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Chi siamo

La Penya Barcelonista de Turin (Barça Club Torino) nasce nel maggio del 2010 per iniziativa di Vittorio, fondatore e tuttora presidente, e grazie all'aiuto di altri 4 membri fondatori: Fabrizio, Roberta, Paolo e Sonia. Nell'ottobre del 2010 il club è ufficialmente riconosciuto dal F.C. Barcelona e da allora parecchie iniziative sono state organizzate: trasferte nelle città dove gioca il Barcellona ma anche tante serate per stare insieme e che hanno come comun denominatore la nostra passione per il Barça!

La nostra penya è iscritta al registro delle associazioni di Torino e come associazione non ha scopo di lucro e deve considerarsi a fini fiscali ente non commerciale.

Scopo dell’associazione è promuovere l’amicizia tra i soci ed i simpatizzanti del FC BARCELONA, sostenendo gli obbiettivi sportivi, sociali, culturali, artistici, scientifici e ricreativi sostenuti dalla società sportiva stessa e trasmettendo i valori storici del FC BARCELONA.

La storia dei Boixos: parte seconda

Biglietto della finale di Siviglia

1986-91

 

Il 1986 il Camp Nou è ancora caratterizzato dalla presenza di vari gruppi ultrà ma tra essi i Boixos sono ormai il principale, anche per il fatto che il grosso del gruppo si colloca al primo anello del Gol Sud. In questo anno altri gruppi molto attivi sono i Supporters Barça (gruppo che, rifondato di recente, esiste ancora ai giorni nostri) e le Cellules Blaugranes che si fanno presto notare per il loro tifo fatto di striscioni e fumogeni e non più caratterizzati dai bandieroni dal momento che il Barça li ha proibiti a scopo precauzionale. Questi due gruppi insieme riescono a riunire trecento membri nei big match, partite che non mancano nella stagione 1985/86, soprattutto in Coppa dei Campioni dove contro Juventus e Goteborg, il Gol Sud riesce a guidare il tifo di tutto lo stadio.

Nella semifinale europea contro il Goteborg, il Barça è costretto a segnare tre reti dopo la sconfitta 0 a 3 patita in Svezia. L'ambiente del Camp Nou è quindi quello delle grandissime occasioni: per la prima volta viene accesa una fila di fumogeni allineata e costituita da ben 75 bengala che contribuiscono a portare a termine la remuntada portando il Club alla seconda finale di Coppa Campioni della sua storia. Città designata per la finale è Siviglia e il giorno della partita i Boixos sono presenti in città fin dalle prime ore del mattino; il rivale è la Steaua i cui tifosi sono presenti in un numero minimo (circa 100). Allo stadio Sanchez Pizjuan il gruppo si sistema in curva Nord (quella del più caldo tifo Sevillista) e non manca di lasciare segno del proprio passaggio con scritte rivolte agli abituali padroni della curva. Alla fine il Barça chiude la serata nel peggiore dei modi perdendo la seconda finale di Coppa Campioni dopo quella del 1962. Sulla via del ritorno una quarantina di Boixos che hanno scelto di rientrare a casa in treno, trovano "un comitato di benvenuto" alla stazione di Valencia dove non mancano incidenti con i tifosi locali. 

Siviglia 7/6/1986: Il tifo dei Boixos in curva nord
Una fanzine dei Boixos Nois

All'inizio della stagione 1986/87 le cose migliorano ancora per il gruppo grazie alla creazione delle prime due sezioni a Matarò e a Madrid (sec. Centre). E' la stagione del bandierone catalano lungo 40 metri che esordisce in una gara interna contro il Real Madrid, occasione in cui il gruppo espone anche il suo nuovo striscione a lettere bianche su sfondo nero. Il derby di inizio 1987 passa invece alla storia come uno dei più violenti, almeno secondo la stampa dell'epoca. Molti sono gli scontri che vedono coinvolti i Boixos contro le Brigadas Blanquiazules dell'Espanyol con vari feriti e arrestati da entrambe le parti. In questa stessa stagione, in occasione di una trasferta a Pamplona, inizia l'amicizia con Indar Gorri, gruppo principale dell'Osasuna: a pochi minuti dal fischio di inizio l'amicizia viene sancita al centro del campo con uno scambio di bandiere ( una ikurriña basca per una senyera catalana) tra gli applausi del pubblico presente.

La stagione 1987/88 è da ricordare per l'attenzione crescente dei mass media verso la violenza negli stadi, attenzione che porta la televisione spagnola (TVE) ad organizzare un dibattito in un programma presentato da Iñaki Gabilondo, chiamato "En familia"  a cui partecipano vari gruppi ultrà spagnoli, Boixos compresi. E' però questa una delle stagioni peggiori per quanto riguarda le relazioni tra il Club e il gruppo, che reagisce chiedendo più volte e con forza le dimissioni del presidente Nuñez soprattutto dopo il celeberrimo "Motin de l'Hesperia" che vede i Boixos schierarsi a favore dei giocatori contro il presidente.

Nel 1988/89 il gruppo prende la decisione di abbandonare il primo anello del Gol Sud per spostarsi al terzo sperano così di attrarre un maggior numero di soci; inizia anche la pubblicazione di una fanzine (chiamata semplicemente "Boixos Nois) e il momento topico della stagione è la finale di Berna contro la Sampdoria.

Nel 1991 i Boixos fanno il loro ritorno al primo anello del Gol Sud e questo ha un effetto benefico per il gruppo che vede così aumentare le sue sezioni (Sant Boi e Osona nella sola Catalogna), i suoi effettivi e le sue iniziative come la pubblicazione di due nuove fanzine (Gent Culé e il mitico Bulldog) che sostituiscono la prima.

L'amaro addio di "Txame" Corbella

Corbella con i suoi mitici baffoni ad inizio anni '90. www.blaugranas.com

Non sempre le storie legate al nostro Barça sono belle ed edificanti. Non lo sono soprattutto quando usciamo dalla sfera degli interessi economici per entrare in quella, molto più importante, dei rapporti umani. Questa è la storia di Josep Maria Corbella, l’”utillero” (ovvero il magazziniere della prima squadra del Barça per più di 30 anni), allontanato dal suo posto di lavoro senza molto tatto e senza molte spiegazioni due anni fa. Corbella iniziò a lavorare al Barça nel 1982, lo stesso giorno dell’arrivo di Diego Armando Maradona, in sostituzione del leggendario Papi Anguera, primo grande “utillero”

Del Club. All’inzio della stagione 2014/15 Corbella si presentò alla Ciutat Esportiva Joan Gamper una settimana prima dei giocatori per preparare il materiale da usare in vista dell’inizio della preparazione ma arrivato sul posto di lavoro si sentì dire da Zubizarreta che il suo lavoro al Club era finito. Punto.

 

L’allontanamento di Corbella coincise con l’arrivo nello spogliatoio di Luis Enrique come nuovo allenatore anche se le relazione dei due quando Luis Enrique era un giocatore erano state ottime. Così da Menotti a Tata Martino, Corbella si guadagnò la fiducia di tutti gli allenatori della prima squadra, vivendo le due epoche dorate della storia blaugrana (quella del Dream Team e quella di Guardiola) e partecipando in varie occasioni alle celebrazioni dei titoli sul prato del Camp Nou. Pochi mesi dopo questo epilogo Corbella ha voluto salutare con una lettera, non ne aveva avuto il tempo di persona, il Club tutto e tutto l’ambiente blaugrana. Pubblichiamo alcuni passaggi.

 

“Mio papà al Barça si occupava del prato del Camp Nou da tempo quando io iniziai a lavorarci nel 1978. Nel 1980 venni messo sotto contratto per fare il guardiano notturno dello stadio e dua anni dopo divenni l’aiutante di Papi Anguera, un maestro. Da allora, e fino al forzato addio, ho lavorato cercando di portare ogni mattina un sorriso, specialmente nei momenti brutti, e sempre con dedizione, rispetto e discrezione. Non nego che questo addio mi ha fatto male e che mi è costato accettare la decisione del Club, soprattutto per il modo in cui è avvenuta. Fortunatamente il tempo cura ogni cosa, e un po alla volta ho ritrovato il sorriso, grazie a mia moglie e ai miei amici.

Dunque scrivo questa lettera per ringraziare e dire addio visto che non ho avuto tempo di farlo personalmente. Non provo rancore verso nessuno, voglio solo dire quanto sono grato a tutti per quanto mi hanno dato e per quanto affetto mi hanno mostrato in questi 35 anni. Grazie a tutti

Grazie soprattutto a tutti i culers che, senza conoscermi, hanno voluto mostrarmi la loro solidarietà dopo quanto accaduto. E’ questo il regalo più bello di una vita azulgrana. Avrò sempre il Barça nel cuore e sarò sempre in debito con un Club che amo e rispetto. E con tutti voi.

 

 

Gracias y hasta siempre.

Visca el Barça y visca Catalunya.

Josep Maria Corbella".

La nostra penya alla finale di Coppa!

Il libro della settimana: errori in blau e grana

La copertina dell'opera scritta da Adrià Soldevila e Abraham Giraldés dice tutto: su un prato che si tinge di blu e di granata poggia un antico pallone di cuoio bucato e ormai sgonfio. Si coglie così al volo il senso di questo libro attraverso il quale gli autori vogliono far capire che gli errori vanno ricordati perchè non si ripetano. Non comprare Di Stefano quando era possibile, rifiutarsi di partecipare alla prima edizione della Coppa dei Campioni, portare il Club alla rovina con la costruzione del Camp Nou, gestire il Barça come se si trattasse di una azienda immobiliare, decidere di comprare Archibald al posto di Hugo Sanchez o scendere a patti con le dittature di Qatar e Uzbekistan in cambio di molti soldi sono solo alcuni dei molti errori gravi commessi dalla dirigenza nel corso della sua storia più che centenaria.

 dictadures d’'Uzbekistan o Qatar a canvi de diners són algunes de les

moltes errades greus que es recullen i s’expliquen amb tota mena de detalls en aquesta obra.

 

Adrià Soldevila e Abraham Giraldés, Errors en blau i grana, ed. l'Arca, 320 pag., 2016.

Immagine di copertina da www.casadellibro.com

Montjuic del Carme, dove è nata la leggenda

Targa all'angolo tra i carrer Pintor Fortuny e Montjuic del Carme

L'edificio che vedete nella foto a sinistra si trova nel carrer Pintor Fortuny 17-19 e, a fine XIX secolo, ospitava il Gimnnás Soler, frequentato da un cittadino svizzero che si chiamava Hans Gamper e lì si fondò il 29 novembre del 1899 il F.C. Barcelona.Alla riunione di fondazione parteciparono Walter Wild (primo presidente), Lluis d'Ossò (segretario), Bartomeu Terrades (tesoriere), Hans Gamper (capitano della squadra), Otto Kunzle, Otto Maier, Enric Ducal, Pere Cabot, Carles Pujol, Josep Llobet, John Parsons e William Parsons. in una riunione successiva vennero scelti il blu e il granata come colori sociali (clicca qui per sapere come mai), lo stemma della città di Barcellona divenne simbolo del Club e venne fissata la quota dei soci: due pesetas.

Il Gimnnás Soler, proprietà di Manuel Soler, era uno dei luoghi di ritrovi più frequentati da tutti gli sportsman di Barcellona, catalani e non. Hans (poi diventato Joan) Gamper era assiduo frequentatore del "ginnasio" esattamente come molti suoi amici che, in quegli anni, iniziavano a praticare il gioco del "football" e per questo motivo chiese al signor Soler di poter convertire il ginnasio nella sala riunioni del neonato FC Barcelona. Il numero dei partecipanti aumentò tanto e talmente velocemente che presto i soci fondatori del Barça dovettero cercare un altro locale per radunarsi: dunque il Gimnnás Soler fu il primo locale del Club ma non la prima sede dal momento che questa coincideva con la casa di Walter Wild, primo presidente.

Con il passare degli anni l'edificio conobbe usi e proprietari diversi ma in occasione del 75° compleanno del Barça (1974), i dirigenti e il presidente Agustì Montal vollero ricordare uno dei luoghi più importanti nella storia del Barcellona e pose una lapide a ricordo della fondazione. Nel gennaio del 1992 la lapide venne ritirata e portata al Museo e l'emblematico edificio venne abbattuto per far posto a una costruzione più moderna e funzionale.

Recentemente è stata nuovamente posta una lapide a ricordo dell'esatto luogo di fondazione del Barça: si trova nel carrer Montjuic del Carme, ovvero una traversa del prosieguo del carrer Portaferrissa al di là della Rambla. Per trovarlo basta seguire la Rambla partendo da Plaça de Catalunya, girare alla terza via a destra nel carrer del Pintor Fortuny per poi prendere la seconda a sinistra.

Il nipote di Joan Gamper socio onorario della nostra penya!

Da qualche giorno Xavier Gamper, nipote del fondatore del FC Barcelona, è socio onorario della nostra penya. Nella foto sottostante Xavier Gamper, a destra, appare con la nostra sciarpa ed in compagnia di Julio Salinas, giocatore del Dream Team blaugrana di inizio anni '90. Un grosso grazie ad Alessandro che ha reso possibile tutto questo!

 

Pubblichiamo qui di seguito due righe di saluto che il nostro socio onorario ha voluto indirizzare a tutti noi:

 

 

"Ciao a tutti,
 
É' un piacere inviare saluti a la Penya del Barça di Torino.
 
Il mio caro amico Alessandro mi ha spiegato tutto quello che state facendo per il Barça nella penya di Torino.
 
Congratulazioni e Força Barça!!"
 
Xavier Gamper, nipote del fodatore del Barça

Come diventare soci del F.C. Barcelona

Per diventare soci del Barça è necessario essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

1) essere parente di primo o secondo grado di un socio maggiorenne;

2) essere già stato in passato socio del Barça per un periodo minimo di almeno due anni.

 

Chi ne ha i requisiti può associarsi pagando la quota annuale di 170 euro (valida fino al 31 dicembre 2014) che dà diritto a:

- tessera socio con fotografia

- statuto del Club

- targa ricordo

- attestato rilasciato dal F.C. Barcelona.

 

Chi, pur non avendone al momento i requisiti, vuole comunque farsi socio ha la possibilità di richiedere la tessera di "compromis" con la quale fa di fatto richiesta per entrare nell'entità in qualità di socio (cosa possibile superata la scadenza di tre anni dal rilascio della tessera di "compromis". Il costo della tessera è di 131 euro ed è valida fino al 31 dicembre 2014.

Compiuta la scadenza sarà possibile fare la richiesta per diventare socio.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili presso il sito ufficiale all'indirizzo: http://www.fcbarcelona.cat/socis/com-ferte-soci/detall/fitxa/nou-proces-altes-de-soci-senior-majors-de-15-anys

 

E' anche possibile contattare direttamente l'OAB (l'Oficina de Atenciò al Barcelonista) all'email oab@fcbarcelona.cat