissimo: durante una partita riuscì a segnare un gol battendo un calcio di punizione dalla propria area di rigore! Grazie a questa rete divenne famosissimo e, 2 anni dopo, venne acquistato dal FC Barcelona diventando titolare della difesa fino al 1933 a seguito di una lesione che lo rese zoppo per il resto della sua vita. In blaugrana giocò per 245 partite ma nella natìa Germania rimase praticamente uno sconosciuto venendo convocato solo in qualche partita della nazionale "regionale". Durante la seconda guerra mondiale venne chiamato a combattere per il suo paese con il grado di sergente e quando nel 1940 le truppe tedesche arrivarono al confine con la Spagna, Walter non perse l'occasione di fare un salto a Barcellona per salutare i suoi vecchi amici e compagni arrivando a bordo di una moto della Wehrmacht. Più tardi, nel 1947, Walter appena uscito da un campo di prigionia alleato venne aiutato dal Barça che non si era dimenticato del suo ex difensore, in grave difficoltà anche a causa dell'infortunio subito da giocatore. Nel 1949 il tedesco venne invitato alle "Nozze d'oro" del Club e gli alleati gli negarono la possibilità di abbandonare la Spagna franchista in quanto tedesco: il Barça venne ancora in soccorso aiutando Walter a ottenere un salvacondotto per ritornare nella sua Germania. Morì solamente tre anni dopo a seguito di una lunga malattia.

 

                                   Liga: 1929

             Coppa di Spagna: 1925, 1926, 1928.

Allenatore, un mestiere pericoloso

John Barrow. img da Barça.pl

Dalla sua fondazione ai giorni nostri il Barça ha visto alternarsi sulla sua panchina 55 allenatori. Primo della serie fu l'inglese John Barrow, che guidò la squadra in 19 partite giocate nel 1917; prima di lui la squadra giocava senza allenatore e infatti fino alla metà degli anni '10 i giocatori erano selezionati dal presidente e dalla giunta direttiva che, insieme, decidevano acquisti, cessioni, e, quasi sempre, gli 11 che scendevano in campo negli incontri ufficiali. Gli allenamenti, in quel calcio assolutamente non professionale, erano invece autogestiti dai giocatori. Come il già citato John Barrow, la maggioranza degli allenatori blaugrana sono stati stranieri. Su 55 allenatori totali, solo 26 sono stati gli spagnoli (16 catalani). Nella maggior parte dei casi gli allenatori spagnoli sono stati ex giocatori incaricati dopo il licenziamento di chi li ha preceduti. In tutto solo 6 sono stati gli allenatori spagnoli ad aver allenato il Barça senza prima essere stati giocatori del Club: Enric Rabassa, Enrique Orizaola, Vicente Sasot, Laureano Ruiz, Luis Aragonés e Lorenzo Serra Ferrer. Le nazionalità principali degli allenatori stranieri sono state quella inglese (8 tecnici), argentina (4), olandese (4) e ungherese (3). Il Club ha anche avuto 2 allenatori tedeschi, 2 serbi, un austriaco, un cecoslovacco, un francese, un irlandese, un italiano e un uruguaiano: quindi tra gli stranieri solo 5 sono stati gli allenatori extra europei: 4 argentini (Herrera, Roque Olsen, César Luis Menotti e Gerardo Martino) e l'uruguaiano Enrique Fernandez. Il tecnico più longevo della storia blaugrana è senz'altro stato Johan Cruyff, capace di sedere per 8 anni sulla nostra panchina tra il 1988 e il 1996 e di totalizzare ben 430 partite ma è il secondo allenatore per titoli vinti alle spalle di Pep Guardiola (11 per l'olandese contro i 14 di Pep). Secondo tecnico più longevo è stato l'inglese Jack Greenwell che però diresse la squadra in due epoche distinte (1917-1923 e 1931-1933). Terzo allenatore per numero di partite dirette è stato Rinus Michels che ha diretto la squadra in 361 incontri dal 1971 al 1975 e tra 1976 e 1978.

 

22/03/1987: assalto all'arbitro

30 anni fa il calcio era molto diverso dai giorni nostri, in campo e sugli spalti tutto si viveva con trasporto e passione e, a volte, con esagerazione. Su questa falsariga non si può fare a meno di ricordare quanto accaduto al vecchio stadio di Atocha quando il Barça fece visita alla Real Sociedad nel girone di ritorno della Liga 1986/87: solo varie cariche di alleggerimento della polizia spagnola impedirono a vari facinorosi tifosi della Real di aggredire Pes Pérez, arbitro dell'incontro.Tutto ebbe inizio alla fine dell'incontro tra Real Sociedad e FC Barcelona quando una cinquantina di "esaltati" tifosi locali cercarono di arrivare allo spogliatoio dell'arbitro aragonese Pes Pérez: all'origine dei disordini un paio di decisioni prese dalla giacchetta nera, poi rivelatesi corrette, che non avevano mancato di infiammare lo stadio basco durante la gara e, soprattutto, nel finale, quando l'arbitro era stato accompagnato fuori dal terreno di gioco dalla polizia in tenuta anti sommossa. Per fortuna alla fine solo un grosso spavento per lo sventurato arbitro, che solamente molte ore dopo la fine della gara poté lasciare l'impianto di San Sebastian, comunque dopoi giocatori di entrambe le squadre.

Coppa Coppe 1969, la prima finale

Copertina del programma della finale

Le pagine di un pieghevole ingiallite dal tempo ci restituiscono la memoria di una finale giocata dal Barça il 21 maggio 1969: tra le mani abbiamo il programma ufficiale della giornata, ed è un programma capace di restituirci l'emozione ed il peso di arrivare a giocarsi il secondo trofeo più importante d'Europa, la Coppa delle Coppe. Come a volte capita, non di rado, al Barça quando gioca le finali succede che le cose non vanno come dovrebbero andare e così, anche se davanti ci sono "solo" i cecoslovacchi dello Slovan Bratislava, non c'è nemmeno il tempo di battere il calcio di inizio e siamo già sotto per 1 a 0 per il gol segnato da Cvetler. La giornata continua sotto una cattiva stella e Franch al 13° deve lasciare il campo per infortunio ma per fortuna al 19° Zaldua regala il pari ai blaugrana. Passano 10 minuti e Hrivnak dà un nuovo vantaggio allo Slovan con un tiro imparabile per Sadurnì, costretto a capitolare nuovamente a 4 minuti dall'intervallo quando Capkovic è abile a sfruttare un intervento errato di Olivella e a siglare il punto del 3 a 1. La ripresa sembra riservarci ancora qualche speranza con Rexach che al 5' sigla un gol capolavoro direttamente da calcio d'angolo...ci sarebbe tutto il tempo per capovolgere la situazione ma i cecoslovacchi si arroccano in difesa, rischiano poco e, in contropiede, si rendono ancora pericolosi dalle parti di Sadurnì.

 

SLOVAN BRATISLAVA-CF BARCELONA=3-2

Slovan Bratislava: Vencel, Filo, Hrivnak, Zlocha, Horvath, Capkovic, Cvetler, Moder (45' Bizon), Hrdlica, Jokl, Capkovic. All. Vican.

CF Barcelona: Sadurnì, Franch (28' Pereda), Olivella, Eladio, Rifé, Zabalza,Pellicer, Castro (45' Mendonça), Zaldua, Fusté, Rexach. All. Artigas.

Arbitro: Laurens Van Ravens (Olanda).

Spettatori:  19.478.

RETI: 1' Cvetler (S), 19' Zaldua (B), 29' Hrivnak (S), 41' Capkovic (S), 50' Rexach (B).

 

Di seguito il programma ufficiale della partita.

Paura e disgusto nella Liga

Copertina del libro da www.casadellibro.com

Lingua: spagnolo.

Quest'opera di Sid Lowe è arrivata in Spagna preceduta da un grande successo in Gran Bretagna ed è, ad oggi, tradotta in più di 10 lingue. Miedo y asco en la Liga (paura e disgusto in campionato) è solo l'ultimo libro di una lunga serie sulla rivalità tra Barça e madrid, ma è un libro che ha il vantaggio di essere stato scritto "dal di fuori", con lo sguardo distaccato di Lowe che è il corrispondente del The Guardian in Spagna nonchè collaboratore de La Sexta e di Onda Cero (due importanti radio spagnole). Lowe si è calato nella massima rivalità europea sfruttando la sua privilegiata visuale di osservatore neutrale e ha investigato a fondo la storia di una guerra sportiva senza quartiere nella quale nessuno dei due contendenti può esistere senza l'altro. La presenza del rivale viene presentata, ovviamente, come scomoda, però sempre necessaria.

 

Decisamente una pietra miliare sull'argomento, un must.

 

Sid Lowe, Miedo y asco en la Liga, Ed. Leeme, 416 pagine, 2014.

 

 

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
 
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
 
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
 
Congratulazioni e Força Barça!!"
 
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Per diventare soci del Barça è necessario essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

1) essere parente di primo o secondo grado di un socio maggiorenne;

2) essere già stato in passato socio del Barça per un periodo minimo di almeno due anni.

 

Chi ne ha i requisiti può associarsi pagando la quota annuale di 170 euro (valida fino al 31 dicembre 2014) che dà diritto a:

- tessera socio con fotografia

- statuto del Club

- targa ricordo

- attestato rilasciato dal F.C. Barcelona.

 

Chi, pur non avendone al momento i requisiti, vuole comunque farsi socio ha la possibilità di richiedere la tessera di "compromis" con la quale fa di fatto richiesta per entrare nell'entità in qualità di socio (cosa possibile superata la scadenza di tre anni dal rilascio della tessera di "compromis". Il costo della tessera è di 131 euro ed è valida fino al 31 dicembre 2014.

Compiuta la scadenza sarà possibile fare la richiesta per diventare socio.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: http://www.fcbarcelona.cat/socis/com-ferte-soci/detall/fitxa/nou-proces-altes-de-soci-senior-majors-de-15-anys

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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