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Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

Dalì, il pittore portiere

L'opera dedicata da Dalì al FC Barcelona

Oltre ad essere un genio della pittura, Salvador Dalì era anche un appassionato di calcio. Da giovane aveva giocato come portiere ed il suo idolo era il fenomeno dell'epoca, Ricardo Zamora (ex culé e ex Espanyol). Da adolescente ebbe modo di passare del tempo insieme a calciatori del calibro di Samitier, Sagi e Piera.

 

Oltre a questo il suo talento artistico indiscutibile si legò al Barça in due occasioni: la prima volta con l'opera che realizzò per il 75° anniversario del Club; la seconda, nel 1985, quando cedette un suo olio su tela per destinarlo alla Prima Biennale d'arte del FC Barcelona. In realtà il quadro lo aveva dipinto nel 1943 con il titolo "Poesia de America" (in seguito ribattezzato per l'occasione "Los Atletas Cosmicos"); nell'opera si potevano vedere due figure tipicamente daliniane e una di queste era colorata, non si sa fino a che punto casualmente, di blau e grana.

Clam, la mascotte del Centenario

La mascotte del centenario del Barça fu presentata al Club il 10 settembre 1998, cioè un anno prima dell'inizio dei festeggiamenti. L'immagine raffigurava un pupazzo con un occhio solo il cui autore era Josep Capdevila, conosciuto in Spagna con il nome Max e creatore del personaggio Peter Pank del "comic" Underground. All'inizio la mascotte non aveva un nome e, per darglielo, venne fatta una sorta di consultazione popolare attraverso i giornali Sport e Mundo così come tramite il programma Club Super3 de TV3. Un mese dopo, la commissione blaugrana che si occupava del centenario del Club, raccomandò alla giunta direttiva culé che il nome più adatto per la mascotte era quello di Clam. Questo infatti il nome che aveva ricevuto più preferenze attraverso i vari media. Tra i nomi che ricevettero un considerevole numero di preferenze ci furono anche : Net, Culé, Barci, Campiò e Bimba.

Immagine da blaugranas.com

La nostra penya alla finale di Coppa!

Il libro della settimana: errori in blau e grana

La copertina dell'opera scritta da Adrià Soldevila e Abraham Giraldés dice tutto: su un prato che si tinge di blu e di granata poggia un antico pallone di cuoio bucato e ormai sgonfio. Si coglie così al volo il senso di questo libro attraverso il quale gli autori vogliono far capire che gli errori vanno ricordati perchè non si ripetano. Non comprare Di Stefano quando era possibile, rifiutarsi di partecipare alla prima edizione della Coppa dei Campioni, portare il Club alla rovina con la costruzione del Camp Nou, gestire il Barça come se si trattasse di una azienda immobiliare, decidere di comprare Archibald al posto di Hugo Sanchez o scendere a patti con le dittature di Qatar e Uzbekistan in cambio di molti soldi sono solo alcuni dei molti errori gravi commessi dalla dirigenza nel corso della sua storia più che centenaria.

 dictadures d’'Uzbekistan o Qatar a canvi de diners són algunes de les

moltes errades greus que es recullen i s’expliquen amb tota mena de detalls en aquesta obra.

 

Adrià Soldevila e Abraham Giraldés, Errors en blau i grana, ed. l'Arca, 320 pag., 2016.

Immagine di copertina da www.casadellibro.com

1°settembre 1976, l'ultima partita

Copertina del pieghevole

Un primo settembre di quasi 40 anni fa tre pilastri blaugrana come Joaquim Rifé, Salvador Sadurnì e Antoni Torres giocarono la loro ultima partita con la nostra samarreta. A sinistra e in basso potete vedere il pieghevole preparato per questo evento dal Club: la copertina riporta semplicemente lo stemma del Barça (le lettere sono ancora rosse come del resto fino all'inizio degli anni '80) e la presentazione dell'evento, all'interno spicca una storia a fumetti dei tre giocatori mentre in coda sono riportate alcune righe di commiato che riproduciamo, tradotte qui di seguito.

 

"Quest'anno siamo arrivati alla parte più bassa, o la più alta se volete, della nostra vita sportiva come giocatori del Futbol Club Barcelona. Non è necessario dire che, come tutti gli sportivi, accettiamo questo avvenimento un po a malincuore, guardando con nostalgia questi anni felici dedicati al Barça che già cominciano ad essere storia, però anche con la soddisfazione di aver sempre dato tutto  sempre per i nostri colori. Per noi essere giocatori del Barça è stato molto di più che giocare a calcio da professionisti, è stata la piena identificazione con tutto quello che il nostro Club rappresenta e che tutti amiamo. Siamo certi che questi sentimenti non ci abbandoneranno mai.

 

Ci piacerebbe, in questa partita d'addio del primo settembre, potervi testimoniarela nostra gratitudine per il vostro supporto durante tutti questi anni, sperando che l'atto costituisca, soprattutto, l'"homenatge" di tutti alla tifoseria e ai sentimenti barcelonistes che ci uniscono. Non vogliamo dirvi addio, ma "a sempre". Visca el Barça"!

All'interno alcune vignette ripercorrono la carriera di Rifé, Sadurnì e Torres.

Gratis, per amore del Barça

Manel Vich all'opera. www.blaugranas.com

“Non posso andare in pensione perché non ho un contratto”. Così diceva Manel Vich, la “voce del Camp Nou” che da pochi giorni ha lasciato questo mondo andando a raggiungere al cimitero di Les Corts altri miti del barcelonismo come Kubala, César e Basora. Anche noi vogliamo ricordare Manel Vich, un culé che per vari lustri ha annunciato la formazione del Barça allo stadio senza guadagnare un euro, per puro e semplice amore verso i suoi colori e verso il suo Club; personaggio già parte della leggenda blaugrana lavorava per il Barça senza guadagnare e in questo modo è andato ad aggiungersi ad una galleria di persone che, in tal senso, lo hanno preceduto. Come Trinidad Turmo, prima donna a lavorare per il Barcellona come centralinista dal 1960 al 1979, prima nella sede in carrer Pau Claris e poi al Camp Nou. C’era poi l’Avi Torres, un aragonese che lavorò come custode prima al campo in carrer Industria e poi al Les Corts tra il 1912 e il 1954 preparando anche gli spuntini per i giocatori e che scoppiò in lacrime quando le ruspe distrussero il penultimo stadio culé. Altro mitico personaggio fu Francesc “Papi” Anguera che grazie ai buoni uffici dell’ex portiere Ramon Llorens, entrò nel Club per lavorare da magazziniere e per fare da padre a decine di giocatori a cominciare da Verges e Calvet.

 

Così con la scomparsa di Manel Vich, il Barça ha perso un’altra persona che al Club ha dato tutto il suo cuore proprio in un epoca in cui l’amore per il calcio rischia di cedere il passo ad interessi puramente economici.

1964: multa al mister e ai giocatori

Per la serie cose d'altri tempi in tutti i sensi possibili. L'11 ottrobre 1964 il Barça cade a Levante per 5 a 1. Questa sarebbe già di per sè una notizia clamorosa. Ma notevole è anche il fatto che la dirigenza dopo questa debacle non rimane imbambolata ma sanziona il tecnico e i giocatori con una multa sostanziosa per "punire" una sconfitta indegna a fronte del nome del Club e del valore dei giocatori.

Montjuic del Carme, dove è nata la leggenda

Targa all'angolo tra i carrer Pintor Fortuny e Montjuic del Carme

L'edificio che vedete nella foto a sinistra si trova nel carrer Pintor Fortuny 17-19 e, a fine XIX secolo, ospitava il Gimnnás Soler, frequentato da un cittadino svizzero che si chiamava Hans Gamper e lì si fondò il 29 novembre del 1899 il F.C. Barcelona.Alla riunione di fondazione parteciparono Walter Wild (primo presidente), Lluis d'Ossò (segretario), Bartomeu Terrades (tesoriere), Hans Gamper (capitano della squadra), Otto Kunzle, Otto Maier, Enric Ducal, Pere Cabot, Carles Pujol, Josep Llobet, John Parsons e William Parsons. in una riunione successiva vennero scelti il blu e il granata come colori sociali (clicca qui per sapere come mai), lo stemma della città di Barcellona divenne simbolo del Club e venne fissata la quota dei soci: due pesetas.

Il Gimnnás Soler, proprietà di Manuel Soler, era uno dei luoghi di ritrovi più frequentati da tutti gli sportsman di Barcellona, catalani e non. Hans (poi diventato Joan) Gamper era assiduo frequentatore del "ginnasio" esattamente come molti suoi amici che, in quegli anni, iniziavano a praticare il gioco del "football" e per questo motivo chiese al signor Soler di poter convertire il ginnasio nella sala riunioni del neonato FC Barcelona. Il numero dei partecipanti aumentò tanto e talmente velocemente che presto i soci fondatori del Barça dovettero cercare un altro locale per radunarsi: dunque il Gimnnás Soler fu il primo locale del Club ma non la prima sede dal momento che questa coincideva con la casa di Walter Wild, primo presidente.

Con il passare degli anni l'edificio conobbe usi e proprietari diversi ma in occasione del 75° compleanno del Barça (1974), i dirigenti e il presidente Agustì Montal vollero ricordare uno dei luoghi più importanti nella storia del Barcellona e pose una lapide a ricordo della fondazione. Nel gennaio del 1992 la lapide venne ritirata e portata al Museo e l'emblematico edificio venne abbattuto per far posto a una costruzione più moderna e funzionale.

Recentemente è stata nuovamente posta una lapide a ricordo dell'esatto luogo di fondazione del Barça: si trova nel carrer Montjuic del Carme, ovvero una traversa del prosieguo del carrer Portaferrissa al di là della Rambla. Per trovarlo basta seguire la Rambla partendo da Plaça de Catalunya, girare alla terza via a destra nel carrer del Pintor Fortuny per poi prendere la seconda a sinistra.

Libro della settimana: "Luisito"

Lingua: spagnolo.

Brillante opera di Gil Carrasco, già giornalista presso il Diari de Barcelona, El Periodico de Catalunya, "Luisito" vuole recuperare per tutta la gent blaugrana la memoria di un calciatore straordinario, pallone d'oro col Barça nel 1960 ma poi trasferitosi in Italia dove fece la fortuna dell'Inter regalando ai nerazzurri tre campionati italiani e due Coppe dei Campioni. Da allora, in più di mezzo secolo, nessun altro calciatore spagnolo è riuscito a conquistare il pallone d'oro. Luis Suarez iniziò la sua carriera nel Deportivo a 18 anni ma non fece in tempo a terminare quella prima stagione in biancoblù che subito Kubala e Samitier ne suggerirono l'acquisto al Barça: arrivato nella capitale catalana Luisito ebbe alcuni anni di difficoltà poi brillantemente superati con l'arrivo di HH (Helenio Herrera) sulla panchina blaugrana. Dal 1958 il suo talento esplose senza più limiti. Senza dubbio all'epoca molti "fan" di Kubala si rifiutarono di riconoscerne i meriti e qualcuno arrivò a parlare di aperta rivalità tra i due che invece, nel privato, avevano rispetto e ammirazione l'uno per l'altro. Una volta persa la prima, storica finale di Coppa dei Campioni a Berna nel 1961, Luisito abbandonò il Barcellona per trasferirsi a Milano dove giocò 10 anni e dove vive ancora oggi.

 

 

Gil Carrasco Garcia, Luis Suarez: el balon de oro que el Barça no supo apreciar, ed. Saldonar, 222 pag., 2015.

 

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
 
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
 
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
 
Congratulazioni e Força Barça!!"
 
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Per diventare soci del Barça è necessario essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

1) essere parente di primo o secondo grado di un socio maggiorenne;

2) essere già stato in passato socio del Barça per un periodo minimo di almeno due anni.

 

Chi ne ha i requisiti può associarsi pagando la quota annuale di 170 euro (valida fino al 31 dicembre 2014) che dà diritto a:

- tessera socio con fotografia

- statuto del Club

- targa ricordo

- attestato rilasciato dal F.C. Barcelona.

 

Chi, pur non avendone al momento i requisiti, vuole comunque farsi socio ha la possibilità di richiedere la tessera di "compromis" con la quale fa di fatto richiesta per entrare nell'entità in qualità di socio (cosa possibile superata la scadenza di tre anni dal rilascio della tessera di "compromis". Il costo della tessera è di 131 euro ed è valida fino al 31 dicembre 2014.

Compiuta la scadenza sarà possibile fare la richiesta per diventare socio.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: http://www.fcbarcelona.cat/socis/com-ferte-soci/detall/fitxa/nou-proces-altes-de-soci-senior-majors-de-15-anys

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat